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Rubrica : {Lavoro}

Due anni fa l’omicidio di Soumaila Sacko

Il domenica 31 maggio 2020 di Redazione Lavoro

Martedì 2 giugno saranno passati due anni dall’omicidio di Soumaila Sacko, ucciso con una fucilata alla testa da Antonio Pontoriero nell’ex fornace La Tranquilla di San Calogero, mentre cercava lamiere per costruire un riparo di fortuna destinato ad altri braccianti.

Soumaila aveva un regolare permesso di soggiorno. Ma se non avesse incontrato sulla sua strada la furia omicida che considerava “roba sua” quel terreno usato dalle mafie come discarica di veleni, oggi sarebbe condannato all’invisibilità come centinaia di migliaia di braccianti, in forza dei decreti sicurezza ancora in vigore. E sarebbe in prima linea nella lotta contro lo sfruttamento dei braccianti e per la regolarizzazione degli invisibili.

Perché Soumaila era un delegato sindacale di USB, e per non lasciar cadere nel nulla la sua eredità politica e civile, l’Unione Sindacale di Base ha dato vita nella piana di Gioia Tauro allo Sportello Soumaila Sacko, attivo nella difesa dei diritti dei lavoratori.

Mentre il processo per l’omicidio prosegue davanti alla Corte di Assise di Catanzaro (prossima udienza il 24 giugno, sentenza prevista dopo l’estate), USB martedì 2 giugno darà vita a una breve cerimonia di commemorazione all’ex fornace La Tranquilla", San Calogero, in provincia di Vibo Valentia Perché nessuno dimentichi Soumaila Sacko, le sue lotte per i diritti e la dignità e le tante altre vittime dello sfruttamento e del razzismo.

Coordinamento Agricolo Unione Sindacale di Base

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Soumaila Sacko

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Rubrica : {Qualche parola / di Luigi Boggio}

Il diritto alla salute, senza se e senza ma

Il sabato 30 maggio 2020 di Luigi Boggio

La Corte dei Conti spiega la crisi della sanità per aver privilegiato i grandi ospedali e lasciato indifeso il territorio. In Sicilia basta dare una lettura alla rete ospedaliera per rendersi conto delle scelte operate dal governo Musumeci-Razza per gli ospedali di prossimità e i distretti sanitari territoriali lasciati all’abbandono.

Quando si privilegiano le grandi aree urbane e si dimenticano dell’ospedale di Nicosia nel cuore della Sicilia interna o della sanità territoriale di Lentini, per fare due esempi che conosco e che sono ritornati all’attenzione della stampa, ciò significa che nel sistema sanitario siciliano molte cose dovrebbero andare riviste e aggiornate alla luce soprattutto del coronavirus.

Il governo "sarà bellissima" lo farò oppure continuerà per la vecchia strada dell’abbandono della sanità territoriale e di privilegiare gli interessi più vicini ai propri interessi elettorali e oltre?

Vedremo. Ma molto dipenderà dalle iniziative che si riusciranno a mettere in piede nei vari territori per rivendicare il diritto alla salute senza se e senza ma.


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Nella foto: Ruggero Razza, assessore alla sanità nella giunta Musumeci. Credits foto: Assessorato alla Sanità Regione Sicilia.


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Rubrica : {Virus , aggiornamenti e patch sulla sicurezza}

Windows 10 May 2020 Update disponibile

Il venerdì 29 maggio 2020 di Giuseppe Castiglia

Si tratta dell’aggiornamento principale di Windows di quest’anno, caratterizzato da una serie di novità di varia portata. Nella seconda parte dell’anno arriverà un altro update, ma si tratterà verosimilmente di rinnovamento minore.

Il nuovo Windows 10 integra Windows Subsystem for Linux 2 (WSL 2), con un kernel Linux custom integrato dalle prestazioni migliorate.

Microsoft lo ha reso open source in modo che gli sviluppatori possano creare la propria versione del kernel WSL e contribuire alle modifiche. Nel WSL 2 non sono incluse il supporto alle GUI delle applicazioni Linux e l’accelerazione hardware tramite il processore grafico, questi aggiornamenti saranno inclusi nei prossimi aggiornamenti di Windows.

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Windows 10 May 2020 Update v 2004

Ecco un breve elenco delle novità incluse nell’aggiornamento:
  autenticazione senza password – tramite impronta digitale, PIN o Windows Hello
  migliorato l’accoppiamento di dispositivi Bluetooth ai PC Windows 10
  migliore gestione dei desktop virtuali
  nuove API DirectX 12 Ultimate
  migliorato la gestione della memoria da parte del browser Microsoft Edge
  rinnovato il Blocco Note
  si possono fare chiamate e usare diverse funzioni dall’app "Il tuo telefono" sui PC con chip ARM supportati da Microsoft e dagli OEM.
  Migliorato anche il Task Manager, con l’indicazione dei dischi - SSD o HDD
  controllo temperatura della GPU dedicata
  app dedicata all’assistente digitale Cortana
  ricerca di Windows 10 rinnovata per usare meno risorse della CPU e dei dischi

Se ancora non vi è arrivato l’aggiornamento potete passare subito a Windows 10 May 2020 Update andando in Windows Update cercando May 2020 Update.

Ma prima è sempre consigliabile fare un backup dei vostri dati


Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci.

Upgrade Elecronic Service

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Rubrica : {Flash}

EMERGENCY IN AIUTO DELLE RSA DEL PIEMONTE

Il venerdì 29 maggio 2020 di Redazione

EMERGENCY ha avviato un progetto di consulenza sanitaria e logistica in Piemonte in supporto alle RSA locali, già colpite dal contagio da COVID-19. Il progetto realizzato in collaborazione con la Regione Piemonte e Confindustria Piemonte prevede sopralluoghi in alcune RSA pilota per offrire consulenze sulle misure d’igienizzazione e la prevenzione, la gestione del flusso sporco-pulito e le misure di compartimentazione. Passo successivo è la formazione del personale sui protocolli per garantire la salute dello staff e degli ospiti attraverso la corretta gestione degli spazi, la sanificazione degli ambienti, l’osservazione attiva degli ospiti, il rilevamento dei sintomi compatibili con COVID-19 e l’eventuale isolamento delle persone infette.

“Siamo orgogliosi di poter condividere con la Regione Piemonte l’esperienza maturata in questi mesi e durante le epidemie che abbiamo affrontato in passato – ha commentato Rossella Miccio, presidente di EMERGENCY -. EMERGENCY è stata costruita sul principio del diritto alla cura, per tutti, incluso per i più deboli della nostra società. Gli anziani nelle RSA sono stati tra i più duramente colpiti dal diffondersi del virus, e riteniamo necessario unire le forze per fornire strumenti utili per tutelarli al meglio.”

Il progetto coinvolge un team composto da un’infermiera, un logista e un medico di EMERGENCY. Per ottimizzare l’impatto della consulenza, gli enti gestori delle RSA “pilota” potranno estendere la formazione anche ai coordinatori delle altre strutture sotto la propria gestione, creando un effetto moltiplicatore all’interno della rete socio-assistenziale.

Questo modello di collaborazione è stato già sperimentato con successo da EMERGENCY in Lombardia, dove sono state seguite oltre 50 strutture nella città di Milano, tra cui centri dedicati ai senza fissa dimora, strutture per minori stranieri non accompagnati (MSNA) e sedi del sistema Siproimi (ex SPRAR).

“Vogliamo aiutare queste strutture a essere preparate non soltanto alla gestione della pandemia in corso, ma anche alla possibile insorgenza di altre epidemie”, ha dichiarato Eleonora Dotti, coordinatrice del progetto. “Il nostro compito è di affiancare gli enti gestori nell’identificazione di soluzioni pratiche che permettano di rispettare le misure di prevenzione e controllo dell’infezione richieste dalle autorità”

Il protocollo siglato tra EMERGENCY, la Regione Piemonte e Confindustria Piemonte rimarrà in vigore fino al termine dello stato di emergenza COVID – 19.

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Rubrica : {:.: Primo Piano}

George Floyd è stato assassinato da un ufficiale di polizia di Minneapolis

Il venerdì 29 maggio 2020 di Redazione

George è stato ammanettato e trattenuto, ed è stato completamente collaborativo, fino a che la situazione è precipitata. Uno dei due agenti di polizia, infatti, ha messo il ginocchio sul collo di George, tenendolo premuto per interi minuti, mentre George urlava che non riusciva a respirare. Gli astanti hanno ripetutamente chiesto all’agente di polizia di togliere il ginocchio dal collo di George, ma il poliziotto non ha ascoltato e ha continuato a premere, soffocandolo.

