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Riflessioni in dormiveglia/4

Un tizio presuntuoso e arrogante sale su un bus fermo al capolinea in attesa della partenza e, rivolto all’autista, che se ne sta tranquillo al suo posto, fa: ’A che ora parte questo cesso?’

di Giuseppe Tramontana - martedì 20 settembre 2011 - 3104 letture

Vivere - “Vivere, durare non è niente; realizzare è tutto.” scrive Gabriel Chevallier (La paura, Adelphi). Non mi pare che questo sia l’imperativo del governo Berlusconi.

Insaziabili – "Tria sunt insaturabilia, et quartum quod nunquam dicit: sufficit! Infernus et os vulvae et terra… ignis vero nunquam dicit: sufficit!" (Tre sono le cose insaziabili e una quarta che non dice mai: basta! L’Inferno, la bocca della vulva e la terra… in verità il fuoco non dice mai: basta!” E’ la Bibbia (Proverbi, XXX). Nel passo, tra le cose insaziabili c’è la vulva. Avere la pretesa di sfamarle tutte – come disse in tv la Began, la cosiddetta ape regina (un tempo si chiamava maitresse) – è non conoscere né i propri limiti né, in generale, quelli umani. E nemmeno la Bibbia.

Servizio - Casini, il leader dell’UDC, riferendosi a Berlusconi, ha detto che ormai è a mezzo servizio. Servizietto, direi.

Belpaese - Un tizio presuntuoso e arrogante sale su un bus fermo al capolinea in attesa della partenza e, rivolto all’autista, che se ne sta tranquillo al suo posto, fa: ’A che ora parte questo cesso?’ ’Quando si riempie di stronzi!’ risponde prontamente l’autista. Questa barzelletta alquanto usurata mi è venuta in mente quando ho letto quell’intercettazione telefonica in cui il nostro Presidente del Consiglio (e ce ne vuole di fegato e stomaco a chiamarlo ancora così) definisce l’ Italia - cioè noi tutti - un "paese di merda". C’è da crederci. Dopo quasi vent’anni di berlusconismo, in effetti, è stato modellato a sua immagine e somiglianza.

Danneggiamenti - La Gelmini, per difendere il suo mentore Berlusconi dall’accusa di aver trasformato il Parlamento in un porcile, non ha trovato di meglio che dire che, in questo modo (rendendo pubbliche le porcate e chiedendone l’allontanamento da ogni incarico, fosse pure di postino), "si fa un favore a chi vuol danneggiare il paese". Questo mi ricorda quel tale che non volle lasciare la moglie che lo tradiva per non provocare uno scandalo. Tutti però sapevano già del tradimento e lui da marito ingannato divenne cornuto consenziente. Cosa lo danneggiò di più?

Programmi – “Art. 1 – Finalità - Il Movimento politico denominato ‘Lega Nord per l’Indipendenza della Padania’ (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord - Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.” Questo – per chi non ne fosse a conoscenza – è l’articolo 1 dello Statuto della Lega Nord. E’ rintracciabile su internet, senza problemi. Leggetelo attentamente: si parla, sì, di federalismo, ma delle regioni del Nord tra di loro. La Padania – nei loro obiettivi – deve essere indipendente. Ricordate cosa era riportato nel Mein Kampf di Hitler (La Lucciola Editrice) sul trattamento riservato agli ebrei? Era scritto tutto nero su bianco. Ma nessuno lo prese sul serio. Poi…

Palestina – Circa 150 tra deputati e senatori italiani hanno firmato un documento per chiedere all’ONU e ai paesi europei di non riconoscere lo Stato di Palestina. Sono quasi tutti del centro-destra, anche se non manca qualche esponente del PD. Tra tutti, però spiccano i nomi di una ventina di leghisti. Una bella coerenza: secessionisti in casa e unionisti altrove. Ma, magari un motivo ci sarà: avranno spiegato loro che i palestinesi sono arabi e, molti, persino – in contemporanea, che orrore! - musulmani. E, si sa, come sono allergici i leghisti a queste due cose. Ma, secondo voi, gliel’avranno pure spiegato che la lo stato di Palestina non si farà in provincia di Monza?

