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Strage di Erba e pena di morte

"Quei due coniugi pluriomicidi, protagonisti dell’incredibile strage di Erba, si sono fatti prima ’beffe’ di quattro vicini di casa un po’ casinisti, tra cui un bambino, sgozzato..."

di stefania tiezzi - mercoledì 17 gennaio 2007 - 15808 letture

E ora non tirate fuori le scuse ’pret-à- porter’ della sacralità della vita sempre e comunque, del perdono, del pentimento e dell’intoccabilità di Caino.

Quei due coniugi pluriomicidi, protagonisti dell’incredibile strage di Erba, si sono fatti prima ’beffe’ di quattro vicini di casa un po’ casinisti, tra cui un bambino, sgozzato mentre se ne stava teneramente disteso sul divano accanto al pupazzetto preferito, poi hanno beffato tutti noi, e la giustizia, il senso civico, la pietà.

Rei confessi e senza ripensamenti, hanno orgogliosamente rivelato la loro intenzione, per ora bloccata (per quanto?) di uccidere ancora, e mentre un inquirente veniva colto da malore durante il raccapricciante racconto minuzioso della carneficina, già girava voce che i due se la ridevano del carcere: "Avremo vitto e alloggio gratis".

E noi ingoiamo tutto questo, insieme al boccone rimasto a metà durante l’ora di cena davanti alla TV.

Se ogni concezione generale del mondo include una determinazione di valori e per ciò anche un criterio di scelta dei comportamenti, allora essere ’umano’ è anzitutto essere ’morale’, e non importa quale morale, se quella ascetica o quella edonistica, quella della ragione o quella del sentimento, quella altruistica o quella utilitaristica, quella della salvezza o quella della responsabilità, purché essa regoli l’agire umano dirigendolo sui binari del rispetto tra gli uomini insieme al senso civico del rispetto delle leggi.

Privi, dunque, di ogni ’pietas’ classicamente intesa come affetto e dovere sociale, felicemente e tragicamente a-morali, le funzioni di punizione e rieducazione che il carcere dovrebbe svolgere nei confronti di quei due, divengono inutili, anzi, paradossali.

La punizione, che è pena e castigo, diventa mezzo di correzione per chi ha sbagliato e lo migliora supponendo la sua natura buona alla quale si sarebbe giustapposta una condotta cattiva. Ri-educazione come ri-conduzione verso una normale convivenza nella società. Ma loro non hanno sbagliato. Non c’è errore dove non c’è morale, e dove non si è più, quindi, uomini. Ciò che per noi quei due hanno COMMESSO, per loro è solo ciò che hanno COMPIUTO: non c’è danno, solo un lavoro portato a termine.

Se il carcere perde il suo senso di fronte all’amoralità, allora eliminiamoli dal nostro mondo, dalle nostre case, dai nostri vestiti, dalle nostre lacrime. Facciamoli fuori, prima di vederceli ad un Centro di ascolto per merito di un indulto, facciamoli fuori se la Giustizia è un valore. Perché non voglio camminare per strada respirando il vento sotto il loro stesso cielo.


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Strage di Erba e pena di morte
18 gennaio 2007

Non ci può essere la pena di morte!

Chi ha una certa cultura lo sa quali rischi e storture potrebbe generare una tale "vendetta".

Ognuno di noi deve essere certo di essere tutelato dal diritto a vivere comunque, anche in caso di errore giudiziario.

Il semplice oltrepassamento di tale limite ci porterebbe all’appiattimento dei valori della vita. Cioè alla inutilità di praticare ogni forma di spiritualità, virtù e creatività.

(e questo è solo uno degli inconvenienti)

s.p.

    Strage di Erba e pena di morte
    18 gennaio 2007

    Qualcuno ha suggerito una sorta di grande fratello. Un’isola sperduta, i due carnefici con a disposizione solo le loro mani (e quel poco di cervello) per procurarsi un sostentamento, senza medici, preti, rieducatori. Solo due cecchini pronti a fare fuoco, se tentano la fuga. Potrebbe essere una soluzione.

