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Dell’Italia votante

"Nell’Italia in bilico tra due opposte morali, non si prenda come capro il governatore, ma si faccia, piuttosto, espiare la propria ignoranza."

di stefania tiezzi - mercoledì 19 aprile 2006 - 10056 letture

"Quale il padrone, tale è anche il servo"

Petronio

Forse Oliver Sacks, brillante neurologo nonché strepitoso narratore di storie cliniche, collocandolo tra i pazienti ‘tourettici’* ne avrebbe scritto una storia amorevole e intensa e magari Mario Tobino ci avrebbe imbastito un romanzo.

Mi sarebbe stato più simpatico, come tutto il carosello di malati che il professore americano ci ha presentato, come tutti i pazienti surreali raccontati da Mario Tobino.

Io non ce l’ho con Silvio Berlusconi, come non ce l’avrei con nessuno affetto da frenesia d’identità. Ciò non significa che trascorrerei una giornata in compagnia di un tale individuo, tantomeno favorirei la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio. Se le ultime elezioni hanno presentato un’Italia nettamente dimidiata, il fenomeno, ancor prima che politico, mi pare sociologico.

I risultati elettorali hanno riproposto l’antica spaccatura dell’Italia fra alfabetizzati e non, altrimenti difficile da individuare in quest’epoca che globalizza anche l’ignoranza, dove anche l’asino che studia al CEPU si becca una laurea in fretta e furia pagandola milioni, aiutato dalle dispensine degli esami in pillole della famigerata ‘3+2’ di morattiana, si spera, memoria (essendo la memoria madre del ricordo e quest’ultimo testimone del PASSATO.); l’Italia della legalità contro quella piccolo-borghese e mafiosa dell’interesse personale.

Sarebbe, pertanto, opportuno, anziché accanirsi contro il premier uscente (?), muovere una critica a codesta metà dell’Italia che si sente rappresentata da una personalità pluripatologica (tendenza ad un dispettoso senso dell’umorismo, comportamento buffonesco e stravagante, alterazione della realtà, comportamenti compulsivi, mania di persecuzione). Più del votato, preoccupa che l’ideal-tipo del ‘Berlusconi votante’ sia chi ha anteposto ai valori del rispetto della legge il più comodo condono, o la seconda casa al mare al risanamento dei conti pubblici.

Preoccupa che questo ideal-tipo sia la metà dell’Italia. Se voto un matto, il problema non è il matto ma io che lo voto. Elementare? Non sembrerebbe. La corte di Forza Italia, con la sua critica al fondamentalismo, ha come suo ‘dominus’ il più irriducibile dei fondamentalisti.

Il fondamentalismo, una visione malata in cui non vengono prese sul serio le opinioni degli altri secondo l’imperativo che quello che vale per me vale per tutti quanti è, come appare ovvio, una pratica altamente illiberale. Tuttavia Silvio Berlusconi ‘abita’ nella Casa delle Libertà, quella libertà di vittoria e di governo che nega al vincitore dello schieramento opposto.

E’ tante Italie, Berlusconi: quella prepotente dell’ultrà facinoroso che lancia il fumogeno negando l’evidenza di un 4 a 3, quella piccina che ti passa avanti in fila allo sportello, quella furbona che ti tiene 8 ore in ufficio col contratto a progetto (quando non sei al nero...), quella ipocrita tutta moglie e ‘Santo subito’ che tocca il culo alla segretaria.

L’Italia dabbene delle promesse abortite ha scelto specularmente il suo governatore, e nella nostra schizofrenia esistenziale bastoniamo l’eletto anziché l’elettore, abbagliati dall’errore madornale di scambiare l’effetto (Berlusconi, appunto) per la causa.