Per la cronaca, George non era nemmeno ricercato per un crimine violento. Semplicemente un negozio di alimentari aveva sostenuto che George avesse pagato con un assegno scoperto.

Stiamo cercando di attirare l’attenzione del sindaco Jacob Frey e del procuratore distrettuale Mike Freeman, per chiedere che venga depositata immediatamente l’accusa di omicidio contro gli agenti che hanno soffocato George.

La sua colpa? Essere nero. George non aveva fatto nulla, se non forse pagare in un negozio di alimentare con un assegno scoperto. Meritava di morire come un animale per questo? No. Kellen chiede giustizia per George.

FIRMA LA PETIZIONE

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George

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Rubrica : {MoVimento 5 Stelle Lentini}

Gassificatore a Lentini, coro di "no" dei deputati regionali e nazionali del Movimento 5 Stelle

Il venerdì 29 maggio 2020 di Giuseppe Castiglia

Il Movimento 5 Stelle serra quindi i ranghi contro il progetto presentato dalla Sicula Trasporti che vorrebbe sviluppare, tra le province di Catania e Siracusa, un impianto per incenerire i rifiuti.

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NO GASSIFICATORE di contr. Coda Volpe - NO AMPLIAMENTO DISCARICA Grotte San Giorgio

Dopo le mozioni presentate dalla Consigliera Comunale M5S di Lentini Maria Cunsolo e dal gruppo consiliare M5S di Catania, che fanno il paio con quelle presentate anche a Scordia e Carlentini, a segnare in maniera ancora più forte il passo e il dissenso contro il progetto c’è anche la deputazione regionale e nazionale a 5 Stelle.

I parlamentari del Movimento hanno seguito da tempo la vicenda a stretto contatto con i consiglieri comunali del territorio, sostenendone le azioni politiche e la contrarietà verso la realizzazione dell’impianto.

"Il problema dei rifiuti in Sicilia - affermano - non si può affrontare in questo modo. Da sempre il Movimento 5 Stelle ha chiesto una svolta green anche per quanto riguarda questo settore, e la creazione di un gassificatore non va di certo in questa direzione".

La discarica della famiglia Leonardi, la più grande della Sicilia orientale, è un bacino in cui conferiscono buona parte dei comuni siciliani, circa 290. Proprio per questo il gruppo imprenditoriale ha già ottenuto dalla Regione Siciliana 3 ampliamenti ed è in attesa di ottenere le autorizzazioni per la creazione di altre 3 nuove vasche per un totale di oltre 4 milioni di metri cubi, che consentirebbe all’azienda di poter continuare a lavorare per almeno altri 5 anni. "Un periodo che potrebbe diventare ancora più lungo - proseguono i parlamentari - se la Regione e i Comuni decidessero di puntare con forza sulla raccolta differenziata, con lo sviluppo di cicli virtuosi e piattaforme di riciclo.

Ma questo Governo, figlio di una vecchia politica, sembra voler perseguire su quella linea che da vent’anni a questa parte si è dimostrata fallimentare".

E ad accertarlo ci sono i dati sulla differenziata nel 2019 forniti dal dipartimento acqua e rifiuti. Catania è ferma all’11%, Messina è al 23, Siracusa sfiora appena il 30 e Palermo non arriva nemmeno al 20. Insomma i 4 maggiori comuni dell’isola sono in sofferenza.

“Questa è la cartina al tornasole di ciò che non è mai stato fatto nel campo dei rifiuti - tuonano i deputati - E la creazione di un gassificatore sarebbe una toppa ancora peggiore del buco".

I deputati del Movimento 5 Stelle sollevano infine perplessità sulle poche indicazioni fin qui emerse sulle caratteristiche dell’impianto e sul luogo in cui questo dovrebbe sorgere.

"Non è chiara - spiegano - né la quantità di rifiuti in entrata né la loro provenienza, così come contestiamo il luogo scelto.

L’impianto, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe sorgere tra l’oasi del Simeto, l’area protetta dei Pantani Gelsari e la Azp (Zone di Protezione Speciale) Biviere di Lentini. A quasi 2 km sia dall’impianto di biostabilizzazione (di proprietà della “Sicula Trasporti”) in contrada Vaccarizzo, sia dalla discarica di Grotte S. Giorgio.

Inoltre non è specificato quali siano le quantità di syngas, di vapore e di elettricità prodotti.

Il nostro è un no deciso e motivato e, se necessario, faremo le barricate politiche in tutte le sedi istituzionali, da Roma a Palermo, affinché il territorio al confine tra Siracusa e Catania non diventi la discarica e l’inceneritore di tutti i rifiuti siciliani”.

Siracusa, 29 maggio 2020

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Rubrica : {Flash}

Il cordoglio della deputazione siracusana del Movimento 5 Stelle per la scomparsa di Turi Raiti

Il venerdì 29 maggio 2020 di Giuseppe Castiglia

COMUNICATO

Scomparso nella notte di ieri, Raiti è stato protagonista sia in ambito politico, prima con il Pci, poi con Ds e ultimamente con il Pd, sia in ambito sindacale (già segretario provinciale della Cgil) della Sinistra siracusana.

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Salvatore_Raiti_Turi_

"Al netto delle contrapposizioni politiche su alcuni temi - proseguono i deputati - Raiti è stato un uomo dai toni pacati, gentili e sempre aperto al confronto.

Un personaggio arguto e di spessore come pochi altri se ne trovano oggi. A lui va anche il merito di essere stato uno dei primi esponenti a battersi in prima linea nella battaglia contro il racket. Ci stringiamo al dolore della famiglia e degli amici porgendo loro le nostre più sentite condoglianze".

Siracusa, 29 maggio 2020

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Rubrica : {Linking}

Un Paese rancoroso e incattivito

Il giovedì 28 maggio 2020 di Sergej

Dicono che vorrebbero assumere 25 mila precari come assistenti per controllare il rispetto delle norme antipandemiche. Invece di pensare tutti: bene, almeno qualche disoccupato può guadagnare qualcosa - ecco tutti a dire: ma che vergogna, ma a che servono, ora vogliono mettere su dei controllori che non avranno alcun potere o che aumenta il tentativo di controllo sociale in atto. Invece di pensare che i vigili urbani sono sotto organico da sempre, “grazie” ai tagli dei decenni scorsi, e che questi assunti precari tapperebbero solo pochi buchi, tutti a dire cose negative. È come se i poveri provassero invidia se qualche altro povero riceve un qualche sussidio - peraltro provvisorio e certamente non risolutivo.

La commentistica, sport nazionale di chi non ha nulla da fare, si nutre del sangue dei più sfortunati. Prima contro i forestali, poi gli immigrati, poi i disoccupati poi… Insomma, questa continua carneficina sociale che è la realtà trova la sua valvola di sfogo nella commentistica - peraltro ben orchestrata.

altan - italiani individualisti

Oggi c’erano i fascisti che volevano protestare contro la “dittatura” delle restrizioni “antidemocratiche” imposte con la scusa della pandemia: loro che hanno sempre invocato e invocano proprio dittature e abbasso la democrazia; invece di sentirsi in sintonia, marciano contro. Ogni cosa è come se “esautorasse” in qualche modo sempre qualcuno, per cui sempre c’è qualcuno che si sente offeso per una qualsiasi norma (peraltro sempre ipotizzata e molto raramente poi attuata sul serio). Il gran polverone dei provvedimenti annunciati, che serve per coprire le spartizioni reali di fondi, sui cui i giornali si guardano bene di investigare e di “denunciare” e che passano dunque in sordina e che vanno nelle tasche dei singoli e delle aziende vicine alle diverse correnti della casta; polverone invece su cui tutti si sentono in dovere di dire la loro, appunto per aumentare il polverone.

E sempre con questo sapore, di sottofondo, di gente che ha digerito male e che puzza di paura per le condizioni che ogni giorno vede peggiorare, nella propria condizione sociale. Si vogliono assumere nuovi insegnanti, dopo vent’anni di blocco delle assunzioni e progressiva perdita di insegnanti andati in pensione? dio ce ne scansi: ma che vogliono questi professori precari, questa gente che non sa insegnare, che è precaria… Non si pensa che per ognuno che trova una sistemazione, non si tappa solo un buco, né si “premia” qualcuno, ma si dà uno stipendio a qualcuno che poi quello stipendio lo potrà spendere, per fare acquisti - e questo rafforza l’economia, dà altri posti di lavoro, migliora la vita di tutti. No: l’invidia sociale e la rabbia sociale si scatena contro questi “fortunati” e “fortunati immeritati” e dagli addosso, con animosità, con cattiveria.

