Il Castello Eurialo a Siracusa

Grazie a Natura Sicula siamo stati in visita al castello Eurialo a Siracusa, sabato 29 marzo 2014.
di Sergej - domenica 30 marzo 2014 - 4959 letture

E così ho scoperto l’acanto. Tutti voi sicuramente mi direte: bravo ignorante! chi è che non conosce l’acanto! Beh, io fino a sabato 29 marzo 2014 non avevo mai visto un acanto in vita mia. Cioè sicuramente ne avevo visti e calpestati chissà quante volte, ma solo nel corso della nostra visita alle fortificazioni del "castello" Eurialo, Enrica De Melio me lo ha indicato e io ho potuto associare il nome alla pianta reale: "Quello è l’acanto, la pianta dei capitelli corinzi".

La foglia dell’acanto è riprodotta come elemento ornamentale nei capitelli corinzi. Ed era una figura mitologia. In effetti, trovarmi "faccia a faccia" con gli acanti in terra di Siracusa - colonia corinzia -, è stato quanto mai congruo.

Si arriva al castello Eurialo dallo svincolo dell’autostrada Catania-Siracusa, per Belvedere (Siracusa Belvedere). Si attraversa il paese e accanto a una pizzeria troviamo parcheggio ed entrata al complesso. Ragazzi è una di quelle cose da fare assolutamente: visitare il castello Eurialo. Una cosa incredibile. Noi abbiamo avuto la fortuna di andarci grazie alla coalizione di due associazioni, Natura Sicula sezione di Lentini con la guida di Italo Giordano, e l’associazione Arkaios con la guida di Enrica De Melio. Avere una guida è indispensabile, altrimenti le pietre rimangono mute. Vedi sassi e pezzi di calcare sparsi qui e lì e, pur con l’ausilio dei libri o depliant non è che si capisca molto. Con una guida invece è tutta un’altra cosa. E l’impavido Italo Giordano ed Enrica De Melio sono state delle splendide guide.

Tutto è stato sorprendete in questa visita. Io non c’ero mai stato prima, e davvero sono rimasto colpito. La dimensione delle fortificazioni, la disposizione "a tenaglia", ciò che rimane delle torri... ma anche i fossati che dovevano servire come punti di smistamento ma anche per impedire l’avanzata delle macchine da guerra nemiche... e le gallerie che furono scavate all’interno e che abbiamo percorso, e che servivano a far comunicare le varie parti della fortificazione che non era una semplice "castello" ma un vero "corpo dinamico", di difesa e di contrattacco. Qualcosa di simile (ma, mi sembra, anche più sofisticato) di quel che i francesi nel Novecento pensarono di fare con la "linea Maginot". Solo che ai francesi la cosa non funzionò, mentre Siracusa rimase una città imprendibile e solo il tradimento interno permise ai Romani di conquistarla.

Nel sistema di fortificazioni del castello Eurialo, la presenza di porte e di cortili fa intendere il rapporto che doveva esserci tra l’ "interno" e l’ "esterno". Basti pensare alle suggestive "carreggiate" cioè la strada esterna con i solchi dei carri che arrivavano fino alle porte, testimonianza dei rapporti tra Siracusa città di mare e l’interno della Sicilia. Mentre fossati gallerie rimandano a ciò che doveva essere il rapporto tra superficie, e tra profondo, interiore e esteriore. Siamo davanti a delle rovine, ma rovine che testimoniano una estrema dinamicità, di rapporti e di movimento.

Oggi noi possiamo vedere dalle mura del castello Eurialo l’Etna, e la baia di Priolo/Augusta con le raffinerie da una parte, e la città con Ortigia dall’altra. Il tutto posto in un punto non solo strategico per la difesa della città, ma estremamente suggestivo dal punto di vista dello sguardo.


La presentazione della visita/escursione

ll Castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo (testa di chiodo). Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto più alto (120 m s.l.m.) della terrazza del quartiere Epipoli a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere. L’edificazione di questa imponente opera militare risale fu costruita tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco. L’entrata del Castello è protetta da tre fossati. Seguendo questo percorso troviamo un recinto e il mastio, che ha forma trapezoidale, difeso da cinque grandi torri. Al di là del mastio vi è un grande recinto dove era presente la porta d’ingresso al castello aperta su un muro spesso circa 5 m. Tutta la costruzione presentava degli elementi strategici che servivano per cogliere di sorpresa gli eventuali assalitori come, ad esempio, l’intricato susseguirsi di gallerie che dava la possibilità di spostare le truppe da un punto all’altro della fortezza senza essere visti o la "porta ad invito" (opera a tenaglia), posta nel tratto nord delle mura, dove chi avesse tentato l’ingresso si sarebbe trovato circondato sotto l’attacco delle milizie del castello. All’interno della costruzione si dispongono anche i vari ambienti di servizio per i soldati come le cucine gli alloggi i magazzini le cisterne ecc.


Per chi è interessato alle due associazioni, può visitare i rispettivi siti: Natura Sicula e Arkaios.


Le foto

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Italo Giordano spiega la disposizione delle fortificazioni. dietro di sé il vuoto... (20140329_161618)

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L’acanto...

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