Riflessioni in dormiveglia/5

di Giuseppe Tramontana - mercoledì 28 settembre 2011 - 3460 letture

Fiducia - “Bisogna avere fiducia nell’Italia”, “L’Italia ce la farà senz’altro”, “L’Italia da’ il meglio di sé nei momenti difficili” e così via. Queste considerazioni – tra l’impotenza speranzosa e l’inerzia ottimistica – si sentono sempre più spesso. La crisi attanaglia e in qualche modo bisogna farsi coraggio. Di darsi da fare, magari cacciando un governo fallimentare, non se ne parla, ma a sperare non ci si rimette nulla. Insomma, siamo un popolo di inguaribili fatalisti. E, così, un po’ per esorcizzare, un po’ per tirare avanti e tanto perché non sappiamo fare altro, rispolveriamo la ripresa industriale del dopoguerra, il miracolo economico, l’Italia settima o quinta potenza dell’era Craxi, il made in Italy, il genio italico, Fermi, Volta, la Vespa, Meucci, la Ferrari, l’Italia di Spagna ’82, Leonardo e Michelangelo. Accostando persino Valentino Rossi a Dante, Galileo a Roberto Baggio. Ora, mi viene una riflessione abbastanza banale: il fatto che in passato ce la siamo cavata, non significa di per sé che così debba andare in futuro. Non possiamo ipotecare il futuro, come direbbe David Hume. Infatti, fateci caso, le stesse cose che oggi si dicono dell’Italia periodicamente si ripetono per il Torino, la squadra di calcio, un tempo Grande e oggi squadretta. Quando milita in serie A e lotta per non retrocedere, i commentatori sportivi tirano fuori puntualmente la passata grandezza, gli scudetti conquistati, Valentino Mazzola e così via, concludendo immancabilmente che “il Toro ha una grande tradizione, una grande storia e un grande cuore e quindi (!?) ce la farà sicuramente a salvarsi!” Oggi, il Toro è in serie B. Da quattro anni.

Perché non parli? – Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna non si è ancora pronunciato a proposito degli scandali sessuali di Berlusconi. Non tanto per Berlusconi, ma per l’immagine che tali fatti restituiscono delle ragazze che a lui si vendevano. Un ministro per la Pari Opportunità dovrebbe intervenire per stigmatizzare quei comportamenti che rischiano di diventare modelli di ispirazione collettiva. E invece niente, nemmeno una parola. I giornali si chiedono il perché di cotanto assordante silenzio. Ma lei continua a tacere. La cosa, in verità, a me, non sembra così strana. Anzi, mi appare persino consequenziale. Se tace, lo fa evidentemente perché è d’accordo. In fondo, in un certo senso, non si tratta che dell’attuazione delle pari opportunità: che le altre abbiano le stesse opportunità che a suo tempo ebbe lei!

Destino – “Il destino è ingarbugliato come un bazar arabo.” Scrive Ernesto Sabato (Sopra eroi e tombe, Einaudi). Non fatelo sapere ai leghisti. Non vorrei che dopo le crociate contro le moschee, il chador e il kebab ne intraprendessero una contro il destino…

Classici – Parlando del Leopardi degli esordi e dei suoi studi giovanili, Silvio Trentin, in un libriccino molto denso e appassionato, tradotto in italiano dal francese solo nel 2003, dopo più di sessant’anni dalla sua uscita, (Giacomo Leopardi. Un poeta che ci permetterà di ritrovare l’Italia, CLEUP) cita Francesco De Sanctis il quale, nella Storia della letteratura italiana, faceva notare come, all’epoca, fosse abbastanza normale per i ragazzi possedere determinate conoscenze generali dei classici. La peculiarità leopardiana sta nella “febbre di letture”, nella “pazienza” e “diligenza nello sforzo di capire i classici.” “E’ al cospetto dei classici – sostiene Trentin – che quell’intelligenza e quella vocazione furono spinte impercettibilmente ad acuirsi e a diventare coscienti.” Mi ha colpito la delicatezza di quell’ “impercettibilmente”. Ai tempi di Leopardi, lo studio dei classici stimolava i giovani a riflettere, ad essere coscienti dei propri tempi, della propria storia, a coltivare sogni e speranze, a rianimarli e farli palpitare. E lo faceva, appunto, impercettibilmente, senza clamori, con discrezione e persino pudore. Come l’acqua che, goccia dopo goccia, modella il basalto. E oggi? Il posto dei classici è stato preso dalle urla in tv, dalle liti nei talk show, dal pettegolezzo, dalle ragazze (e non solo) svestite che ammiccano e ballano sui palcoscenici delle varie trasmissioni, dalla volgarità e dal disprezzo esibito e condiviso per la cultura. I risultati non possono essere che l’ignoranza diffusa e l’abbandono di qualsiasi pretesa di capire e modificare il mondo. Lustri gusci vuoti che dicono sempre di sì. Magari sculettando. Io, da malpensante, credo che a qualcuno faccia comodo tutto questo. E, affinché nessuno se la possa cavare, anche il latino sta scomparendo dalle scuole.