    Personalmente, sono contrario alla pena di morte: i rischi di errore e la possibilità di essere manovrata ad hoc, va al di là del fatto di non condividere chi vuole prendere i panni di un dio giustizionalista.

    Piero Buscemi

    Strage di Erba e pena di morte
    23 gennaio 2007, di : perfyda68

    Mi scusi gentile s.p., ma lei con quella frase "non ci può essere la pena di morte!", crede di avere trovato la cura per questa società dove persone socialmente pericolose si mescolano fra di noi??? Mi viene un dubbio: non è che forse lei è Mary Poppins e s.p. sta per SupercalifragilistichesPiralidoso, la mitica frase che, se pronunciata, riporterà subito in vita quei poveretti sgozzati?? P.S.: o forse s.p. sta per Santo Padre???
Finché non riguarda voi...
18 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

Avreste detto diversamente se il figlio sgozzato fosse stato il vostro. Ma si sa, finché non riguarda voi potete fare i buoni quanto vi pare.Che vi duri.
    Finché non riguarda voi...
    18 gennaio 2007

    sono convinta che "il problema" riguarda noi tutti, e non solo per via di quel "figlio". Ma sopratutto per la totale mancanza di tolleranza.. che tutti abbiamo. Fortunatamente non reagiamo in modo cosi sconsiderato. Sono per la pena della vita, TUTTAVIA spero che le pene DIVENTINO CERTE.

    ASSUNTA

    Finché non riguarda voi...
    25 gennaio 2007, di : tabata |||||| Sito Web: i mostri di Erba

    Hai proprio ragione. E’ facile parlare e condannare la pena di morte, quando non sono i nostri affetti ad essere spezzati, non sono i nostri bambini ad essere sgozzati mentre urlano dal terrore. Ma và, quanti falsi moralismi e pietismi. Qui ci vorrebbe la pena di morte.
    Finché non riguarda voi...
    6 febbraio 2007, di : Sonia

    Sono perfettamente d’accordo con lei, Stefania. Io ho un bambino della stessa età del piccolo Youssef. In questi casi non si possono fare falsi moralismi. Se ad essere sgozzati fossero stati mio figlio, mio marito e mia suocera, sarei disposta ad ammazzare i responsabili con le mie mani, altro che.
Strage di Erba e pena di morte
19 gennaio 2007

A cosa servirebbe mandare a morte questi due rei confessi?

Restituisce forse la vita agli assassinati? Oppure non è vero che finisce con il generare un malsano concetto: la vita umana è qualcosa di cui uno Stato può disporre.

Qualcuno potrebbe obiettare che loro hanno privato altri della vita ed è giusto che perdano la propria. Questo non è forse quel "occhio per occhio, dente per dente" che imperversa nei paesi islamici e negli USA?

Singolare è il fatto che proprio queste due civiltà siano quelle che accettano ancora l’idea della pena di morte. Non deve sorprendere dunque che siano proprio queste civiltà a farsi la guerra.

Perchè l’Italia dovrebbe fare un passo indietro rispetto al progresso civile che ha raggiunto? Il nostro paese ha abolito la pena di morte e tornare indietro equivarrebbe ad annullare i progressi di civiltà che sono stati duramente conquistati.

Che i colpevoli di gravi reati rimangano in carcere a vita! Non è forse questa una pena sufficiente rispetto alla gravità delle azioni commesse?

Qualsiasi altro discorso tendente a legittimare la pena di morte è estremamente pericoloso e foriero di una idea di società che fa un passo indietro rispetto ai progressi civili raggiunti.

Non è poi assolutamente vero che, nei paesi in cui esiste ancora la pena di morte, la criminalità si riduce. Anzi la verità dei fatti ci dice che non fa altro che aumentare la violenza. Negli USA, fino a qualche anno fa, i bambini portavano le pistole dei padri alle scuole elementari. Nell’Islam i bambini in tenera età sono già soldati di Allah.

A chiunque si faccia portatore di discorsi in favore della pena di morte dico semplicemente: stai zitto e non permetterti di cancellare con i tuoi discorsi stupidi quel minimo baluardo di civiltà che con grande difficoltà si è arrivati a costruire.

