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Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca

Se un padre ti ha violentato per anni, sei tu donna che glielo hai permesso. Se il capo ti ricatta, glielo stai permettendo tu, donna. Nessuna donna è vittima della prostituzione, basta con le bischerate: ella se lo è scelto, in quanto oca.

di stefania tiezzi - giovedì 14 dicembre 2006 - 16862 letture

La cronaca degli ultimi tempi ci propone in continuazione episodi in cui la donna è vittima della violenza e della prepotenza maschile.

Nelle trasmissioni cosiddette ’di approfondimento’ il tema della protezione della donna è al centro di ogni dibattito. Si parla di donne maltrattate fra le mura domestiche dal consorte, donne ricattate sessualmente dal datore di lavoro in veste di ’mandrillo’ dell’ultim’ora.

Non solo, continuamente saltano fuori casi agghiaccianti di violenza sessuale iterata per anni dallo zio di turno ai danni della nipote adolescente, o il padre sessuomane che pratica l’incesto da anni insieme alla figlia magari tredicenne.

La questione della donna carnefice, al contrario, non si affronta mai. Per non parlare di una tipologia di donna diffusissima nella nostra società: la donna OCA.

Per il primo tipo, ho sentito criminologi di grido difendere donne che avevano ucciso il loro figlio o figlia (o entrambi) con la motivazione della depressione ’post partum’. Basta fare una scappata a Castiglion delle Stiviere dove quella sorta di ’manicomio criminale’ ospita queste ’povere donne depresse’.

Che la depressione che segue la nascita di un figlio possa colpire le donne è cosa nota, ma l’omicidio è un ’altra cosa e come tale va punito. Invece no. Non importa scomodare la plurimpegnata nel sociale signora Franzoni per citare casi in cui una donna riceve dalla giustizia e dall’opinione comune tutte le scusanti possibili immaginabili pur di scagionarla IN QUANTO VITTIMA.

La donna è anche e soprattutto Medusa e Medea, occorre ricordarlo a chi usa l’indulgenza e la clemenza per scusare questa creatura femminile che di vittima non ha nulla.

Fra le mura domestiche c’è un altro tiranno in gonnella, è lei: la donna. Mario Praz, nel suo illuminante libro ’La carne, la morte e il diavolo nella letteratura Romantica’ fece una splendida rassegna dell’universo femminile ’letto’ dal romanticismo europeo. La donna è sempre ’vampira’, talvolta dolce, ma non esageriamo. La donna Medusa non ristora il maschio stanco reduce dal lavoro, ma lo pietrifica con lo sguardo. Occorre operare una drastica cesura con l’immagine oleografica che ci presenta la donna angelo in balìa degli istinti dell’uomo. Come accennavo sopra, infatti, la donna è comunque, salvo eccezioni, sempre oca.

Il fatto che si ostini a cercare la complicità maschile attraverso il matrimonio o la convivenza ne è una dimostrazione. Ricerca sicurezza e protezione, si dice. Sicurezza e protezione da chi?

Chi scrive è donna che ha preso le distanze dall’universo giulivo della donna perché non si riconosce nella donna vittima, unico stereotipo di cui si riesce a parlare nei salotti televisivi.

Vorrei sapere perché si parla di emancipazione: io non sono emancipata perché non ho PERMESSO a nessun uomo di togliermi la libertà. L’immagine deteriore che passa dalla televisione ha come unico responsabile sempre lei, la donna. E’ lei che parla di schiavitù IN QUANTO parla di emancipazione, è lei che si meraviglia del tradimento del marito, senza immaginare che l’uomo tradisce IN QUANTO uomo. Se la donna è oca, per favore, non parliamo più di maltrattamento e violenza.

Se un padre ti ha violentato per anni, sei tu donna che glielo hai permesso. Se il capo ti ricatta, glielo stai permettendo tu, donna.

Nessuna donna è vittima della prostituzione, basta con le bischerate: ella se lo è scelto, in quanto oca.

La donna fedele che si unisce ad un uomo o è oca a schizofrenica, tertium non datur. Quelle che ’mio marito non mi ha mai messo le corna’ sono, oltre che oche, miopi.