Ecco, questa è l’Italia del degrado dopo un trentennio di tagli e di spostamento della ricchezza dai più poveri ai ricchi: una Italia degradata e incattivita, facile preda della propaganda e del rullo dei tamburi delle centrali del marketing politico.


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Rubrica : {Flash}

Addio a Turi Raiti

Il giovedì 28 maggio 2020 di Redazione

È morto a 73 anni, il 28 maggio 2020, Salvatore Raiti. Turi Raiti, com’era chiamato da tutti, è stato sindaco di Lentini dal dicembre 1993 al giugno 2002, segretario provinciale della CGIL di Siracusa.

Nato a Lentini nel dicembre 1947, nel 1971 divenne funzionario della CGIL. Fu segretario delle Camere di Lavoro di Lentini e Priolo, segretario provinciale dei lavoratori agricoli, segretario generale CGIL di Siracusa, presidente del comitato provinciale INPS di Siracusa, presidente regionale della società servizi della CGIL, è stato tra i soci fondatori dell’Associazione antiracket della Provincia di Siracusa, segretario politico del Partito dei Democratici di Sinistra (DS) e del Partito Democratico (PD) di Lentini. Direttore della Cassa edile di Siracusa, presidente dell’IAS (Industria Acqua Siracusana).

"Turi Raiti, figlio di un mezzadro, da giovane era rimasto affascinato dai miti di Mao Tse Tung e di Ernesto Che Guevara. Ma fu un incontro con il carismatico sindacalista lentinese Ciccio Ciciulla, avvenuto sul finire degli anni ’60 del secolo scorso, durante uno sciopero di braccianti, a determinare il suo destino politico. Nel 1971 si iscrisse al PCI e nello stesso anno venne assunto all’INCA (Istituto Nazionale Confederale di Assistenza), il patronato della CGIL, e destinato all’ufficio di Lentini. Nel 1972 l’allora segretario provinciale della CGIL, un altro lentinese, l’on Guido Grande, lo incaricò di svolgere lavoro sindacale nella zona industriale. Nel 1975 ritornò all’INCA di Lentini e l’anno dopo divenne segretario della locale Camera del Lavoro. Nel 1978 fu chiamato a dirigere la Federbraccianti provinciale. Nel 1981 era segretario di zona a Lentini e membro della segreteria provinciale. Nel 1982 fu chiamato a dirigere il sindacato provinciale del pubblico impiego e si trasferì a Siracusa. L’anno successivo divenne segretario generale della CGIL siracusana, carica conservata fino al 1992" [1]

Turi Raiti ha avuto un ruolo fondamentale nel sindacato provinciale. A livello politico ha contribuito a determinare gli equilibri politici della Provincia - era vicino all’ex parlamentare regionale Nino Consiglio, quando l’area politica in cui si riconosceva fu "spartita" in base a correnti politiche, aggregate attorno a capocorrenti - che lo hanno portato a diventare sindaco di Lentini in un momento di svolta della politica della città, primo sindaco eletto con il nuovo sistema elettorale maggioritarista - lo ricordiamo ancora con la fascia tricolore accanto alla neo eletta Miss Italia Anna Valle in trionfo per le vie di Lentini -, e poi a capo di una delle correnti del PD locale. Avrebbe voluto concludere la sua carriera politica come deputato regionale, ma le vicende hanno impedito tale epilogo.

Alle moglie Emanuela, ai figli Glenda e Giuseppe e ai famigliari le condoglianze della redazione di Girodivite.

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Salvatore Raiti (Turi)

Sulle vicende politiche di Raiti consigliamo la lettura delle puntate sulla storia politica Lentini pubblicate su Girodivite La Lentini di Raiti – parte prima (1993-1997) La Lentini di Raiti - parte seconda (1997-2002), dei volumi di Ferdinando Leonzio (come quello dedicato alla Lentini nell’Età repubblicana), e il libro scritto da Turi Raiti e recensito su Girodivite.


Dalla Camera del Lavoro di Lentini

Carissimi amici e compagni Vi informo con grande dispiacere che questa notte è venuto a mancare il nostro amico e compagno Turi Raiti.

Salvatore Raiti, detto Turi, nasce a Lentini nel Dicembre 1947. Nel 1971 diventa funzionario della CGIL. In questi anni ha svolto diversi ruoli e incarichi. Per la CGIL è stato Segretario delle camere del lavoro di Lentini e Priolo. Segretario provinciale dei lavoratori agricoli. Segretario provinciale generale della CGIL di Siracusa. Presidente del comitato provinciale dell’Inps di Siracusa, Presidente Regionale della società di servizi della CGIL. Socio fondatore dell’associazione Antiracket della provincia di Siracusa. Segretario politico del Partito dei Ds e del Partito Democratico a Lentini. Direttore della Cassa edile Siracusana, presidente dell’IAS (industria Acqua Siracusana). Per 8 anni e 6 mesi è stato Sindaco di Lentini, dal dicembre 1993 al giugno 2002.


Nuccia Tronco

Ciao compagno Turi, rimarrai nei miei più bei ricordi e nel mio cuore


Nello Neri

Ci siamo occupati della nostra Lentini da posizioni diverse, ma sempre con il rispetto reciproco che ci veniva dall’essere amici. Più di recente abbiamo condiviso le preoccupazioni per lo stato in cui versa la nostra Città. Mi mancheranno le nostre riflessioni. Mi mancherai tu. Buon viaggio amico mio.


Alfio Siracusano

È morto Turi Raiti. Molte cose ci unirono, molte ci divisero. La morte cancella tutto. Resta che l’ho visto crescere e che ora lo vedo scomparire. Sono molto dispiaciuto. È la vita. Sono vicino alla famiglia.


Saverio Bosco

Lo scrittore Colombiano Dàvila diceva che tra avversari intelligenti c’è una simpatia segreta, giacché tutti dobbiamo la nostra intelligenza e le nostre virtù alle virtù e all’intelligenza del nostro avversario. Questa è una sintesi di ciò che Turi Raiti è stato per me, un uomo politico che spesso ha avuto posizioni diverse dalle mie, ma nonostante ciò, mi ha insegnato molto. Buon viaggio Sindaco.


Il cordoglio della deputazione siracusana del Movimento 5 Stelle per la scomparsa di Turi Raiti

"Siracusa e la politica perdono un uomo perbene". Così la deputazione regionale e nazionale del Movimento 5 Stelle composta da Filippo Scerra, Paolo Ficara, Maria Marzana, Pino Pisani, Stefano Zito e Giorgio Pasqua commentano la scomparsa di Turi Raiti.

Scomparso nella notte di ieri, Raiti è stato protagonista sia in ambito politico, prima con il Pci, poi con Ds e ultimamente con il Pd, sia in ambito sindacale (già segretario provinciale della Cgil) della Sinistra siracusana.

"Al netto delle contrapposizioni politiche su alcuni temi - proseguono i deputati - Raiti è stato un uomo dai toni pacati, gentili e sempre aperto al confronto.

Un personaggio arguto e di spessore come pochi altri se ne trovano oggi. A lui va anche il merito di essere stato uno dei primi esponenti a battersi in prima linea nella battaglia contro il racket. Ci stringiamo al dolore della famiglia e degli amici porgendo loro le nostre più sentite condoglianze".

Siracusa, 29 maggio 2020


Paolo Censabella

CIAO Turi e Buon viaggio

Oggi facciamo ciò che nessuno di noi pensava di dover fare improvvisamente così presto: l’ultimo affettuoso, caloroso e commosso saluto al nostro e al Vostro amico e compagno Turi Raiti.

Perché è caduto prematuramente sul campo di battaglia mentre combatteva, come ha fatto sempre, quella che si è rivelata l’ultima battaglia della Sua vita, condotta con la Sua solita determinazione con l’aiuto e il sostegno dell’intera famiglia e il conforto di tantissimi Suoi amici e compagni. Ci sarà modo e tempo per discutere della complessa figura di Turi Raiti che oggi è impossibile poter fare perché Egli è stato un grande dirigente e militante della Sinistra Sociale e Politica non solo della nostra Città, dell’intera Provincia di Siracusa di rilievo anche Regionale.