A chi è assuefatto alla miseria umana di coloro che hanno come unico capitale il proprio vissuto da vendere in TV, passa inosservato il sentir definire l’Italia un’Azienda, così come parlerebbe della Standa o della COOP. Della pochezza intellettuale del popolo italiana, primo in classifica fra i peggiori lettori, ultimo fra i compratori di libri, non ci si poteva che aspettare un consenso unanime alle stramberie lessicali del loro beniamino. Al contrario, che lo si ami o lo si odi, dobbiamo riconoscere a Romano Prodi la cura con la quale si riferisce al nostro Paese, come comunità di cittadini, riprendendo il significato aristotelico di politica come scienza del bene della città non distinto dall’etica, scienza del bene dell’individuo. Un idealista, senza dubbio.

Ma il ‘Berlusconi votante’ che ne sa della ’pòlis’ se è convinto di abitare all’Esselunga?

Il tema del lavoro è quello su cui il premier ha fatto più leva per rastrellare il maggior numero di elettori fra quelli rincitrulliti da una propaganda elettorale orrendamente kitsch, che già da gennaio appestava muri, cavalcavia, sottopassaggi, vespasiani e chiese, non risparmiando neppure l’etere: il suo dirigibile giallo, più simile ad una cyber-supposta, ha attraversato i cieli di molte città.

E sciorinandoci cifre, statistiche e primati iperbolici, ha annunciato al mondo l’incredibile aumento di posti di lavoro dei quali, da buon Cavaliere qual è, sarebbe stato il creatore. Numeri e statistiche ai quali i nostri votanti hanno creduto ciecamente.

Ancora l’ignoranza, e spiego il perché. La riforma Biagi, un monumento alla spazzatura legislativa di cui l’Italia è portabandiera, che ha arretrato il diritto del lavoro a sessant’anni fa, è conosciuta da pochi. I molti che la ignorano sono coloro che firmano i contratti a progetto, una truffaldina forma contrattuale che esclude qualunque rapporto di subordinazione e quindi anche ferie, mutua, tredicesima, diventando, in realtà, un vero e proprio lavoro dipendente che solleva, però, il datore di lavoro da tutti gli obblighi che imporrebbe un tale rapporto e concedendogli, addirittura, un ampio margine di libertà nel recedere dal contratto in caso di malattia del lavoratore. Becco e bastonato, insomma.

Mi piacerebbe sapere, a questo proposito, quanti controlli da parte della Guardia di Finanza e degli Ispettorati del Lavoro vengono fatti nelle aziende per sanzionare i titolari che mascherano da contratto a progetto veri rapporti di lavoro subordinato. In Italia casi del genere sono migliaia.

Quei pochi che applicano effettivamente il contratto a progetto, una volta terminato quest’ultimo (ma quali sono questi progetti??), liquidano il lavoratore senza assumerlo, essendo nella natura di questa tipologia contrattuale liberare dall’obbligo di assunzione. Così accade che verrà reclutato un altro malcapitato e via di questo andazzo che Silvio Berlusconi chiama ‘CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO’.

Dunque, nell’Italia in bilico tra due opposte morali, non si prenda come capro il governatore, ma si faccia, piuttosto, espiare la propria ignoranza.

* persone affette dalla Sindrome di Tourette.


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La mia Italia votante ha quel male...
20 aprile 2006, di : I Ricchi e Poveri


- Oggi sono passato vicino ad un allevamento di bovini..
- allora, credo un grosso vitello (in mezzo ad un gruppo) mi ha parlato:
- MMUUUUHHH!! il tono era sempre quello:
- sprezzante e pericoloso.
- Ma ho capito benissimo il senso e gli ho risposto: bauh ! (sfottendolo)
- penso che ha capito.

- Quindi nulla di nuovo sotto il sole..
- ognuno fa il suo mestiere..
- (anche il sole)

- Qualcuno ha fatto un segno sulle schede di FI..

- nolti vorrebbero negare, ma in realtà
- è un mondo che non finisce mai di
- stupire se stesso.

- Il bove ha fatto sentire non solo la
- voce, ma anche l’autenticità dei
- suoi sentimenti.
- chi non l’ha capito il senso?