Ho ascoltato brave psicoterapeute sostenere che le donne devono essere difese. Perché non difendersi da sole? Stiamo parlando di donne o di deficienti?

Le donne devono essere protette? Ma allora parliamo di bambine o di donne?

Conosco donne tradite e orgogliose che si sono rimesse il fedifrago tra le lenzuola il giorno successivo. Credo che le donne non meritino l’attenzione che vien data loro per ’salvaguardare i loro diritti’. I diritti vanno conquistati. E siccome le donne si sentono ’angeli’, credono che questi debbano piovere dal cielo.


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Ma siamo sicuri?
15 dicembre 2006, di : alice

Mi sembra un modo arrabbiato per descrivere l’universo femminile, che reputo molto più complesso e intricato. Per fortuna non ci sono solo le donne di cui parli.
    La mia esperienza
    15 dicembre 2006, di : sono0

    Non sono per niente d’accordo con chi definisce le donne delle oche, degli esseri inferiori. é un ragionamento maschilista e mi stupisce che sia fatto da una donna. Quello delle donne è un mondo di intelliggenza e forza, di sensibilità e coraggio. Purtroppo spesso le donne non hanno la stessa forza fisica degli uomini che le aggrediscono, per questo vanno protette. E ciò non le deve far sentire più deboli. La tv e i mass media come sempre esagerano e generalizzano.io sono stata vittima di qualche aggressione (niente di grave per fortuna), ho una costituzione minuta, non sono molto forte, quando sono stata aggredita per fortuna altre persone sono venute in mio aiuto. Dopo per qualche periodo ho avuto paura, mi guardavo sempre le spalle quando camminavo,ma non mi sono mai sentita debole per essere stata aiutata.
Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
16 dicembre 2006, di : chilleco

Che le donne e gli uomini siano diversi tra loro è cosa risaputa: lo sono fisicamente e lo sono anche nel modo di pensare. Quando si parla di "difesa della donna" credo ci si riferisca a un progetto più complesso, che provi a creare le stesse opportunità per soggetti diversi. Non è altro che l’applicazione del principio di egualgianza. Se non viene applicato correttamente spesso è perchè le donne non hanno potere decisionale in centri di formazione dell’opinione pubblica e della società forte (economia e politica): e non sono daccordo che sono le donne a scegliere di non farne parte. Mi sembra una visione miope. E non mi piacciono neanche le generalizzazioni: non tutti i mariti sono dei traditori. Così come non tutte le donne a tredici anni (perchè fisicamente sei donna, per il resto sei ancora una bambina) scelgono di farsi violentare, in casa o fuori casa. Mi pare che i rotocalchi in tv siano pessimi, ma la tua idea mi sembra una reazione poco ragionata e decisamente poco obiettiva.
Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna intelligente
18 dicembre 2006

Il mondo della donna è pieno di comodità.

La donna non è oca, ma con tutti i complimenti che gli fa l’uomo, finisce per diventarlo.

Ma mi fa più paura una donna definibile come cattiva.

Per tale motivo anche un uomo può essere giustificato ad essere stupido.

Vogliamo una donna che può offendere e picchiare gli uomini senza subire un sonoro ceffone?

cosa farsene?

Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
21 dicembre 2006, di : ochette.

Secondo noi, tu hai problemi veramente seri e dovresti farti curare, non vengono neanche le parole per rispondere a questo tuo articolo, le donne oche sono tutt’altro genere e forse tu appartieni a questo tipo di categoria, mi spiace molto per te provo una grande compassione e pena. Buon Natale, anche da parte di quelle bambine che hanno alla loro tavola un orco con cui festeggiare il loro Natale.
    Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
    21 dicembre 2006, di : ochette.