Egli apparteneva a quella generazione di Dirigenti Sindacali e Politici la cui militanza assumeva un carattere totalizzante avendo fatto una scelta di vita: quella cioè di essere al servizio degli altri a cominciare dagli ultimi. Perciò, attratto da quella stagione di lotte dei Braccianti, agrumai Interni e segantini dell’autunno caldo del 68, nel corso delle quali ancora giovanissimi studenti ci siamo conosciuti, guidati da un obiettivo sintetizzato nel messaggio: “Lotta dura per le Riforme di struttura” che portò, fra le altre, alla conquista dello “Statuto dei Diritti dei Lavoratori”.

È stato proprio nel corso di quella stagione di lotte, ancora giovanissimi studenti, che ci siamo incrociati e conosciuti, frequentando i locali della Camera del Lavoro.

Per questo tutta la Sua vita è stata un impegno continuo e coerente nelle lotte sociali per la Dignità e i Diritti del mondo del lavoro spesa anche con grandissimo coraggio nel corso della lunga e aspra battaglia per la conquista, dopo il terremoto di S. Lucia, della Legge 433/90 per la ricostruzione Post-Sisma del patrimonio edilizio per i privati cittadini e delle numerose opere Pubbliche distrutte dal Terremoto.

Battaglia che continua con la stessa coerenza e determinazione spesa in precedenza da dirigente sindacale della Cgil, quando divenne Sindaco della nostra Città che ha amministrato per quasi nove anni contribuendo alla ricostruzione fisica non solo del Patrimonio edilizio privato ma anche dell’immenso Patrimonio Architettonico e Opere Pubbliche per le quali si è riusciti negli anni ad ottenere ingenti finanziamenti appositamente previsti dalla Legge 433/90 ed ancora in parte in fase di applicazione ed esecuzione.

Nell’abbracciarlo per l’ultima volta, dobbiamo essere consapevoli che Egli lascia un vuoto enorme, nel corso di una fase storica in cui siamo impegnati nella ricostruzione di una nuova Sinistra sociale e politica moderna e riformatrice che non sarà semplice riempire e per questo adesso le nostre responsabilità, a cominciare dai più giovani aumentano a dismisura se vogliamo continuare con la stessa coerenza e determinazione la battaglia per il cambiamento e una società più giusta e migliore, questo sarebbe il modo migliore per dire fraternamente:

Ciao Turi e Buon Viaggio.

Lentini, Lì 29/05/2020


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Rubrica : {ParoleRubate}

Amori elusivi di Fabio Zuffanti

Il mercoledì 27 maggio 2020 di Maurizio Piccirillo

Amori elusivi è una raccolta di racconti brevi scritta da un autore, Fabio Zuffanti, che è anche un ottimo musicista. E si può infatti avvertire storia dopo storia come la musicalità delle parole e delle atmosfere sia orchestrata da un professionista, che sa agganciarti sin dalle prime note, che sa scandire il ritmo togliendo il respiro, che sa gestire il crescendo e le variazioni. Solo verso il finale, quando la composizione esige una risoluzione, l’autore sveste i panni del musicista per rimettersi quelli più ampi e comodi dello scrittore, e con una piccola dose di sadismo decide spesso di non chiudere i giochi, lasciando al lettore l’arduo compito di trarre le proprie riflessioni.

copertina ZuffantiUn lettore sempre in bilico sulla voragine aperta da storie che scavano dentro, scritte con originalità di intenti e di stle: passando dalla prima, alla seconda, alla terza persona, sperimentando sulla struttura narrativa, manipolando ad arte la caratterizzazione dei personaggi. Racconti che scorrono come fotogrammi vividi di un unico film che parla d’amore, declinato in tutte le sue forme. Piccoli frammenti di vita che possono essere profondamente surreali come nel racconto Lo strano caso di Juan Carlos Álvarez, dolorosamente realistici come nel racconto Clic, ironicamente grotteschi come nel racconto Capelli, sottilmente perturbanti come nel racconto C’è romanzo e romanzo.

L’autore presenta un “umanissimo” bestiario di personaggi che sembrano fin troppo familiari anche nelle loro bizzarrie, nella loro illogicità, nel loro autolesionismo a volte tristemente consapevole. Sono personaggi che noi conosciamo bene, incontrati davanti allo specchio o vagando nel mondo esterno; sono protagonisti di storie che, anche quando sfiorano i limiti dell’assurdo, parlano dei piccoli e grandi affanni, delle paure e delle ossessioni, della lucidità e della follia, delle meschinità e degli inganni di noi meravigliosi esseri umani. Come il tassista riservato della sua ultima storia, così Fabio Zuffanti ha scelto un privilegiato punto di vista per avere la libertà di raccontare la sua idea di umanità, quella che lo stimola, che tortura i suoi pensieri, che si mostra fugacemente a chi ha la forza di osservarla senza schermi protettivi. Amori elusivi è un’opera malinconica e lucida che svela i paradossi dei nostri tempi: il cancro aggressivo dell’incomunicabilità in una società iper connessa, e la conseguente sfuggente realtà delle relazioni affettive.

L’amore è il macro tema di questa raccolta, che da tempo immemore viene citato in ballate, canzoni, romanzi, dipinti, film; eppure questo amore “che move il sole e l’altre stelle”, che diventa concreto e conoscibile perché tutti ne parlano, si trasforma in quest racconti nel più enigmatico e aleatorio dei sentimenti. E alla fine ci si domanda se non sia solo un’illusione come tante altre, o forse la causa della sua elusività risiede nella paura: come nel racconto La seconda volta, solo chi avrà il coraggio di aprire la porta all’amore potrà infine afferrarlo.

TRAMA. Si dice che l’amore muova il mondo, ma non sempre tesse l’idillio. Quando incomprensioni, ostacoli, assurdità deviano il percorso delle cose, quando ci si perde nei labirinti mentali, l’amore si fa sfuggente, rimane un sentimento sfiorato ma mai posseduto, mai goduto a pieno. Un libertino incallito decide di costruirsi una fa¬miglia modello ma si trova a fronteggiare una donna dalla personalità multipla; una donna con una spiccata predilezione per i capelli trova un uomo dalla splendi¬da chioma che pagherà le conseguenze di questa ossessione; una moglie legge un romanzo in cui è narrata la sua vita nell’istante esatto in cui sta accadendo... In questi racconti surreali, in cui il sentimento amoroso non ha mai occasione di sbocciare completamente, l’autore descrive con delicatezza i paradossi e il lato più grottesco delle relazioni umane, che provano a funzionare ma che inciampano costantemente nella propria imperfezione.

Una galleria di personaggi e di storie, di frammenti di vita quotidiana, si snoda con infinite sfumature fra il realistico e il fantastico, mostrando, con uno sguardo ironico e malinconico, istantanee del nostro tempo effimero e dell’illusorietà delle cose umane. ​ BIOGRAFIA. Fabio Zuffanti (Genova, 1968) è narratore, saggista, musicista e produttore. Ha inciso album da solista, con band quali Finisterre, Maschera di Cera, Höstsonaten e con svariati altri progetti. Ha all’attivo una fitta attività concertistica in tutto il mondo. È autore di saggi musicali, tra i quali si ricorda la biografia “Battiato: La voce del padrone” (Arcana Editrice, 2018) e di un volume di racconti, “Storie notturne” (Ensemble edizioni, 2018). Il suo ultimo lavoro è la raccolta di racconti “Amori elusivi” (Les Flâneurs Edizioni, 2019). Attualmente scrive di musica per «La Stampa» e per «Rolling Stone Italia».

LA CASA EDITRICE. Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editng alla promozione.

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Rubrica : {Eventi in giro}

EMERGENCY alla Milano Digital Week | Domani giovedì 28 Maggio, h. 18.00

Il mercoledì 27 maggio 2020 di Redazione

Come si costruisce un database per gestire i dati sanitari? EMERGENCY risponderà a questa domanda nel corso della terza edizione della Milano Digital Week con il webinar “Un database per i dati sanitari: l’esperienza di EMERGENCY” che si terrà giovedì 28 maggio alle ore 18.00, in diretta streaming sul canale Youtube di EMERGENCY. Nel corso dell’evento online interverranno Pietro Parrino, direttore Field Operations Department (F.O.D) EMERGENCY, Loredana Carpentieri, mediatrice culturale EMERGENCY e Lorenzo Valgoi, Data Analyst EMERGENCY. A moderare Alessia Maccaferri, giornalista a Nòva24-Il Sole 24 Ore.

