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Schizzi&Ghiribizzi. N. 80 - Fiera delle verità. Un bel libro

di Franco Novembrini - martedì 1 settembre 2020 - 685 letture

Alcuni giorni fa un albero è caduto sopra una tenda in un campeggio a Marina di Massa uccidendo due bambine durante un temporale. I giornali subito si sono scatenati titolando di “bombe d’acqua”, di tempesta tropicale ed altre esagerazioni. Io direi che viste la radici marce e mancanti in quanto il vecchio albero era vicinissimo ad un vialetto di cemento e la cui costruzione potrebbe aver influito negativamente sul radicamento della pianta le cause potrebbero essere altre. Sono sicuro che la magistratura saprà far luce su eventuali colpe dei gestori del camping. Ma potevano gli sciacalli socio-politici non scatenarsi? No. Infatti Mario Ajello che scrive sul "Messaggero", quotidiano del palazzinaro romano Caltagirone, ha scritto un articolo dal titolo "Degrado Capitale.

Quella foto choc che ricorda i pericoli di Roma". Cosa non si fa per accontentare il padrone ed attaccare la Raggi. Giorni fa lo stesso giornale aveva riesumato fra le colpe di Virginia Raggi "spelacchio" il famoso albero di Natale spelacchiato, accusando la sindaca di albericidio, come se un abete tagliato avesse potuto vivere senza le radici. Da parte della Lega non ci sono attacchi politico arborei in quanto in Lombardia, nel Veneto ma particolarmente a Milano e in Brianza, compreso il parco di Monza di alberi ne sono venuti giù a centinaia. Anche nel mio comune, Villasanta, stretto fra Monza ed Arcore, ne sono stati abbattuti parecchi. Quello che però io noto è che, al di là delle foto e dichiarazioni in difesa del verde, ciò che manca è la cura e lo studio dello stesso.

Non ci vuole una laurea in Scienze agrarie per capire che ai bordi delle strade trafficate gli alberi possono diventare un pericolo se non adeguatamente curati, altresì non si dovrebbero costringere gli alberi a crescere in spazi dove non possano espandere le proprie radici come strade asfaltate o manufatti di cemento. Ma soprattutto la manutenzione dei nuovi alberi dovrebbe prevedere un innaffiamento adeguato in quanto, come sta succedendo nel giardinetto comunale davanti al mio condominio, le giovani piante rischiano l’essiccamento delle radici e successiva caduta alla prima folata di vento.

Visto che da diverse settimane non parlo del mio Comune, non vorrei che qualcuno pensasse che me ne sono dimenticato. La cosa potrebbe essere possibile data la tarda età, ma a rinfrescare la memoria ci pensano gli articoli sulla stampa locale e gli organ house della Giunta che sembrano volerci far credere che esiste Mirabilandia. Alcuni fatti. Il primo proviene da un articoletto che sostiene la capacità da parte del Comune il quale ha ottenuto la possibilità di far lavorare da remoto il personale grazie ad un accordo con una Comunità Montana. Ora se non ricordo male almeno in Toscana tali comunità erano state abolite. Ma non andiamo per il sottile. Giorni fa, durante una delle frequenti ventolate nella quale sono volati cartelli e protezioni dei lavori in piazza Europa, costituendo un pericolo per i passanti, alcuni cittadini hanno provato a telefonare al centralino del Comune ed ai numeri di emergenza dello stesso riportati sulle pagine elettroniche, non ci sono riusciti in quanto risultavano inattivi. Stesso risultato ma per altri problemi, al centralino della Polizia municipale. Ma se uno deve segnalare qualcosa di anomalo magari non grave deve telefonare alla Protezione civile?

Altra notizia la sistemazione di una piccola via, Meucci inventore del telefono. Pe la cronaca è la quarta volta che la sistemano in quanto la prima volta doveva essere zona ZTL, ma impossibile da farsi in quanto ne mancano le caratteristiche, poi hanno pensato bene di farci due rumorosissimi dossi per attenuare il rumore del traffico, poi hanno eliminato i dossi e ne hanno fatto un altro ed alla fine, hanno ristretto la carreggiata, e un dosso poco elevato di quelli lunghi qualche metro. Per i prossimi lavori vi terremo informati.

UN BEL LIBRO - Mi permetto di segnalare un libro molto interessante, ne ho letto solo le anticipazioni, "L’ombra nera sul Lambro" di Marco Fraceti, direttore dell’Osservatorio antimafie di Monza e Brianza, in uscita a giorni, che ripercorre la storia di 10 anni fa dello sversamento nel fiume Lambro di migliaia di tonnellate di carburante da parte di una ditta la Lombarda Petroli e dei misteri che ancora avvolgono la vicenda. I terreni di questa società, 300 mila mq., dovevano far parte di una speculazione edilizia che aveva in Comune diversi sostenitori e che nei progetti si doveva anche spostare la stazione delle Ferrovie Nord sui quei terreni e toglierla dalla posizione centrale rispetto al paese fortunatamente la cosa non si è avverata e per di più non vi è traccia dei sostenitori di tale iniziativa.


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