    Rileggendo attentamente questo articolo cara Stefania, penso che tu sia stata varie volte cornificata a dovere. Forse è per questo che sei cosi amareggiata? Dicci cara quante corna ti ha fatto il tuo uomo???
Per fortuna che...
21 dicembre 2006, di : alice

Per fortuna che esistono le donne forti, le donne che piangono di notte senza farsi sentire da nessuno, che al mattino si trasformano in mamme, donne, amanti, amiche, manager, sognatrici. Per fortuna che esistono le donne che capiscono quando perdere, quando provare a vincere, quando ridere, quando abbassare lo sguardo, quando gridare quando stare in silenzio.
    Per fortuna che...
    21 dicembre 2006, di : salvo

    Mi hai convinto Alice..

    Fammi sapere di che segno sei..

    Ma ti avviso che io vivo la mia storia solo quando rapisco lo mia preferita.

    Sono d’accordo con te che un uomo non ha nulla in confronto con una che ragiona così..

    Ciao da Salvo Piazza (Sicilia)

    A parte gli scherzi, mi piace, mi piace, mi piace quello che hai detto..

Una donna A-tipica
22 dicembre 2006, di : alice

La mia email la trovi accanto al nome. Non ho la tua. Sono della bilancia. Mi fa piacere di averti convinto. A presto.
Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
25 dicembre 2006, di : ck

E’strano vero? Si è il 25 dicembre e m’imbatto in questo articolo. C’est la vie.. penso che le cose che scrive Stefania siano vere di notte...non sempre di giorno. Ma il polverone mediatico ocheggiante che si è alzato sui media ha oramai oscuratato quasi tutto...e quindi, per adesso, spezzo una lancia in favore delle cose che ha scritto; sperando che l’esplosione della carica di aggressività che c’è nel Tiezzi pensiero :-), riesca a squarciare il velo d’ipocrisia che sembra avvolgere oramai il tema della violenza... sono un uomo tra le altre cose...e quindi è con moltà umiltà che mi azzardo su questo sentiero. Mah...mi fermo qua per adesso...che è tardi e ancora per pochi minuti...natale? ck
    Che tristezza..............
    30 dicembre 2006

    Che tristezza. Leggere queste cose offende le donne che hanno subito violenza, quelle che per paura di perdere il posto non hanno avuto il coraggio di ribellarsi al padrone, quelle sulla strada costrette a prostituirsi minacciate dai protettori che disperate chiedono aiuto ai servizi per uscire dal giro.Quanto poco conosci la vita per poter parlare così! Io, nel mio piccolo, devo lottare ogni giorno per essere rispettata, per non venir calpestata, per non subire sopprusi. Forse non hai mai conosciuto la disperazione o la difficoltà. Prova a provare SOLIDARIETA’ con le donne che non hanno il coraggio di ribellarsi e di non subire, invece di condannare.
Vittime
31 dicembre 2006, di : Stefania Tiezzi

Care lettrici, i vostri commenti al mio articolo sono la prova provata che la donna adora presentarsi come vittima. E soprattutto ama piangersi addosso.Peccato, speravo di sentire donne che NON abbassano la testa, che mandano a quel paese il posto di lavoro alla faccia del capo (sì, saltando anche i pasti quando si rimane senza soldi...), che vanno a lavare i piatti anziché battere la strada (ma si sa, è tanto più faticoso il lavoro in cucina e pure malpagato...). Io cammino fiera per strada, guardo gli uomini dritto negli occhi, sono capace di dialettizzarmi col capo se occorre, e mi hanno sempre rispettata. Da bambina e ragazza di botte ne ho prese ma, care mie, le ho anche restituite. Tutte.Ho camminato per strada la notte e mi hanno sempre rispettata. Perché non sono una donna oca e come diceva qualcuno...NEL DUBBIO, MENO.
    No victim
    1 gennaio 2007, di : Alice

    Cara stefania, anch’io cammino per strada spesso da sola, guardando uomini e donne negli occhi, di notte e di giorno. Di momenti difficili ne ho passati molti, ma fino ad adesso sono riuscita sempre a superarli, con intelligenza, pazienza, ironia, rabbia a volte. Di botte ne ho prese e date. Ma non mi sento vittima.
    Vittime
    1 gennaio 2007, di : carlo