Al centro del talk le sfide e la strategia di EMERGENCY nella gestione dei dati sensibili dei suoi pazienti in Italia dove l’ONG è presente dal 2006 con Programma Italia, un progetto che offre assistenza socio sanitaria alle fasce vulnerabili della popolazione – indigenti, migranti, senza fissa dimora - che non hanno accesso diretto alle cure con ambulatori e unità mobili che lavorano nelle aree agricole, nelle periferie urbane, nei campi profughi, in aree colpite da catastrofi naturali. EMERGENCY ripercorrerà pertanto le tappe necessarie alla costruzione di un database che sia applicabile a diversi contesti d’azione e che, contemporaneamente, tuteli la privacy di tutti coloro che richiedono assistenza sanitaria nei vari Ambulatori EMERGENCY in Italia.

“Un database per i dati sanitari: l’esperienza di EMERGENCY”
 Durata 50 min.

Per partecipare all’evento: https://www.youtube.com/watch?v=uPpfggEQ3XQ

Programma Italia di EMERGENCY nasce dalla volontà di rendere concreto, per ogni individuo, il diritto alla cura sancito dalla Costituzione Italiana. Spesso migranti, stranieri e poveri, infatti, non hanno accesso al Sistema Sanitario Nazionale per scarsa conoscenza dei propri diritti, difficoltà linguistiche e incapacità a muoversi all’interno di un sistema complesso. Per questi motivi EMERGENCY interviene in alcune zone d’Italia attraverso un servizio diversificato volto al sostegno delle categorie vulnerabili.

Con i suoi Ambulatori Mobili EMERGENCY è presente a Milano, Latina, Ragusa, nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 di Macerata e Teramo, a Marghera, Sassari, Napoli, Castel Volturno, Polistena, Brescia. Qui EMERGENCY offre cure mediche gratuite e assistenza socio-sanitaria alla popolazione in stato di bisogno.

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Rubrica : {Flash}

Tre proposte per il lavoro. Un manifesto internazionale

Il mercoledì 27 maggio 2020 di Redazione

Questo appello, Democratizing Work, esce oggi in simultanea in 25 lingue su 41 testate internazionali, tra cui El Comercio, Boston Globe, Guardian, Gazeta Wyborcza, La Folha de São Paulo, The Wire, Cumhuriyet, Le Soir, Le Monde, Die Zeit, Publico, El Diario, Le Temps, South China Morning Post. In Italia gli autori hanno scelto il manifesto.

L’appello è stato firmato da oltre 3.000 accademici e ricercatori di più di 650 università del mondo. Tra questi, Elisabeth Anderson, Thomas Piketty, Dani Rodrik, Jan Werner Mueller, Chantal Mouffe, Claus Offe, Julie Battilana, Joshua Cohen, Nancy Fraser, James K. Galbraith, Axel Honneth, Jan-Werner Müller, Benjamin Sachs, Debra Satz, Nadia Urbinati, Sarah Song, Lea Ypi, Isabelle Ferreras, Dominique Méda, Saskia Sassen, Lawrence Lessig.

***

Chi lavora è molto di più che una semplice risorsa. Questa è una delle lezioni principali che dobbiamo imparare dalla crisi in corso.

Curare i malati; fare consegne di cibo, medicine e altri beni essenziali; smaltire i rifiuti; riempire gli scaffali e far funzionare le casse dei supermercati: le persone che hanno reso possibile continuare con la vita durante la pandemia di Covid-19 sono la prova vivente che il lavoro non può essere ridotto a una mera merce.

La salute delle persone e la cura di chi è più vulnerabile non possono essere governati unicamente dalle leggi di mercato. Se affidiamo questi compiti esclusivamente al mercato, corriamo il rischio di esacerbare le diseguaglianze e di mettere a repentaglio le vite delle persone più svantaggiate.

Come evitare che succeda questo? Implicando chi lavora nelle decisioni relative alle loro vite e al loro futuro nel luogo di lavoro. Democratizzando le imprese. De-mercificando il lavoro. Garantendo a tutti un impiego utile.

Dinanzi al rischio spaventoso della pandemia e del collasso ambientale, optare per questi cambiamenti strategici ci permetterebbe non solo di assicurare la dignità di tutti i cittadini ma anche di riunire le forze collettive necessarie per poter preservare la vita sul nostro pianeta.

DEMOCRATIZZAZIONE

Ogni mattina, donne e uomini si svegliano e vanno a lavorare per chi tra di noi può restare in casa in quarantena. La dignità del loro lavoro non ha bisogno di altra spiegazione se non quella contenuta nel termine di «lavoratore essenziale». Questo termine mette alla luce un fatto importante che il capitalismo ha sempre cercato di rendere invisibile, spingendoci a pensare alle persone come «risorse umane».

Gli esseri umani non sono una risorsa tra le altre. Senza persone che vogliano investire il proprio lavoro non ci sarebbero produzione né servizi.

Ogni mattina, si svegliano anche donne e uomini che, confinati in casa, si danno da fare per le imprese e ditte per le quali lavorano a distanza.

Sono la dimostrazione che si sbaglia chi crede che senza supervisione non ci si possa fidare che i lavoratori si impegnino, che questi richiedano sorveglianza e disciplina esterna continua. Sono la dimostrazione, giorno e notte, che i lavoratori non sono solo una delle tante parti in gioco all’interno delle aziende: al contrario, sono loro la chiave per il successo dei datori di lavoro. Sono il nucleo costituente delle aziende; nonostante ciò, sono esclusi dalla partecipazione nella gestione dei luoghi di lavoro – un diritto, quest´ultimo, monopolizzato dagli investitori di capitale.

Se ci chiediamo come le aziende e la società intera possono riconoscere il contributo dei lavoratori in tempo di crisi, la risposta è: democrazia.

Certamente bisogna ridurre le enormi diseguaglianze salariali e assicurare che aumentino i redditi più bassi; ma questo non basta.

Come, dopo le due Guerre Mondiali, si è riconosciuto il contributo innegabile delle donne alla società dando loro il diritto al voto, così oggi appare ingiustificato negare l’emancipazione di chi investe il suo lavoro e il riconoscimento dei suoi diritti di cittadinanza all’interno delle imprese.

In Europa, la rappresentanza dei lavoratori sul luogo di lavoro esiste già a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, attraverso i Consigli di Lavoro. Ma questi organi rappresentativi, nel migliore dei casi, hanno scarsa voce in capitolo nella gestione delle imprese, dove sono sempre subordinati alle decisioni dei direttori esecutivi scelti dagli azionisti.

Questi Consigli non sono stati in grado di frenare o rallentare la spinta verso l’accumulazione del capitale, con effetti disastrosi per l’ambiente.

Questi organi dovrebbero avere diritti simili ai Consigli di Amministrazione e i dirigenti aziendali dovrebbero avere l´obbligo di ottenere sempre un doppio consenso: sia da parte degli organi che rappresentano i lavoratori che da quelli che rappresentano gli azionisti.

In Germania, Olanda e nei paesi scandinavi, vari tipi di co-gestione (Mitbestimmung) si sono stabiliti progressivamente dopo la Seconda Guerra Mondiale e hanno rappresentato un passo cruciale ma insufficiente verso la creazione di una vera e propria cittadinanza all’interno dell’impresa.

Perfino negli Stati Uniti, dove le organizzazioni di lavoratori e sindacali sono state pesantemente indebolite, si alzano voci a favore del riconoscimento del diritto degli investitori di lavoro di eleggere rappresentanti con una maggioranza qualificata all’interno dei consigli di amministrazione.

Questioni come la scelta di un amministratore delegato, le strategie principali e la distribuzione dei profitti sono troppo importanti per essere lasciate interamente nelle mani degli azionisti.

Chi investe il proprio lavoro – ovvero, la propria mente e il proprio corpo, la propria salute o anche la propria vita – deve godere del diritto collettivo di appoggiare o respingere queste decisioni.

DE-MERCIFICAZIONE

Questa crisi ci insegna anche che è sbagliato trattare il lavoro come mera merce e lasciare le scelte che incidono più profondamente sulle nostre comunità in mano interamente ai meccanismi di mercato.

Da tempo le politiche di lavoro e di approvvigionamento nel campo sanitario sono state guidate dalla semplice analisi costi-benefici; la crisi della pandemia ci rivela come questo criterio ci abbia spinto a fare errori.

Alcuni bisogni fondamentali e collettivi devono essere sottratti al criterio dell’analisi costi-benefici, come ci ricordano il numero crescente di morti di Covid in tutto il mondo. Chi sostiene il contrario ci mette in pericolo.

Quando sono in gioco la salute e la nostra vita sul pianeta, ragionare in termini di costi e benefici è indifendibile.