Io sto con Abele.
19 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

Il vostro buonismo è l’anello finale di una catena fatta di indifferenza, cinismo e mancanza di rispetto nei confronti delle vittime. Provate a leggere i vostri interventi: non una parola di difesa per le povere vittime, solo una difesa ignobile dei loro assassini. Tutto questo dovrebbe farvi vergognare. E deve farci riflettere. Se la nostra civiltà ha perso i valori è perché sono stati appiattiti sull’indifferenza generale di persone come voi, quell’indifferenza sorniona e tranquilla che garantisce a tutti il non prendersi la responsabilità di scelte e decisioni che dovrebbero migliorare il mondo. Sono per la pena di morte e continuerò ad esserlo.So bene quanti la pensano come me ma non osano confessarlo perché non è politicamente corretto dirlo. Ho sempre diffidato di chi sta dalla parte di Caino. Io sto con Abele.Sto dalla parte di quella madre, di quel bambino e di tutte le vittime del mondo che sono state uccise due volte:dal loro assassino e dal vostro menefreghismo che è soltanto capace di sprecare vuote parole di pietà per i carnefici.
    Io sto con Abele.
    21 gennaio 2007, di : ck

    Parole chiodate...fanno male. A volte ho pensato che sia morale concepire la possibilità di lasciarsi alle spalle in maniera irreversibile qualcosa...la capacità di rimuovere dall’orizzonte narrativo delle nostre civiltà/comunità qualcosa di così efferato da non aver dignità di poter continuare a segnarne la trama(trama di una narrazione in cui le vittime continueranno a vivere...)... a volte queste cose le penso. ck
    Io sto come sto.
    22 gennaio 2007, di : onair.alpha

    decine di volte, rosi avrà annoiato olindo insistendo che, per quelli li, ci vorrebbe proprio la pena di morte. delinquenti e farabutti.

    forse uccidendo il colpevole possiamo eliminare per qualche momento la certezza che in fondo è un essere umano come noi.

    alcuni disposti più di altri ad abbandonarsi alla violenza.

L’uomo era persino cannibale! (e tante altre cosette!)
19 gennaio 2007

C’è da pensarle tutte dietro le tue affermazioni..

Ma forse vuoi solo provocare. La cultura e l’intelligenza sono una cosa vastissima.

Come puoi pretendere di esaurire lo scibile in codesto blog?

Dopo la pena di morte, il passo successivo sarebbe che tutti si sta sottomessi. Nessuno potrebbe poi dire: a me non capiterà! (è lo scopo dei gaudenti mortaroli adrenofagi..)

Strage di Erba e pena di morte
20 gennaio 2007

stefania tiezzi scrive: Ciò che per noi quei due hanno COMMESSO, per loro è solo ciò che hanno COMPIUTO: non c’è danno, solo un lavoro portato a termine.

Rifletti un attimo e riguardati quel famoso video in cui si vedono i soldati italiani in Iraq sparare a caso su dei civili e pronunciare ridacchiando la frase "annichiliscilo!" come se stessero giocando ad un videogame.

Vedi profonde differenze con i coniugi di Erba?

    lavori forzati
    20 gennaio 2007

    Io proporrei per tutti i carcerati i lavori forzati. Lavori? allora mangi. Non lavori....non mangi. Ma per crimini cosi gravi (soprattutto contro bambini) pur non escludendo la pena di morte opterei per lavori forzati davvero estenuanti e massacranti. Vuoi mangiare? sposta quelle dieci tonnellate di pietre prima di questa sera. Non lo fai? non mangi ! Vuoi dormire in una stanza riscaldata? taglia la legna per te e per tutti gli altri carcerati. cose del genere.
    e ovviamente
    20 gennaio 2007

    ....e ovviamente bandirei dalla costituzione ogni possibile sconto di pena e indulti vari. Dare un indulto significa prendere per il KULO la gente per bene perchè se io parcheggio in sosta vietata pago la multa fino all’ultimo centesimo, se uno ammazza qualcuno gli fanno pure lo sconto. Le solite italianate !
    Non solo i coniugi di Erba
    26 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