- io dico: pochi

(ho visione meno psicoanalitica e più spirituale!.. sbaglio, o si parla di eleggere la creanza?)

Dell’Italia votante
21 aprile 2006, di : Biuso

Perfettamente d’accordo su Berlusconi con la sua patologia e sugli italiani analfabeti, creduloni e sedicenti furbi.

Una precisazione a proposito della riforma che ha affossato l’Università: la "famigerata ‘3+2’ " non è "di morattiana, si spera, memoria" ma -ahimé- di memoria berlingueriana. Fu voluta, infatti, dal ministro DS Luigi Berlinguer e votata dall’intero centro-sinistra. Anche per questo temo che non ci sarà alcun ripensamento sul disastro al quale tale riforma sta portanto l’istruzione e l’istituzione universitaria.

    Onestà intellettuale del Berlusconi Non Votante
    2 maggio 2006, di : Stefania Tiezzi

    Caro Professor Biuso, La ringrazio per la precisazione:la ’3+2’,voluta, in effetti, da Berlinguer,fu comunque ’confermata’ dalla Moratti. Poiché, a differenza del premier e dei suoi votanti, sono dotata di onestà intellettuale, riconosco l’errore e di nuovo La ringrazio.

    Stefania Tiezzi

    Onestà intellettuale del Berlusconi Non Votante
    2 maggio 2006, di : Stefania Tiezzi

    Caro Professor Biuso, La ringrazio per la precisazione:la ’3+2’,voluta, in effetti, da Berlinguer,fu comunque ’confermata’ dalla Moratti. Poiché, a differenza del premier e dei suoi votanti, sono dotata di onestà intellettuale, riconosco l’errore e di nuovo La ringrazio.

    Stefania Tiezzi

ma come si permette ?
21 aprile 2006

ma lei come si permette ??? Si ricordi che la parte piu produttiva, avanzata, laboriosa dell’Italia ossia il Nord Italia (Lombardia-Piemonte-Veneto_Friuli )non ha certo votato per la sinistra e, forse turandosi il naso ha votato Berlusconi. Si ricordi che l’Italia senza questo fantomatico Nord sarebbe solo il Nord dell’Africa ( ah...e le specifico che non sono e non ho votato Lega ) Per cui : ma mi faccia il piacere vah !!!!!!!!! Il signor Biuso poi supporta le suo ridicole tesi e questo è tutto dire ! Il caro signore è lo stesso che dichiara gli USA uno stato canaglia ! ahahahahha La vera stupidaggine e ignoranza nel 2000 non è votare a destra a sinistra ma vedere nelle liste elettorali dei partiti che sfoggiano la falce ed il martello, questo si fa pena !
dell’Italia pagante
21 aprile 2006

altra cosa : signor Biuso lei se non sbaglio è docente di una università italiana ! si contenga ! e non sputi nel piatto in cui mangia ! e si ricordi che è proprio la parte che lei chiama analfabeta (in realtà la parte piu produttiva e laboriosa d’Italia) che la mantiene. Si contenga !
si parli solo di risorse, dalla salute alla lampadina, ma gli autori sono i poveri ! il comunismo è e deve essere solo come un virus latente (o no?)
22 aprile 2006, di : Lo Stato, di chi era?

Ma lei cosa intende per democrazia?

che si deve avere un palazzo di soldi ciascuno?

Cosa centra che Chopin o Mozart dovevano essere dei capitalisti?

Vuole forse dire che non sapevano suonare perchè si morivano di fame?

Ascolti anche Bellini, e vedra che di byte e/o neuroni ne aveva troppi e per tantissimi gusti..

Comunque il progresso dell’umanità è legato a tutti i genii, nessuno escluso, nessuno di noi può vantarsi di cantarsela e suonarsela bene, alla fine, la noia ci ucciderebbe..

Saluti

Dell’Italia votante
22 aprile 2006

Non la noia, ma il super lavoro di voler fare tutto, ci ucciderebbe uno a uno.