La de-mercificazione del lavoro significa proteggere alcuni settori dalla legge del cosiddetto «libero mercato»; significa inoltre assicurare che tutti abbiano accesso al lavoro e alla dignità che conferisce.

Una possibile maniera per realizzare questo obiettivo è la creazione di una Garanzia di Impiego. L’articolo 23 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che ogni persona ha diritto al lavoro.

Una Garanzia di Impiego non solo offrirebbe a ogni cittadino la possibilità di lavorare e vivere con dignità, ma rinforzerebbe anche la nostra capacità collettiva di far fronte alle tante sfide sociali e ambientali che ci troviamo davanti.

Una Garanzia di Impiego permetterebbe ai governi, in collaborazione con le comunità locali, di creare lavoro degno e al contempo di contribuire agli sforzi per evitare il collasso ambientale.

Davanti alla crescita della disoccupazione in tutto il mondo, i programmi per garantire l´impiego posso giocare un ruolo fondamentale per assicurare la stabilità sociale, economica e ambientale delle nostre società democratiche.

Un tale programma deve essere adottato dall’Unione Europea come parte del suo Green Deal; al fine di assicurarlo, bisogna ridefinire la missione della Banca Centrale Europea, in modo che quest´ultima possa finanziarlo.

Questo programma offrirebbe una soluzione anti-ciclica alla disoccupazione massiccia che sta per colpirci e sarà d’importanza fondamentale per la prosperità europea.

RISANAMENTO AMBIENTALE

La nostra reazione alla crisi attuale non deve essere ingenua come lo fu quella alla crisi economica del 2008. Allora si adottò un piano di salvataggio senza condizioni che incrementò il debito pubblico senza pretendere nulla in cambio da parte del settore privato.

Se i nostri governi si impegnano per salvare le imprese nella crisi attuale, anche queste ultime devono fare la loro parte, accettando alcune condizioni fondamentali della democrazia.

I nostri governi, in nome delle società democratiche dai quali vengono scelti e alle quali devono rispondere, e in nome dell’obbligo che tutti abbiamo di assicurare l´abitabilità del nostro pianeta, devono appoggiare le imprese a condizione che queste adottino delle nuove pratiche, attendendosi a requisiti ambientali esigenti e introducendo strutture interne di governo democratico.

Imprese governate democraticamente – all’interno delle quali avrà uguale peso, nelle decisioni strategiche, la voce di chi investe il suo lavoro e di chi investe capitale – saranno capaci di guidare la transizione dalla distruzione al risanamento e rigenerazione ambientali.

Abbiamo avuto fin troppo tempo per costatare cosa succede, nel sistema corrente, quando il lavoro, il pianeta e i guadagni si scontrano: il lavoro e il pianeta ne escono perdenti.

Sappiamo, grazie alle ricerche del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Cambridge, che «cambiamenti di progettazione realizzabili» possono ridurre il consumo globale di energia del 73%. Ma questi cambiamenti richiedono l´impiego di molta forza lavoro e per metterli in atto sono necessarie scelte che nell’immediato risultano costose.

Finché le imprese saranno gestite con l’obiettivo di massimizzare il profitto in un mondo in cui l´energia è a basso costo, perché mai verrebbero adottati questi cambiamenti?

Nonostante le sfide che questa transizione comporta, imprese sociali e aziende cooperative, guidate da obiettivi che tengono in conto tanto considerazioni finanziarie quanto sociali e ambientali e che danno spazio alla democrazia interna, hanno già dimostrato il loro potenziale come agenti dei cambiamenti desiderati.

Non illudiamoci: gli investitori di capitale, potendo scegliere, non si cureranno della dignità degli investitori di lavoro e non si faranno carico di combattere la catastrofe ambientale.

È possibile scegliere un’altra strada.

Democratizziamo le imprese; de-mercifichiamo il lavoro; smettiamo di trattare le persone come risorse in modo da potere impegnarci insieme per sostenere la vita sul nostro pianeta.

***

L’appello, tradotto in 25 lingue, è stato firmato da oltre 3.000 accademici e importanti ricercatori di oltre 650 università di tutto il mondo. Firma qui.

Tradotto in italiano da Serena Olsaretti (ICREA-Universitat Pompeu Fabra), Riccardo Spotorno (Universitat Pompeu Fabra), Laura Cementeri (CNRS–Centre d’étude des Mouvements Sociaux (EHESS))

PRIMI FIRMATARI Isabelle Ferreras (University of Louvain/FNRS-Harvard LWP) Julie Battilana (Harvard University) Dominique Méda (University of Paris Dauphine PLS) Julia Cagé (Sciences Po-Paris) Lisa Herzog (University of Groningen) Sara Lafuente Hernandez (University of Brussels-ETUI) Hélène Landemore (Yale University) Pavlina Tcherneva (Bard College-Levy Institute) Serena Olsaretti (ICREA – Universitat Pompeu Fabra) Lea Ypi (London School of Economics) Massimo Maoret (IESE Business School) Laura Cementeri, (CNRS – Centre d’étude des Mouvements Sociaux (EHESS)) Elizabeth Anderson (University of Michigan) Philippe Askénazy (CNRS-Paris School of Economics) Aurélien Barrau (CNRS et Université Grenoble-Alpes) Neil Brenner (Harvard University) Craig Calhoun (Arizona State University) Ha-Joon Chang (University of Cambridge) Erica Chenoweth (Harvard University) Joshua Cohen (Apple University, Berkeley, Boston Review) Christophe Dejours (CNAM) Olivier De Schutter (UCLouvain, UN Special Rapporteur on extreme poverty and human rights) Nancy Fraser (The New School for Social Research, NYC) Archon Fung (Harvard University) Javati Ghosh (Jawaharlal Nehru University) Stephen Gliessman (UC Santa Cruz) Stefan Gosepath (Freie Universität Berlin) Hans R. Herren (Millennium Institute) Axel Honneth (Columbia University) Eva Illouz (EHESS, Paris) Tim Jackson (University of Surrey) Sanford Jacoby (UCLA) Rahel Jäggi (Humboldt University) Pierre-Benoit Joly (INRA – National Institute of Agronomical Research, France) Michele Lamont (Harvard university) Lawrence Lessig (Harvard University) David Marsden (London School of Economics) Chantal Mouffe (University of Westminster) Jan-Werner Müller (Princeton University) Susan Neiman (Einstein Forum) Thomas Piketty (EHESS-Paris School of Economics) Michel Pimbert (Coventry University, Executive Director of Centre for Agroecology, Water and Resilience) Raj Patel (University of Texas) Katharina Pistor (Columbia University) Dani Rodrik (Harvard University) Hartmunt Rosa (Max-Weber-Kolleg, Erfut) Benjamin Sachs (Harvard University) Saskia Sassen (Columbia University) Debra Satz (Stanford University) Pablo Servigne PhD (in-Terre-dependent researcher) William Sewell (University of Chicago) Susan Silbey (MIT) Margaret Somers (University of Michigan) George Steinmetz (University of Michigan) Laurent Thévenot (EHESS) Nadia Urbinati (Columbia University) Jean-Pascal van Ypersele (UCLouvain) Judy Wajcman (London School of Economics) Lisa Wedeen (The University of Chicago) Gabriel Zucman (UC Berkeley) e più di 3.000 studiosi da più di 650 università del pianeta…

(qui l’elenco aggiornato al 14 maggio 2020)

La lista completa con tutti i firmatari da oltre 650 università del pianeta è su democratizingwork.org

English version at il manifesto global

Versione italiana su Il Manifesto.


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Ultime brevi

Rubrica : {Eventi in giro}

Assordanti silenzi

Il mercoledì 6 giugno 2012

Dall’8 giugno e fino al 23, a Ortigia (Siracusa) in via Roma 30 - da Spazio30 Ortigia - collettiva di Bertrand/ Lasagna/Mirabile

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Una collettiva di pittura , che spazia dal figurativo all’astrazione, il titolo prende spunto da una citazione del libro di Francesco Antonio Lepore (la bestemmia del silenzio), a proposito di un libro di Milan Kundera (la vita è altrove) dove si parla di silenzio assordante ”solo il vero poeta sa che cosa sia l’immenso desiderio di non essere poeta, il desiderio di abbandonare la casa degli specchi, in cui regna un silenzio assordante”

In expo:

Bertrand / Lasagna / Mrabile

Spazio 30, Via Roma 30, Siracusa. Dall’8 Giugno 2012

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Rubrica : {Eventi in giro}

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

Il domenica 3 giugno 2012

A Niscemi la Carovana antimafie e No MUOS

La Carovana contro tutte le mafie alza il tiro contro il dilagante processo di militarizzazione del Mezzogiorno. Lunedì 4 giugno, Niscemi ospiterà la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’appuntamento è per le ore 17 per un giro di conoscenza della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. Alle 18, proprio di fronte ai cantieri i quella che nelle logiche dei Signori di Morte darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo, Comitati No MUOS, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato denunceranno in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Poi, alle 20, tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al MUOS e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso.