    Ho per caso difeso l’atteggiamento dei soldati in Iraq?
Strage di Erba e pena di morte
23 gennaio 2007, di : renzogt

Posto che l’accaduto, oltre che stravolgente, è semplicemente inimmaginabile a qualsiasi uomo dotato di una purchè minima pietas, cristiana o laica, reputo che il senso di giustizia si distingua da quello di vendetta proprio per l’assenza commisurazione materiale tra reato e pena: la punizione deve un carattere sì di esemplarità per il resto delle persone, ma anche di sicurezza sociale e, ove possibile, di correzione. In altre parole se li facciamo fuori, non ci distinguamo dai cow boy ottocenteschi, rischiano una deriva giustizialista. Ricordiamo che un buon 30% dei giustiziati in USA sono risultati in seguito innocenti.
    no morte ma tortura
    24 gennaio 2007, di : enrico

    Ho anche io un bambino di 2 anni, e onestamente al pensiero che me lo sgozzino mentre se ne sta seduto sul divano e probabilmente pensa che la persona che lo sta per ammazzare va li per prenderlo imbraccio, altro che pena di morte gli darei, li appenderei per i capelli, nudi, poi gli aprirei le viscere al punto di non farli morire e mettere dentro un pacco di sale grosso.
Strage di Erba e pena di morte
24 gennaio 2007

Credo che alcuni di voi confondano la possibile reazione personale ad un grave delitto come quello di Erba con la legittima reazione penale dello Stato.

Se iniziassimo a ragionare dello Stato attribuendo ad esso persino sentimenti di vendetta, tipicamente umani, creeremmo un mostro.

La legge biblica dell’occhio per occhio, dente per dente, lasciamola ai fanatici di ogni colore e nazione. Oggi tristemente schierati a farsi la guerra l’un l’altro.

Ragioniamo da persone civili. La detenzione, ossia la privazione della libertà personale, è già una pena sufficiente, in ogni caso. Le frustate e i lavori forzati? Vorrei che a rispondervi fosse Martin Luther King.

La tortura come mezzo di risarcimento è anch’essa un abominio. A chi vaticina sulla pena di morte o sui lavori forzati dico solamente: avete idea di cosa voglia dire trascorrere il resto della propria esistenza dentro una stanza di 2/3 metri quadrati? Ritengo che per certi versi mandare a morte qualcuno sia per lui più pietoso, per noi sarebbe solo un grave errore di inciviltà. Alla detenzione comunque non c’è alternativa alcuna.

Calarsi nei panni delle vittime senza esserlo è un errore. E’ naturale ogni sentimento, anche di odio, verso coloro che si macchiano di simili delitti, ma invocare la forca è una sciocchezza inaudita, che comprenderei umanamente solo se a dirla fossero i parenti delle vittime. Chi si concentra su queste vicende per mezz’ora della sua giornata che diritto ha di invocare il dolore altrui per ricreare un abominio, che la storia stessa dimostra di voler superare?

Non è in gioco in queste questioni solamente il destino di due assassini, ma il destino civile del nostro paese.

    Strage di Erba e pena di morte
    25 gennaio 2007

    Non importa. Se si ammazza per mafia, se si ammazza per rapina, se siammazza per qualsiasi altra ragione ok. Ma se sia ammazza un bimbo di 2 anni, allora bisogna rispondere con la stessa arma
    Non ve ne può fregar di meno!
    26 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

    La sua risposta è un capolavoro di puro egoismo.Secondo quanto da lei affermato, solo chi è stato colpito negli affetti, i parenti delle vittime, appunto, può invocare la pena di morte. In fondo a lei, che gliene frega, mica lo conosceva quel bambino. Bravo,brava. Per la serie NON VE NE PU0’ FREGAR DI MENO.Viva l’Italia.
Strage di Erba e pena di morte
26 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