..U purtasti u pane, papa’?

la democrazia
22 aprile 2006

cosa intendo io per democrazia ? No, non intendo che ognuno debba avere un palazzo di soldi, intendo che io, operaio, povero, con famiglia, abitante del profondo Nord, con mutuo per la casa etc... etc... non ho voglia di pagare tasse su tasse e dopo 10 ore di lavoro al giorno compreso il sabato e a volte la domenica non voglio arrivarev a casa ed ascoltare al telegiornale che i lavoratori statali vanno in pensione molti anni prima di me ( e io pago ), che gli impiegati comunali sono pieni di privilegi( e io pago), che i professori lavorano 4 (dico quattro) ore al giorno e con una paga di 1500 euro/mese si sentono sottopagati, non voglio sentire che molta gente vive di clientele, non voglio sentire che se un impiegato statale si rompe un lembo di unghia va in mutua per tre settimane, questo io non lo tollero ! Vogliamo continuare ? Non voglio che i clandestini gironzolino per le strade del mio paese a borseggiare la gente, non voglio che quattro ragazzini dei centri-sociali devastino una strada di Milano (e io pago ! ), non voglio che il mio lavorare comunque ed in silenzio senza occuparmi troppo di politica sia scambiata per ignoranza, perchè, scusatemi, ma io sgobbo per dare un futuro alla mia famiglia, non per questi mantenuti !
Dell’Italia votante
22 aprile 2006

Allora se ha questi grossi problemi, non divida l’umanità con linee geografiche.. Può essere che lei potrebbe essere più protetto al nord..però..

Si ricordi della storia del minotauro, e di quell’isola costretta a dare in pasto delle giovinette in continuo.

alla fine, non sarà detto che meno sarete, meglio ve la passerete.

Io so che la forza lavoro al sud c’è ed è enorme, onesta, e leggittima (omogeneità culturale, religiosa, storica ecc).

E’ sempre stato così.........

Ma adesso la fantasia vorrebbe ora di non dare più da mangiare all’asino, anzi, dargli da mangiare a metà.

Il sud è veramente pieno di asini, in senso di faticatori.

Il padrone invece non vuol sentire ragioni.

I governi, non conoscono il problema. Vi sono anche tanti sistemi ingiusti nel nostro Paese.

Ma ciò non vuol dire che il televisore si aggiusta a martellate.

La mia versione è che di dolore altrui non si vive.

Lo Stato costruisca delle fabbriche clone al sud (per consentirne un pò di autarchia), e consenta poi la divisione.. (è una cosa antieconomica, uno spreco delle vere risorse! vedi USA !)

Ma secondo lei lo Stato ha questo animo da padre di famiglia?

Allora, non centra nulla il sud o il nord.

Secondo me qualcuno si è approfittato della forma allungatissima della nazione, e ora vuole fare il salto di qualità

Tutto questo nel quadro più edonistico ed immorale.

Quì al sud siamo un branco di ingenui, obbedienti e fiduciosi non c’è nessuno che ci protegge nei governi.

Noi al governo non ci siamo mai stati !

Il sud ha fornito soldati per le guerre, operai per i lavori più micidiali. Il sud ha perso da tempo il ruolo di risorsa intellettuale, e questo è un grave delitto per gli uomini col cervello adatto che vi hanno risieduto.

Il sud, ha perso tali punte, programmate per realizzare cose mirabili, che puntualmente si sono fatte al nord

(oppure, pensa che il sud da solo non ce l’abrebbe fatta? si sarebbe estinto?)