Ciò che manca – Avendo un figlio di otto anni, ogni tanto è mio dovere accompagnarlo al cinema a vedere qualche film. Questa volta mi è toccato Lanterna Verde, un fumettone in 3D, dai bellissimi effetti speciali, che racconta di un umano buono, Hal Jordan, scelto da un anello verde per salvare l’Universo. Ora, a parte i riferimenti filosofici schopenhaueriani, con l’universo che si man-tiene e so-stiene grazie all’anello della Volontà forgiato dai Guardiani immortali un elemento balza agli occhi: il male. Il male è incarnato da un parassita, Parallax, rappresentato da un tentacolare quanto famelico corpo nebuloso molto somigliante ad una gigantesca piovra. Parallax, elemento giallo a suo tempo imprigionato dai Guardiani nella zona più remota dell’universo, si nutre di paura. E’ un parassita fetente: più l’avversario, la vittima, prova paura (ed è difficile, a dire il vero, non provarne standogli di fronte), più lui cresce e si rafforza fino a fagocitare il malcapitato, risucchiandogli l’essenza (l’anima) e sputacchiandone guscio vuoto del corpo. Questo parassita giallo (il colore della paura) trova il modo di infettare un umano: uno scienziato paraculato (figlio di un senatore, Tim Robbins), mediocre e sfigato di nome Hector Hammond, che grazie a quest’infezione diventerà una sorta di quinta colonna del parassita infettivo sulla terra. Hammond, votatosi al male, si trasformerà in una sorta di Elephant man, con tanto di superpoteri. Ma, al primo fallimento, il padrone-parassita lo liquiderà, strappando anche a lui viscere ed essenza. Mi è piaciuto? Irrilevante. Se non fosse per un parallelismo che mi piace sviluppare. In Italia, è da quasi 18 anni che siamo in mano a un individuo – tentacolare per i molteplici interessi, i discutibili rapporti, gli intrallazzi, gli scandali – che si è costantemente nutrito della paura (dei comunisti, degli immigrati) indotta negli italiani, fagocitandone consensi e anime. Oggi, che è praticamente bollito, cosa fa? Mette un sembiante – segretario paravento e, chissà, Presidente del Consiglio a babbo morto - da poter invadere, possedere e manipolare: Angiolino Alfano. Costui, tra l’altro, a parte somigliare anche fisicamente allo Hammond post- trasformazioni, come lo scienziato del film è figlio di un politico, manca di qualsiasi appeal, è goffo, alquanto mediocre e abbastanza vendicativo. Unico pregio (almeno l’unico che piaccia a Parallax): come tutti gli altri della corte, è di un servile al limite dell’imbarazzo. Tutto sembra coincidere. Tranne in un punto: in Italia, a tutt’oggi, manca il giustiziere, colui che può far fuori Parallax. Checché ne dicano Bersani, Di Pietro o Vendola, oggi un Hal Jordan non c’è.

Esportare - La crisi attanaglia l’Occidente? Le Borse crollano? Le fabbriche chiudono e i disoccupati aumentano? La gente non sa come sbarcare il lunario? Crescono le proteste e l’indignazione? Aumentiamo le esportazioni! Di cosa? Di democrazia, ovvio. In venti anni – con un’accelerata notevole dopo l’11 settembre 2001 - l’abbiamo esportata in Somalia, due volte in Iraq, in Afghanistan, in Jugoslavia, in Kosovo e, oggi, in Libia. Senza contare i precedenti di Grenada, del Nicaragua, e, in maniera più velata (o clandestina) mediante i pony-express della CIA, in Cile, Argentina, Salvador, Honduras, Angola, Sudafrica, Brasile, Uruguay, Grecia, Turchia, Indonesia, Filippine. “Perché mai gli Stati europei avrebbero la pretesa di diffondere civiltà e buone maniere nei più remoti angoli della terra? Perché non in Europa?” dice Joseph Roth (Ebrei erranti, Adelphi). D’accordo che esportare fa bene, ma perché non tenersene un po’, di democrazia, magari per educare i Breivik, i Borghezio, i Le Pen, le Forze Nuove, i Fronti Nazionali, i White Power e tutti i nazisti, fascisti e razzisti che pullulano in Europa e Stati Uniti?