Saranno in tanti a giungere a Niscemi per testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia (oltre al MUOS, gli aerei senza pilota Global Hawk e Predator). Da Paolo Beni (presidente nazionale Arci) ad Alessandro Cobianchi (responsabile nazionale Carovane antimafie), da Luigi Ciotti (presidente Libera) a Giovanni Di Martino (vicepresidente di Avviso Pubblico) e Antonio Riolo (segreteria regionale Cgil). E i giornalisti Nino Amadore, Oliviero Beha, Attilio Bolzoni e Riccardo Orioles con i musicisti Toti Poeta e Cisco dei Modena City Ramblers. Ma saranno soprattutto le ragazze e i ragazzi dei Comitati No MUOS sorti in Sicilia ad animare l’evento e raccontare la loro voglia di vivere liberi dall’orrore delle guerre e dalle micidiali microonde elettromagnetiche. “Il 4 giugno, così come è stato lo scorso 4 aprile a Comiso e il 19 maggio a Vittoria, ricorderemo attivamente il sacrificio di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, vittime del connubio mafia-militarizzazione”, spiega Irene C. del Movimento No MUOS di Niscemi. “Dalla realizzazione della base nucleare di Comiso all’espansione dello scalo di Sigonella, l’infiltrazione nei lavori delle grandi organizzazioni criminali è stata una costante. Ciò sta avvenendo nella più totale impunità pure per i lavori di realizzazione del sistema satellitare di Niscemi”. Le basi in cemento armato su cui stanno per essere montate le maxiantenne del MUOS portano la firma della Calcestruzzi Piazza Srl, un’azienda locale che a fine 2011 è stata esclusa dall’albo dei fornitori di fiducia dell’amministrazione provinciale di Caltanissetta e del Comune di Niscemi. I provvedimenti sono stati decisi dopo che la Prefettura, il 7 novembre, aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia erano “emersi elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Secondo quando evidenziato dal sen. Giuseppe Lumia (Pd), il titolare de facto, Vincenzo Piazza, apparirebbe infatti “fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”. Ciononostante, le forze armate italiane e statunitensi non hanno ritenuto di dover intervenire per revocare il subappalto alla Calcestruzzi Piazza. L’1 aprile 2012, i titolari dell’azienda hanno deciso di rispondere ai presunti “detrattori”. Con un colpo ad effetto, hanno annunciato la chiusura dell’azienda e il licenziamento degli otto dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Dobbiamo interrompere il rapporto di lavoro a causa dei gravi problemi economici che attraversa l’azienda per la mancanza di commesse”, ha spiegato uno dei titolari. I responsabili? “Alcuni giornalisti e i soliti professionisti antimafia che infangano il nostro buon nome”. Lunedì 7 maggio, mentre a Niscemi erano ancora aperte le urne per il rinnovo del consiglio comunale, uno dei Piazza ha minacciato in piazza di darsi fuoco con la benzina. Al centro delle invettive, sempre gli stessi cronisti “calunniatori” e gli “invidiosi” per la commessa militare.

Da quando No MUOS significa No Mafia, il clima in città è tornato a farsi pesante. E la Carovana assume il compito di portare solidarietà a tutti quei giovani che sognano ancora una Niscemi libera dalle basi di guerra e dalla criminalità.

Antonio Mazzeo

CG

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Rubrica : {Eventi in giro}

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

Il venerdì 1 giugno 2012

Catania: i film di Giugno all’Arena Argentina

http://www.cinestudio.eu/arena-argentina-programma-giugno/

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Rubrica : {Flash}

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno"

Il mercoledì 30 maggio 2012

“Non si svolgerà la parata militare del 2 giugno Roma. La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far si che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali.” 11 maggio 1976

Via: http://3nding.tumblr.com/

Vedi online: 3nding.tumblr.com

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Rubrica : {Flash}

Sidra, la vertenza continua

Il domenica 27 maggio 2012

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del circolo Città Futura PRC – FdS sulla questione della mancata restituzione agli utenti Sidra del canone « fognature e depurazione ». Maria Merlini, segretaria del circolo, ha brevemente ripreso le varie tappe della vicenda: questo canone – riscosso dalla Sidra dal 2006 al 2008, raddoppiando le bollette – è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale nel caso di abitazioni la cui rete fognaria non sia collegata ad un depuratore, cioè – per quanto riguarda Catania – per l’80% degli utenti. Già all’indomani della sentenza il circolo Città Futura, che fin dall’inizio aveva denunciato l’iniquità della riscossione di questo canone, si era subito attivato per permettere ai cittadini di chiedere alla Sidra il rimborso delle somme riscosse illegittimamente, consegnando moltissime richieste formali di rimborso agli uffici della società. Un provvedimento normativo del 2009 ha imposto la restituzione del canone entro il 2013, previa autorizzazione degli ATO. Ma nonostante l’ATO competente abbia deliberato già nel 2010 la restituzione del canone, quantificandone l’ammontare complessivo in quasi 2 milioni e mezzo di euro, la Sidra non ha ancora restituito nulla agli utenti, nascondendosi dietro un ipotetico conflitto di attribuzione tra l’ATO, la Sidra ed il Comune di Catania, che della Sidra è unico azionista. Per questa ragione il circolo Città Futura nei giorni scorsi ha incontrato il Prefetto di Catania, che ha dichiarato che si attiverà immediatamente contattando i tre soggetti interessati, affinchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e vengano finalmente restituite ai cittadini le somme illegittimamente loro imposte. A conclusione della conferenza stampa, Luca Cangemi – del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra – ha denunciato come l’atteggiamento della Sidra sia ancor più inaccettabile in un contesto di grave crisi economica ed occupazionale, in cui la restituzione di queste somme indebitamente riscosse potrebbe dare un pur piccolo sollievo ai cittadini, già alle prese con l’aumento di altre tasse e servizi come la TARSU e l’IMU, annunciando che in mancanza di una rapida soluzione della vicenda il circolo Città Futura organizzerà un’azione legale degli utenti per pretendere dalla Sidra quanto dovuto.

http://circolocittafutura.blogspot.it/2012/05/sidra-la-vertenza-continua.html

Vedi online: http://circolocittafutura.blogspot....

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Rubrica : {Eventi in giro}

31 maggio Catania circolo città futura ore 19,30: inaugurazione mostra ORGOGLIOSE R/ESISTENZE

Il venerdì 25 maggio 2012

giovedì 31 maggio, dalle ore 19,30, al circolo città futura, via Gargano 37 Catania inaugurazione della mostra, a cura del collettivo LGBTQ IbrideVoci, ORGOGLIOSE R/ESISTENZE: 18 anni di movimento gay/lesbo/trans/queer a Catania videoproiezione "Orgogliosa Resistenza: volti e corpi del Pride", foto di Alberta Dionisi AperiCena... una serata di incontro e socialità con bar e buffet a volontà a prezzi anticrisi

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Rubrica : {Eventi in giro}

martedì 29 maggio ore 19 seminario su "Attacco al valore legale del titolo di studio e distruzione dell’università pubblica"

Il venerdì 25 maggio 2012

ATTACCO AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO E DISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Seminario di approfondimento

martedì 29 maggio ore 19 via Gargano 37

Coordina:

Luca Cangemi (segretario circolo PRC Olga Benario)

Intervengono:

Giuliana Barbarino (collettivo Gatti Fisici);

Nunzio Famoso (già preside Facoltà di Lingue);

Felice Rappazzo (docente Università di Catania);

Chiara Rizzica (coordinamento precari della ricerca)

Circolo Olga Benario

Rifondazione Comunista – FdS

Via Gargano, 37 Catania

Fb: PRC Catania Olga Benario - circolo.olgabenario@libero.it

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Rubrica : {Eventi in giro}

Giovedi’ 24 Maggio ore 18:30, Catania, la Feltrinelli presenta: Chi ha ucciso Pio La Torre?

Il mercoledì 23 maggio 2012

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovedi’ 24 Maggio

alle ore 18

presso il bistrot de la Feltrinelli Libri e Musica

di via Etnea 285 a Catania

PAOLO MONDANI

e

ARMANDO SORRENTINO

presentano

CHI HA UCCISO

PIO LA TORRE?