Caro Enrico, grazie per il suggerimento. Ottimo quello del sale.Tuttavia lo considero preparatorio alla pena di morte. Un bacio al suo bimbo.
Lavori forzati
26 gennaio 2007, di : Stefania Tiezzi

Ritengo che i lavori forzati siano una ottima punizione ma di breve durata. La pena di morte dovrebbe essere l’epilogo. Anche per il semplice fatto che pagheremmo con le nostre tasse il mantenimento in vita dei delinquenti anche mentre lavorano forzatamente.Mi sembrerebbe una beffa aggiuntiva.
    Lavori forzati
    30 gennaio 2007, di : onair.alpha

    cara tiezzi

    comprendo che per te il mio messaggio precedente fosse incomprensibile...

    quindi ripeto il concetto con parole che potrai comprendere:

    sei una bestia tale e quale ai due di erba

Strage di Erba e pena di morte
31 gennaio 2007

"Perché non voglio camminare per strada respirando il vento sotto il loro stesso cielo" Questa frase con cui si conclude il suo articolo di chi é Sig.ra Stefania? Penso le appartenga...anche se non fosse sua... Non so, mi sembra così lontana dalla morte una frase come questa...e quindi così lontana anche da chi uccide in modo barbaro e imperdonabile come i coniugi. devo pensarci ancora... di certo non sono parole di una bestia...le sue Sig.ra Tiezzi. Questo è evidente. Ma si può vivere dentro una frase? saluti Sig. carlo
    Stefania
    1 febbraio 2007

    Cara stefania, egoismo? Se per lei il mio e` egoismo allora per me il suo e` ULTRAMENEFREGHISMO sappiamo come funziona in Italia, sappiamo che tra 9 anni saranno liberi, ecco perche dico che bisognerebbe ammazzarli, perche` tanto torneranno liberi, io spero che appena escano azouz non abbia dimenticato quello che gli hanno fatto e li ammazzi lui.
    Io, bestia con Abele
    2 febbraio 2007, di : stefania tiezzi

    Signor Carlo, la frase è mia. Vivo con sei bestioline, sei gatti, per la precisione, e per me bestia non è offensivo. Chi ha ucciso è considerato ’essere umano’.
Son d’accordo con lei
2 febbraio 2007, di : stefania tiezzi

Quando parlavo di egoismo, mi riferivo a chi non ha parole di pietà nei confronti delle vittime ma tiene a difendere caldamente i due coniugi. Se vi firmaste riuscirei ad indirizzare le mie parole citando i vostri nomi:è chiaro, dico all’ultimo messaggio, che lei non è egoista se spera che Azouz li ammazzi una volta fuori.
Maleducato
2 febbraio 2007, di : Stefania Tiezzi

Caro Onair, lei è solo un codardo maleducato.
Strage di Erba e pena di morte
2 febbraio 2007

Io, se fossi un gatto...non amerei il suono della parola bestia...proprio oggi è saltata la sentenza di condanna per alcuni dei membri della setta delle "bestie di satana"...si offenda Sig.ra Stefania...la parola ha un suono sinistro e violento...niente di così lontano dalla musica del vento che a lei e ai suoi sei gatti piacerebbe respirare sotto quel cielo.... forse sono andato fuori tema...c’est la vie...mi scuso. Sig. carlo
    Squallori
    6 febbraio 2007, di : Stefania Tiezzi

    Caro Signor Carlo, mai come nelle risposte a questo mio articolo la cattiveria umana è emersa in tutta la sua intensità. Chi sta usando parole pesanti nei miei confronti criticando la pena di morte è proprio colui che è pronto a macchiarsi di un crimine. Chi mi invia messaggi nella mia casella privata senza firmarsi è solo un omuncolo che non ha il coraggio di rendere pubblico lo stesso messaggio su Girodivite. Che tristezza.Saluti.
Strage di Erba e pena di morte
5 febbraio 2007

Stefania ti hanno sepolta e meglio che non fai piu interventi.
    Quante legnate...
    6 febbraio 2007, di : Stefania Tiezzi

    Lei è così codardo che non ha il coraggio di firmare le idiozie che scrive con il suo nome e cognome. Si meriterebbe una bella scarica di legnate come lezione di pura pedagogia.
A proposito di bestie
6 febbraio 2007, di : Sonia

Io credo che sia un insulto alle bestie paragonarle ai coniugi Romano. Ricordiamoci che se le bestie aggrediscono lo fanno per puro istinto di sopravvivenza, e non di certo a causa di un’innata cattiveria che di sicuro è tutta umana.