Perfezione – Senza intenzione di offendere l’Altissimo, mi chiedo: “Se Dio è così perfetto come dicono, perché al posto di Borghezio, magari con la stessa quantità di carne e grasso, non ha creato una mucca? Almeno sarebbe stata commestibile…”

Professioni - In una prova scritta di storia, un mio studente, ha scritto che Alfred Dreyfus “di professione era ebreo.” Bellissimo. Errato, ma bellissimo: potrebbe essere il titolo di un libro di facezie e strafalcioni studenteschi, come ne proliferavano negli anni 80-90. Come si sa, Alfred Dreyfus era capitano d’artiglieria dell’esercito francese. Ma non è questo ciò che importa. Il mio studente, sbagliando, ha svelato una grande verità: per molti la religione è una professione vera e propria. Pensate ai Testimoni di Geova che suonano i nostri campanelli la domenica mattina o a Comunione e Liberazione, con le sue associazioni, gli alberghi, le cliniche, gli ospedali, persino un’Università e la Regione Lombardia… Come faccio, adesso, a segnarglielo come errore, nel compito?

Espressioni – Non mi ricordo più dove ho letto l’espressione “cervelli belanti”. In un’ordinanza ministeriale sulla programmazione scolastica, può essere?

Un pensiero – Visto che è iniziato il nuovo anno scolastico, vorrei dedicare un pensiero alla signora Mariastella Gelmini, il nostro Ministro della Pubblica (D)Istruzione: “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.” (Socrate, in Platone, Apologia di Socrate, Bompiani).

Future professioni – Un’amica, in Commissione durante i test per l’ammissione al corso di Professioni Sanitarie dell’Università di Padova, mi ha raccontato con l’orrore dipinto negli occhi che sono stati costretti a valutare ragazzi diplomati incapaci di interpretare e riassumere un testo giornalistico, lungo una quindicina di righe, di un facilità estrema, candidati che ignorano chi fosse Mazzini e che collocano la nascita di Napoleone nel ‘500. Uno ha persino sbagliato a scrivere il proprio cognome. Ho pensato che questi sono i frutti della vulgata che vuol far credere ai ragazzi che la teoria non è importante, mentre la pratica è tutto. La bibbia dei praticoni, insomma. A che serve studiare quando poi le cose, nella pratica, si imparano ugualmente e spesso si scopre che c’è una bella differenza tra le due (con prevalenza della pratica)? E’ come se insegnassimo ai figli maschi a non rispettare le donne, a non apprezzarle, a trattarle coi piedi e, come corollario, li spingessimo a non leggere quei romanzi e libri grazie ai quali si acquisiscono i rudimenti del corteggiamento, si penetra dei meandri inebrianti dell’amore sotto tutte le forme, compresi la sana sessualità e l’erotismo. E’ come se insegnassimo tutto questo squallore e poi ci lamentassimo di avere come figli dei beceri onanisti.