Omicidio di mafia o politico?

La verità sulla morte

del più importante dirigente comunista assassinato in Italia

CASTELVECCHI

intervengono

ADRIANA LAUDANI

e

PINELLA LEOCATA

inoltre ha assicurato la sua presenza

il Procuratore della Repubblica di Catania

GIOVANNI SALVI

Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell’omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa Nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell’ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l’uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un’Italia libera dal peso della mafia politica e dall’influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Nel 1980, in Parlamento non teme di “spiegare” l’omicidio Mattarella con il caso Sindona e con la riscoperta di una vocazione americana della mafia siciliana. È La Torre a conoscere i risvolti più segreti dell’attività del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; a comprendere il peso della P2; a intuire la posta in gioco con l’installazione della base missilistica Usa a Comiso; a intravedere, con nove anni di anticipo, il peso di strutture come Gladio. Raccoglie e riceve documenti riservati, appunta tutto in una grande agenda: di questo non si troverà nulla. Nei mesi che precedono il suo assassinio, La Torre torna in Sicilia a guidare il Pci fuori dalle secche del consociativismo, nel tormentato tentativo di ridare smalto a un partito spento. Trent’anni dopo l’omicidio, l’esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E, per la prima volta, si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all’oscuro.

Paolo Mondani è giornalista d’inchiesta. Nel 1997 ha collaborato agli Speciali di Raidue. Sempre per la Rai ha lavorato come inviato per Circus, Raggio Verde, Sciuscià, ed Emergenza Guerra. Nel 2003 è stato coautore di Report insieme a Milena Gabanelli. Nel 2006 è stato a fianco di Michele Santoro in AnnoZero. Dal 2007 è di nuovo firma di punta di Report su Raitre. Tra le suo pubblicazioni «Soldi di famiglia» (Rizzoli).

Armando Sorrentino è avvocato. E’ stato il legale della parte civile Pci-Pds nel processo per l’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Salvo. Ha rappresentato la parte civile nei processi per la Strage di Capaci e nel «Borsellino ter». Inizia l’attività negli uffici legali della Cgil, a lungo militante e dirigente locale del Pci-Prs, oggi è impegnato nell’Anpi e con l’Associazione dei Giuristi Democratici.

Grazie e a ritrovarci

Sonia Patanìa

Sonia Patanìa
 Responsabile Comunicazione e Eventi
 La Feltrinelli Libri e Musica
 via Etnea 285, Catania
 eventi.catania@lafeltrinelli.it

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Rubrica : {Flash}

Un tentativo di strage: comunicato stampa UDI

Il martedì 22 maggio 2012

Comunicato stampa

19 maggio 2012 – Italia Scuola Morvillo-Falcone

Un sabato mattina di primavera: attentato in istituto professionale di Brindisi - Una morta, un’altra in pericolo di vita, altre ferite e feriti.

Un tentativo di strage …

Una strage di giovani che andavano a imparare in un istituto professionale di tecnica, di moda.

Un istituto frequentato prevalentemente da giovani donne.

Altissimo è il valore simbolico della scelta del luogo, una scuola dove le giovani vanno ad apprendere conoscenze e costruire saperi per lavorare e costruirsi una vita libera e migliore. Significa tante cose la scelta del luogo, basta volerli vedere tutti questi significati, come li ha visti chi ha preparato l’attentato.

Qualunque sia la matrice, qualsiasi possa essere la valenza politica sia di attacco alle istituzioni, o terrorismo di vario stampo, una cosa è certa, che la conta delle morti violente di giovani donne subisce un aumento repentino nel panorama miserevole dei femminicidi quasi quotidiani in ogni parte d’Italia. Che la violenza spietata e disumana, singola o collettiva che sia, si manifesta ancora una volta.

Comunque la si voglia chiamare, questa è la cronaca della arretratezza di un paese che si annovera fra le potenze economiche mondiali, e che si ammanta di una democrazia di cui le donne non possono usufruire né in casa né fuori casa.

Quante sono le morti violente delle donne ogni anno? Nel 2012 in aumento progressivo e, nell’insieme, ogni anno centinaia, una strage che è solo la punta dell’iceberg della violenza maschile. Violenza a cui si aggiunge questa che crea lutto, dolore e terrore in tutto il paese. Paura che entra nelle coscienze perché abbatte uno degli ultimi luoghi, la scuola, considerati generalmente sicuri. Bisogna fermare questa violenza singola e collettiva.

Bisogna porre argine in ogni modo alla strage, prima, durante e dopo qualsiasi indagine o summit.

Non è più tempo di parole e di opinioni, è tempo di scelte, rimedi e di coscienza civile.

Un intero anno abbiamo passato con l’UDI, in tante e tante in tutta Italia con la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, da 25 novembre 2008 al 25 novembre 2009. Su, su dalla Sicilia alla Lombardia.

Fino all’ONU, a New York siamo andate. E ancora siamo qui a fare la conta delle morte e ferite, senza una legge, senza un allarme, senza prevenzione, senza contrasto, senza nessun tentativo di modificare seriamente la cultura della violenza individuandone le radici storiche e politiche.

In poche parole senza alcun intervento adeguato di chi ci rappresenta, amministra ed emana leggi.

Le nostre istituzioni dovrebbero condividere con noi il nostro perenne lutto, e devono riconoscere la nostra grande generosità di donne che sempre collaborano e sopportano nella speranza di una pace meritata. Devono riconoscere l’ingiustizia della condizione di terrore quotidiano in cui siamo costrette a vivere, e devono trovare sempre i colpevoli e garantire una pena certa, devono adoperarsi a promulgare leggi di contrasto e prevenzione alla violenza, di qualsiasi forma e tipo. Perché è un guadagno per tutte e tutti.

Quante volte ancora dovremo piangere vite di donne spezzate per capriccio o per esercizio arbitrario di un potere personale o collettivo, che in Italia purtroppo è ancora monopolio del genere maschile?

Il dolore per Melissa e le altre ragazze e ragazzi è indicibile e può essere espresso solo in parte con la condivisione del terribile dolore dei loro genitori, degli insegnanti e di tutti coloro che riconoscono il valore della vita umana.

UDI Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale Via dell’Arco di Parma 15 - 00186 Roma Tel 06 6865884 Fax 06 68807103 udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

“Io non compro Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa fino a quando tutte le operaie OMSA - Faenza non verranno riassunte”

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Rubrica : {Eventi in giro}

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Il lunedì 21 maggio 2012

“L’Italia che non si vede” Rassegna di cinema del reale

Un mito antropologico televisivo, di Maria Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo Catania, mercoledì 9 maggio 2012, ore 21 ZO centro culture contemporanee

Martedì 22 maggio, alle ore 21, presso il centro culture contemporanee ZO, quinto e ultimo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo UCCA). In programma, per la sezione “Le immagini perdute”, “Un mito antropologico televisivo”, un film nato attraverso il lavoro e la ricerca di malastradafilm film, pensato, discusso e montato da Helene Bertino, Dario Castelli e Alessandro Gagliardo.

Presentato con successo all’ultima edizione del Torino Film Festival, nella sezione Italiana.doc, Menzione Speciale “Premio UCCA Venticittà”, Un mito antropologico televisivo è un film pretesto pensato per introdurre nel dibattito culturale l’idea di antropologia televisiva, intesa come chiave di lettura di un racconto popolare non ancora affrontato dalla storiografia, nonché strumento di ricostituzione di comunità attraverso la visione della televisione come soggetto di narrazione. In mezzo un patrimonio enorme custodito da centinaia di piccole emittenti che passo dopo passo gli autori stanno cercando di recuperare, conservare e pubblicare.

Attraverso l’uso di riprese video realizzate tra il 1992 e il 1994 (periodo chiave per la storia siciliana e italiana) e provenienti da una televisione locale della provincia di Catania il racconto televisivo penetra nella storia popolare di una nazione per comporre così il quadro delle sue difficoltà, descrivendone la sua natura più profonda. La telecamera coglie frammenti di quotidiano e li restituisce dopo anni ancora carichi della loro capacità di descrivere la nostra società, invitandoci a mettere in atto una lettura antropologica della narrazione televisiva.

Ufficio stampa: info@southmedia.it 349 1549450 www.southmedia.it

CG

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NOTE :

[1] vedi: La Lentini di Turi Raiti, parte prima, di Ferdinando Leonzio, su Girodivite.


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