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Ma davvero gli USA sono Occidente?

Dopo il “caso” della sentenza della Corte Costituzionale statunitense che ha ri-vietato l’aborto, quasi non riconosciamo più gli Stati Uniti.

di Sergej - domenica 26 giugno 2022 - 904 letture

Dopo il “caso” della sentenza della Corte Costituzionale statunitense che ha ri-vietato l’aborto, quasi non riconosciamo più gli Stati Uniti. Per una parte dell’opinione pubblica europea gli Stati Uniti sono stati, almeno a partire dal 1945 come il grande faro della civiltà Occidentale, baluardo dei valori dell’Occidente. E questi valori sono all’incirca: la democrazia in politica, le libertà individuali sociali, la difesa dei diritti delle minoranze; l’idea che la pace sia meglio della guerra, che i rapporti umani pacifici tra gli individui siano meglio dei rapporti basati su coercizione inganno e violenza; che esista uno Stato di diritto e che le pene siano volte al reinserimento degli individui nella società e non sulla punizione o eliminazione fisica dei rei; che sia tutelata la libertà di opinione, la privacy, la libertà di comunicazione e informazione, la sfera privata e intima; la tutela del corpo e dell’integrità psichica; in campo economico le libertà di impresa, libero commercio, quello che viene chiamato “liberalismo” ecc_.

Quando si entra nel dettaglio di ognuna di queste cose, si entra in un calderone quasi infinito di distinguo e precisazioni necessarie. Non è qui il caso.

Anche quando solo parliamo di “Occidente” entriamo in un mondo concettuale ambiguo: il termine appartiene a un tipo di pensiero analogico e non digitale, in ogni caso pre-scientifico, geograficamente relativistico, e si presta a interpretazioni e confusioni. In realtà quasi non si sa bene neppure cosa voglia dire. O cosa si sia voluto dire di volta in volta, nel corso del tempo storico; o cosa si vuol dire in base alle diverse occasioni contesti e appartenenze.

In ogni caso, quella sentenza - che getta nuovo sale sulla ferita aperta del problema aborto - mostra un aspetto degli Stati Uniti che a una parte dell’Occidente non piace. E che, vista la funzione egemone che ha l’impero nordamericano all’interno dell’Occidente, provocherà grosse spinte telluriche all’interno delle regioni periferiche, facenti parte della sfera d’influenza dell’impero. La guida statunitense della modernizzazione, in Occidente, in realtà ha sempre creato tanti problemi quanti parziali benefici. Nelle diverse modernizzazioni possibili, gli Stati Uniti ne hanno guidate e portate avanti alcune; e una parte di esse sono state seguite dai diversi Paesi della sfera di influenza. Si pensi all’ultima ondata del thatcher-reaganismo.

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Alberto Sordi - Un americano a Roma

In realtà gli Stati Uniti sono tante cose, è un insieme di società religioni e ideologie che la localizzazione tende a evolvere in maniera specifica e autonoma rispetto al groviglio che è l’Europa (occidentale). È lo stesso discorso delle lingue: staccate da un ceppo originario e localizzate altrove, le lingue evolvono per conto loro; solo il contatto e lo scambio, e la presenza di un centro linguistico forte capace di assumere la funzione di regolamentatore riconosciuto dell’evoluzione, a stento garantisce (teoricamente) una evoluzione più o meno uniforme.

A grandi linee - secondo la pubblicistica “liberal” italiana -, i territori che si affacciano sull’Atlantico e sul Pacifico sarebbero più “vicine” all’idea occidentale che abbiamo posto nella premessa di questo articolo. I territori del sud e centrali hanno visioni e identità differenti. Quello che noi filtriamo dal mondo nordamericano è sempre qualcosa di “comodo”: siamo noi che facciamo finta di volta in volta di non vedere dell’America ciò che interferisce con quello che vogliamo credere. Ed essendo il “noi” già un insieme diversificato, socialmente e ideologicamente, ecco che abbiamo dell’America una immagine diversa - specchio di ciò che vorremmo essere. Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso c’erano alcuni italiani che si aggrappavano ancora all’idea positiva della rivoluzione dei poveri della Russia dopo il 1917; altri guardavano con attenzione a quanto accadeva nelle società e nel modo di vivere dei Paesi scandinavi. E rimane famosa la canzone di Renato Carosone (Tu vo’ fare l’americano), e la scena del film con Alberto Sordi alla prese con il cibo all’americana, e il piatto di spaghetti finale.

In Italia una sentenza come quella sull’aborto, rafforzerà quanti sono contrari all’aborto a scapito dei movimenti e sentimenti opposti. Il principio economico per cui moneta cattiva scaccia quella buona vale in ambito sociale più di quanto si creda. È questo, nell’immediato, il lascito più forte e pericoloso di questa sentenza. Già altrove abbiamo parlato della preminenza attuale dei movimenti - politici e sociali - dei neoretrivi: beh, quello anti-abortista è uno dei cardini di questi movimenti.


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