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Aborto, Corte suprema annulla diritto costituzionale. Proteste in tutta l’America

Questa non è una notizia che riguarda solo gli Stati Uniti...

di Redazione - sabato 25 giugno 2022 - 995 letture

Questa non è una notizia che riguarda solo gli Stati Uniti, ma anche tutti quei Paesi della provincia statunitense, che gravitano nell’orbita culturale nordamericana: sì, stiamo parlando dell’Italia. Qui i forti movimenti neolerci e retrogradi potranno ora trovare nuova benzina e ripartire all’attacco di quel poco di democrazia rooseveltiana residuata.

Il debole Biden lancia appello al parlamento americano per ripristinare il diritto all’interruzione di gravidanza: "Indietro di 150 anni". 7 stati bandiscono l’aborto dopo la sentenza, altri 7 nei prossimi 30 giorni.

Manifestazioni in tutte le città maggiori degli Stati Uniti, dopo la sentenza della Corte Suprema, che ha annullato il diritto costituzionale all’aborto. La cancellazione della Roe v. Wade del 1973, che garantiva il diritto all’interruzione di gravidanza. I singoli Stati ora saranno liberi di applicare le proprie leggi in materia e in Missouri il divieto è già una realtà. 14 Stati invece bandiranno l’aborto nei prossimi 30 giorni, mentre il governatore della California - appena emessa la sentenza - ha firmato invece una legge che per costituire uno "scudo protettivo" per chi interrompe la gravidanza, che si estende anche a persone che vengono da altri stati. Il presidente Biden: "E’un giorno triste per l’America. Riportati indietro di 150 anni".

La Corte Suprema ha deliberato con 6 voti a favore e 3 contrari.

Fuori dalla corte suprema degli Stati Uniti è scoppiata la protesta, mentre un gruppo di manifestanti anti-abortisti ha iniziato ad abbracciarsi ed esultare mentre a diverse ore dalla decisione centinaia di persone sono scese in piazza a New York - due marce a Union Square e Washington Square - Boston, Miami Los Angeles ed anche in Texas. Alcune decine di manifestanti si sono radunati davanti all’abitazione del giudice Clarence Thomas -uno dei 6 giudici conservatori che hanno votato per la cancellazione del provvedimento - a Fairfax, in Virginia.

Sette stati Usa hanno bandito l’aborto subito dopo la decisione della Corte, altri sette lo faranno nei prossimi 30 giorni: si tratta di Stati a guida repubblicana che avevano già varato restrizioni durissime ma sono in tutto 26 quelli in cui l’aborto potrebbe essere bandito per sempre. E molte grandi aziende americane, si sono dette pronte a coprire le spese di viaggio necessarie ai loro dipendenti per andare ad abortire, se il diritto è loro negato nello Stato di residenza. Tra le prime ad esprimersi Disney, Apple, Alphabet, JPMorgan Chase, Meta e Bank of America.

In una conferenza stampa alla Casa Bianca il presidente Usa, Joe Biden si è espresso contro la sentenza: "E’ la realizzazione di un’ideologia estrema, si torna indietro di 150 anni - ha detto il presidente - la salute delle donne è a rischio: ragazze saranno costrette a partorire il figlio del loro stupratore". Biden ha poi lanciato un appello al parlamento americano per ripristinare il diritto all’aborto. Il segretario di Stato americano, Antony Blinken (oggi a Berlino per le riunioni sulla situazione dell’esportazione del grano dall’Ucraina e sulla crisi alimentare), è intervenuto sulla sentenza affermando che "Sotto questa amministrazione, il Dipartimento di Stato rimarrà pienamente impegnato ad aiutare a fornire l’accesso ai servizi di salute riproduttiva, ed a promuovere i diritti riproduttivi in tutto il mondo".

Ed un gruppo di 83 magistrati statunitensi - in 28 Stati - hanno annunciato pubblicamente che non perseguiranno "chi cerca o pratica l’aborto: siamo uniti nella nostra ferma convinzione che i magistrati abbiano la responsabilità di astenersi dall’utilizzare le risorse limitate del sistema legale penale, per criminalizzare decisioni personali."

Fonte: RaiNews


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