Quindi, signor Carlo, non se la "prenda" con le bestie se un gruppo di criminali ha deciso di chiamarsi "bestie di satana"..se non sbaglio esisteva un altro gruppo di psicopatici che si era autodefinito "bambini di satana". Naturalmente ciò non significa che i bambini siano pericolosi..ma solo che la follia umana non ha limiti.

E poi non capisco, perchè dovete prendervela con Stefania e con quello che dice (almeno lei non è ipocrita) e non esprimete minimamente indignazione per l’assassinio compiuto da questi mostri? Io mi chiedo..ma se il bambino sgozzato senza pietà fosse il vostro..sareste ancora così buonisti? se la moglie (o marito) e la madre massacrate fossero le vostre..sareste ancora così indignati se qualcuno suggerisse la pena di morte e, soprattutto, continuereste in un certo senso a difendere gli assassini? chissà perchè ma io penso proprio di no.

Stefania, non se la prenda. Già il fatto che una buona parte della gente che la contesta non ha il coraggio di firmarsi la dice lunga. L’unica cosa che posso fare è di augurare loro di non essere mai vittime di simili tragedie.

Le faccio i miei complimenti per l’articolo, Stefania, e la saluto cordialmente.

    A proposito di bestie
    6 febbraio 2007, di : Sonia

    A proposito..andrò fuori tema, ma mi piacerebbe sapere quale pena sia stata inflitta a Mario Alessi. Qualcuno lo sa? (per chi non ricordasse -ma chi ha il coraggio di dimenticare?- Poco meno di un anno fa, Mario Alessi, con alcuni complici, ha rapito e ucciso a badilate un bimbo di soli 18 mesi, Tommaso.) Come minimo, dovrebbero averlo rinchiuso e aver buttato via la chiave. Ma chissà..ora c’è l’indulto..ma come si fa ad essere contro la pena di morte di fronte ad abomini come questo o come la strage di Erba? Ricordiamo che Alessi sorrideva mentre lo portavano in carcere e, come ha detto Stefania nel suo articolo, i coniugi Romano ucciderebbero ancora! Se proprio non si può parlare di pena di morte, almeno che ci sia una pena vera, senza sconti o cose simili..che li rinchiudino sul serio a vita, altro che indulto!!

    Saluti

    Sonia Moretti

    Un pensiero intelligente
    8 febbraio 2007, di : Stefania Tiezzi

    Cara Sonia, ti ringrazio delle tue parole. Ma non ti dico ’grazie’ solo perché difendono il mio pensiero, ma soprattutto perché sono molto intelligenti, assolutamente prive di ipocrisia. In una società dove il garantismo indiscriminato sta beffando le persone oneste ribaltando gli elementari valori etici (ho detto ’etici’, non ’cristiani’)giustificando e quasi scusando i più (anche recidivi) spietati criminali, spendere parole di pietà in difesa delle vittime sta diventando trasgressione e quindi vista con sospetto. La gente si è assuefatta alla NON PUNIZIONE dei criminali e, non avendo capacità critica, quella capacità che tu, al contrario, hai mostrato con il tuo pensiero, crede che ’vada bene così’. Non solo, ma questo porta proprio all’aumento, per lo stesso motivo, di efferati atti criminali. Non c’è educazione, dove non c’è punizione. Un caro saluto, Stefania
Strage di Erba e pena di morte
6 febbraio 2007