    Chi diceva "...nel dubbio, meno"? E cmq, a me pare strano che nell’articolo in questione si riesca a leggere soltanto una crisi di solidarietà nei confronti(si parla di donne)di chi viene irrimediabilmente calpestato. A me sembra si volesse intendere che una tematizzazione mediatica "leggera e salottiera" di certi episodi rischi di portare ad una istituzionalizzazione del "ruolo" di donna vittima...ruolo talvolta più "visibile"(magari sotto la frusta del domatore Vespa) di quello di donna/persona Libera. bye, carlo
Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
1 gennaio 2007, di : Candido

Articolo provocatorio?
    Io, gli uomini e le donne.
    2 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

    L’articolo ha provocato senza volerlo fare. Ma è stato utile forse più a me stessa. Ho capito che la società è formata da Me, dagli uomini e dalle donne(oche). Stefania Tiezzi
’Nel dubbio, mena’. Benito Mussolini
2 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

Caro Signor Carlo,lei ha letto bene l’articolo. Purtroppo una lettura affrettata e vittimistica porta a stravolgere il senso delle mie parole. In questo equivoco ci sono cadute, ahimé, tutte le lettrici. ’Nel dubbio,mena’ era solito pronunciarla Benito Mussolini. Tanti auguri. Stefania Tiezzi
Per Alice
2 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

Cara Alice, le parole del suo secondo messaggio contraddicono quelle del primo. Se lei è quella del secondo messaggio, allora non è vittima. Se vuole, legga su Giroddivite il mio ’Il male infinito’ dedicato a Donatella Colasanti, la vittima scampata al massacro del Circeo. Buon Anno. Stefania Tiezzi
    Per Stefania
    2 gennaio 2007, di : Alice

    Cara Stefania, sono quella del primo messaggio ma anche quella del secondo. Le due cose non si escludono. Leggerò l’articolo che mi consigli. Buon anno
Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
25 gennaio 2007, di : Piero

brava brava brava sei un persona di indubbia intelligenza infatti piu le donne parleranno di dover essere difese e piu saranno consiederate "oche" se le donne si sentissero "Persone" ci guadagnerebbero in tranquillità e sicurezza, lascino perdere le quote rosa una persona vale o no che c’entra donna o uomo un uomo
    Più che le quote, contano i meriti.
    26 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

    Caro Piero, la ringrazio dei complimenti.Lei ha capito perfettamente l’anima del mio articolo. Il suo è un buon suggerimento:ritengo, come lei, che le quote rosa siano assurde. Conta il merito, indipendentemente dal sesso. Come donna mi fa piacere sapere che una donna ’sale’ al potere, certamente, e spero che questo avvenga in sintonia col mondo degli uomini. Ma che questa donna abbia i meriti! Diversamente, meglio un uomo capace.
CHE FORTUNA CHE ESISTONO QUELLE COME TE
9 marzo 2008, di : Clelia

luminose eccezioni alla regola. Ma il tuo discorso è solo l’ appropriazione dei peggiori stigmi maschili. Come tutte le donne, tendi alla codificazione, e lo fai in maniera molto naif. Non prendi in considerazione né la biologia, né il tipo di cultura in cui le donne sono vissute, né altro. Lo sai che nelle popolazioni nomadi il ruolo uomo/donna è paritario? Lo sai che la codificazione è nata con la relegazione delle donne entro mura, in seguito all’ invenzione dell’ agricoltura e alla stanzializzazione delle popolazioni? Comunque, ti faccio i miei complimenti per la tua carriera di picchiatrice ed imitatrice del maschio. Andrai lontana.
Cerca sicurezza nell’uomo: è la donna oca
6 agosto 2008, di : Sbrauz

Mi piace il tuo modo incazzato di descrivere la situazione dell’universo femminile. Il tuo stile volutamente provocatorio è efficace per far sganciare la gente dal pensiero comune che la donna è sempre e comunque vittima e indifesa. Il rischio è che gli uomini ti applaudano solo perché parli in questi termini delle donne, ma, ti assicuro, non è il mio caso. Grazie. Sono contento che esistono donne che la pensano come te. Ciao