Cordiali saluti

dell’Italia unita
22 aprile 2006

io credo in un’Italia unita, ho stima per tutti i LAVORATORI del Sud, del Nord, dell’Est e dell’Ovest. Ma non faccia credere che i problemi del Sud sino da addossare ai governi, perchè come dice un proverbio :<< aiutati che il ciel t’aiuta !>> Il Sud è intriso di un fatalismo che il Nord non concepisce, esula proprio dalla nostra cultura. Quando il terremoto distrusse il Friuli la nostra gente ricostrui’ i paesi con le mani, le unghie, con sudore e grandi sacrifici. Quando il terremoto distrusse l’Irpinia la gente del Sud non fece altro che pretendere l’aiuto dello stato...lo stato ci deve aiutare, lo stato deve.....etc..... risultato ? ancora oggi c’è gente che vive nelle baracche (comunque pagate dallo Stato). Perchè il Sud ha votato quasi tutto per la Sinistra ??? perchè lo stato deve, lo stato deve....deve....deve.....deve. Perchè quando io vado al Sud al mare trovo spiagge bellissime piene di rifiuti ???? perchè lo stato deve, lo stato deve....deve....deve..... Cominciamo a rimboccarci le maniche e a cambiare le piccole cose, perchè lo stato non deve proprio niente, la gente deve ! Cordiali saluti anche a lei.
Dell’Italia votante
22 aprile 2006

Condivido quasi pienamente.

ma, cabalisticamente, si tratta di eventi assolutamente straordinari, quasi inverosimili.

Non è possibile addossare a lei o gente come lei, le nostre disgrazie.

La gente che arrivò in Sicilia, non potà defluire per altri luoghi..

Da tanti secoli è così.. per esempio il mio paese ha un vernacolo "caselese" in tutti i particolari! Ossia molti uomini vennero dal Piemonte, spinti da una ricerca sensata, verso terre meno gelide.. Non sapendo che oltre c’era quasi un oceano. (.....)

Molti altri vennero poi, per dar luogo a molte dominazioni (romani, arabi, francesi, spagnoli, italici). Tale ipotesi, è possibile per il fatto che si tratta di una terra senza vie d’uscita.

la nostra terra è stata nell’occhio del ciclone da sempre. Oggi vediamo i frutti di tale meccanismo.

Nel mondo c’è stata sempre violenza, noi siciliani, siamo il popolo che poteva salvarsi solo ad essere quello più ricco: Una moltitudine di uomini ben armati avrebbe fatto la differenza.

Ma in questa terra la natura è tiranna, niente acqua, territorio quasi desertico (dopo l’impero romano, che lo disboscò completamente)

Gli uomini che si sono susseguiti quà, sono quelli più adatti, per sviluppare le armi della furbizia, del coraggio, del compromesso, oltre le virtù normalmente conosciute.

Non c’è modo di pensare che qualcuno abbia pensato al nord e al sud ai tempi delle guerre del risorgimento. Noi siciliani notoriamente robusti, siamo stati messi a svolgere compiti di sacrificio. In tempo di pace, si è tenuto l’ingranaggio ben oliato, con un servizio militare mastodontico, che se uno non era adatto a quella vita, si sarebbe pentito di esistere.

Nessuno può stabilire con esattezza quanti del nord e quanti del sud furono graziati, ma penso (e mi ricordo), la cosa più ovvia..

Dell’Italia votante
22 aprile 2006

Ciò non toglie che il sud non è "assolto".

Trovo la super-maggio-parte della gente (di qualunque latitudine) degna di quello che vive.

L’unica grave pecca, rimane quindi la stupidità, che è difficilmente perdonabile..

La stupidità è per me quella qualità che non cambierà mai nulla nel mondo. Il modo per vivere qualunque pensiero e sentimento in modo superficiale, banale e sopratutto prevaricativo dei pochi "normali".

Solo il pensiero libero può renderci liberi.

Auguri

www.sindromeditourette.it
12 maggio 2006 |||||| Sito Web: Sindrome di Tourette

Il sito ha l’ unico scopo di fare incontrare persone che vivono direttamente o indirettamente con le manifestazioni e le problematiche della Sindrome di Tourette, di tutte la forme di tic e di altri disturbi correlati (deficit attentivo, compulsività, panico, eccetera).