Cara Sig.ra Sonia.Prima di tutto, io non me la prendo con la Sig.ra Stefania!Ho scritto da cane(e ci risiamo con le bestie...sorry) se ho dato da pensare questo. Trovo Gli interventi della Sig.ra Tiezzi sempre venati da una passione sincera a cui non si è più abituati. Anzi, tra le righe di ciò che ho scritto, pensavo di aver mimetizzato il mio timido e incerto quasi consenso. Non ho il dono della chiarezza. Mi dispiace. Saluti, Sig. carlo
    Strage di Erba e pena di morte
    14 aprile 2007, di : Ellend

    Mi trovo a passare di qui e non posso fare a meno di scrivere una cosa che mi è venuta in mente leggendo l’articolo ma forse ancora di più le risposte

    Io non sono per la pena di morte

    credo che se mi sgozzassero un figlio vorrei ucciderli con le mie mani

    è normale ed è umano avere voglia di vendicarsi

    credo anche però, ed è questo l’aspetto che vorrei sottolineare, che il compito dello Stato e della Giustizia sia di mediare tra la normale e comprensibile voglia di vendetta e l’esigenza di far rispettare delle norme e, dove e quando possibile, garantire un reinserimento nella società

    Altrimenti tanto vale provvedere da soli e non inventare codici, tribunali, giudici e avvocati

    Vi lascio quindi con una domanda iniziale:

    La rabbia che si prova dinanzi a certi avvenimenti è normale ma rende la vendetta automaticamente giusta?

    Non si possono difendere più le vittime perchè, e ti assicuro che non credo di essere una persona menefreghista, purtroppo per loro non c’è niente da fare, nessuna vita da difendere più

    ma lasciarne morire altre due, di vite, quale reale forma di giustizia renderebbe possibile?

    Io e te ci conosciamo (hai presente un certo master in Consulenza filosofica e una certa napoletana riccia..?..si, sono io) e trovo interessante avviare con te questo tipo di discussione perchè sono certa che non mancheranno argomenti di riflessione che possano arricchirci entrambe

    Intanto ti auguro buona serata

    (piacevole ritrovarti qui)

    Eleonora

Strage di Erba e pena di morte
7 febbraio 2008, di : franz61

Gentile Sig.ra Tiezzi, sono pienamete d’accordo con lei. E trovo addirittura inutile, oltrchè offensivo per le nostre coscienze, che si apre una discussione su ciò che potrebbe capitare a quei due squallidi figuri, assurti, come va di moda oggi per i criminali assassini, agli onori (sob!) delle cronache televisive e chiamati affettuosamete col loro nome di battesimo. Essi non possono avere un nome: non sono uomini e nemmeno bestie: sono il nulla, e al nulla dovrebbero tornare. Dunque, non sprechiamo parole per ciò che non è e non ha dignità di essere. Cancellarli dal nostro mondo, oltre che dai nostri cuori e dalle nostre menti, sarebbe l’unica cosa sensata da fare.
Strage di Erba e pena di morte
23 marzo 2008, di : Skaccia

Per "certi" assassini nessuna pietà. Perchè la società deve mantenere in vita queste persone. 2,00 euro di pallottola è la spesa sufficiente.
    Strage di Erba e pena di morte
    25 novembre 2008, di : Ettore

    Esistono dei "delitti" per i quali non reputo necessario neanche il processo....quando c è la flagranza o la certezza del reato e la crudeltà è assolutamente inaccettabile, il senso della civiltà non è rappresentato dalla filosofia "nessuno tocchi caino"....al contrario, credo che l’assurdità dei 3 gradi di giudizio sia per le vittime che per i propri cari una sorta di ulteriore tormento non accettabile in una società civile.Le arringhe degli avvocati difensori,spesso arrivisti senza scrupoli in cerca di pubblicità,sono un ulteriore simbolo di civiltà "incivile". Tanto più che non esiste certezza di pena: tra perizie psichiatriche indulti e buona condotta (???!!!),difficilmente i carnefici sconteranno la pena. In questo contesto non condivido non capisco e comunque non apprezzo il "perdonismo" di alcuni parenti che hanno avuto i propri figli o comunque i propri cari massacrati da assassini senza scrupoli. Sono per il NON perdono. Pena di morte per i demoni di Erba. Ettore