Memoria – Bisogna coltivare la memoria, si dice. Ne convengo. Soprattutto se i fatti da ricordare possono condizionare anche il futuro. E, allora, faccio una proposta, peraltro già avanzata ed apprezzata dai più. Ma prima occorre una breve premessa. Chiunque abbia masticato un po’ di latino e storia romana, si ricorderà di Marco Porcio Catone, detto il Censore. Era costui un senatore romano, allarmato dalla potenza di Cartagine, della quale non esitava a chiederne la distruzione. Così, al termine di qualsiasi discorso in Senato (proprio qualsiasi: sulle fogne, gli acquedotti o i filosofi greci – che odiava, peraltro) pronunciava la seguente l’esortazione: “Ceterem censeo Carthaginem esse delendam” (“Inoltre reputo che Cartagine debba essere distrutta”). Quella frase (diventata famosa con la formula breve “Delenda Carthago"), divenne l’esplicitazione di una strategia: liberarsi di Cartagine per poter sopravvivere! Bene, oggi, l’Italia di chi si deve liberare per sopravvivere? Esatto, ci avete azzeccato. Ecco perché propongo che tutti coloro che ricoprono un incarico politico – a qualsiasi livello, dalla circoscrizione di quartiere al Parlamento di Strasburgo – terminino ogni discorso (di qualsiasi genere o natura) con la frase: “Inoltre, poiché Berlusconi è un piduista, sguazza nel conflitto di interessi e grufola tra le escort, non può essere né Presidente del Consiglio a Roma né bidello a Lampedusa.” Magari sventolando, nel frattempo, la copia di un fac-simile della sua tessera di iscrizione alla P2 nr. 1816.

Coincidenze - Voi credete alle coincidenze? O meglio, secondo voi, esistono? Io, da parte mia, non saprei. Certo che ne ho scovato una (e forse due) curiose. Il 26 gennaio 1978 viene ucciso, a Corleone, in Via Cammarata, il vicepretore onorario di Prizzi (PA) Ugo Triolo. Triolo è un avvocato, un uomo perbene, che fuma e ama portare a spasso il cane, Bull. Il suo omicidio rimane ancora avvolto nel mistero. L’indomani, il primo a scriverne, sul Giornale di Sicilia, è Mario Francese, il giornalista di razza che verrà ucciso giusto un anno dopo: il 26 gennaio 1979 (prima coincidenza). Ma la vera coincidenza e un’altra: sapete cosa faceva in quel momento – il 26 gennaio 1978 – il Cavalier Berlusconi? No, non quello che pensate: ritirava la tessera della P2 nr. 1816. Quando si dice il caso…

Successi – Dopo la riflessione della volta precedente sul monumento all’Evasore di Arzignano, mi sono arrivate molte mail di approvazione (bontà loro!) e qualche utile indicazione, che mi appresto a riportare. Sulla scia di quanto accaduto nell’amena località vicentina, si segnalano l’erezione di un monumento all’Eroico Estortore a Casal di Principe (CE), una statua al Grande Mafioso a Bagheria (PA), l’apertura di una mostra palermitana dal titolo “Mistica, fenomenologia ed esaltazione egotistica attraverso il pizzino. Dai Beati Paoli a Matteo Messina Denaro.” e di una creazione dolciaria (una torta, mi informano, ma di formato gigantesco), realizzata a Platì (RC) e dedicata al Sommo ‘Ndranghetista Incaprettatore. Insomma, tutta roba buona per il revisionismo storico e le rivendicazioni politiche di Micciché e Lombardo.

Sviste – “Italia: allarme escort.” ho letto su un giornale on line. Lì per lì sono stato contento del fatto che finalmente qualcuno si preoccupasse di queste povere ragazze – spesso belle, fascinose, trendy e patinate – costrette a concedersi anima e corpo (più corpo che anima), per il modico ammontare degli stipendi annuali di metà degli operai di Mirafiori, a qualche vecchio bavoso rifatto e asfaltato, magari con l’uzzolo di farneticare di essere il Presidente del Consiglio. Povere ragazze, mi sono detto, è giusto aiutarle. Poi ho riletto attentamente quel titolo: “Italia: allarme export.” Ah, export. Non escort. Una svista. A volte, basta cambiare una consonante e viene fuori un disastro. Un po’ come quando confondi ministro con sinistro.


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