Studi - Sempre a proposito di Leopardi, una mia brava collega di italiano mi ha confessato, con un certo sconcerto nella voce, che uno dei passi più difficili da far capire ai ragazzi è una strofa di A Silvia: questa: “Io gli studi leggiadri…” Leggiadri. Sanno cosa significa. Ma non riescono proprio a capire come si possa definire leggiadra qualcosa che, oltre a non indossare minigonne e canottiere attillate, non sculetta per strada, non beve spritz e non si fa martellare le orecchie dalla musica tecno.

Anniversario – 22 settembre 2010: la Camera dei deputati nega l’autorizzazione per l’uso delle intercettazioni telefoniche di Cosentino. 22 settembre 2011: la Camera dei deputati non concede l’autorizzazione a procedere contro Milanese. Un Cosentino e un Milanese: così abbiamo festeggiato il 150°. Senza dimenticare i briganti…. Siamo magnanimi, noi.

Autocontrollo – Berlusconi, in un’intercettazione, dice testualmente: “Ne avevo undici fuori dalla porta, me ne sono fatte otto.” Causa gli infortuni di Ibrahimovic e Robinho, e il rispetto per Pato, suo genero, in pratica non ha utilizzato punte.

Onestà - “L’onestà è la migliore politica.” dice Miguel de Cervantes nel Don Chisciotte (Einaudi). E questo dice tutto sull’Italia.

Anacronismo – Leggo tutto d’un fiato un appassionato articolo della professoressa Lorenza Carlassare, costituzionalista di vaglia, sull’art. 54 della Costituzione (La disciplina e l’onore, in Il fatto quotidiano del 22.9.2011). La studiosa si sofferma ad analizzare la portata e l’implicazione di questo particolare articolo della nostra Carta. Nello specifico, il secondo comma, quello che fa riferimento al fatto che i “cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Ora, la Carlassare analizza tutto molto bene e molto approfonditamente. Spiega la radice del termine ‘affidare’ cioè ‘mettere nelle mani di qualcuno di cui ci si fida’ e si dilunga sulla funzione del giuramento. Tutto molto bello e condivisibile. Ma, poi, il giorno dopo, 23 settembre, Marco Milanese viene salvato. Sui giornali compare una foto emblematica: un Berlusconi incatramato e sorridente circondato da un nugolo belanti deputati – uomini e donne – felici di avere dimostrato di saper ancora meritare il titolo di servi. Allora, il dubbio ti viene: qui, dov’è l’onore? Mi è tornata alla memoria una frase di Stendhal, secondo il quale c’è un “pregiudizio piuttosto ridicolo che al tempo di Madame de Sévigné era chiamato onore e che consiste soprattutto nel sacrificare la vita al servizio del padrone di cui si è nati sudditi.” (La badessa di Castro, Einaudi). L’operetta di Stendhal venne pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1839. La Costituzione è entrata in vigore nel 1948. Quale delle due rispecchia maggiormente la realtà italiana attuale? A mio avviso, non ci sono dubbi: La badessa. E questo potrebbe essere uno dei paradigmi per verificare di quanti anni Berlusconi abbia riportato indietro l’Italia: esattamente 172.

Sultanato – In un’intercettazione telefonica Berlusconi dice di invitare ai suoi festini anche Carlo Rossella e Fabrizio del Noce, rispettivamente Presidente di Medusa e Presidente della Rai, perché questi “sono personaggi importanti e possono far lavorare chi vogliono.” In questo modo, le ragazze partecipanti sarebbero state convinte più facilmente a rendere prestazioni equivoche. Prestazioni in cambio di eventuali partecipazioni a film, fiction, spot e via dicendo. E Rossella e Del Noce, con la loro presenza, a garantire la possibile realizzazione delle loro aspirazioni. Uno specchietto per le allodole, insomma. Ora, del dandy Rossella sappiamo. Ma Del Noce chi è? Ve lo ricordate? E’ quel tipetto insignificante, ex inviato del tg1, dall’aria vagamente effeminata, scapolo incallito, un po’ impacciato nell’eloquio, quello che baciò sulla bocca Fiorello durante una sua trasmissione del sabato sera. Ecco, avete capito? Nessun stupore, per carità: come in qualsiasi sultanato, è normale che ci sia un eunuco.

Applausi – “Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo. Alla costruzione del tunnel (sic!, nda) tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.” Questo è il comunicato con cui il nostro Ministro della Pubblica (D)Istruzione, Mariastella Gelmini, plaude all’esperimento che ha dimostrato che i neutrini sono più veloci della luce, rivendicando il ruolo del governo italiano (45 milioni di euro) per la costruzione del tunnel tra il Gran Sasso e Ginevra. Avete letto bene: la Gelmini – come abbiamo evidenziato nella sottolineatura – è convinta che il tunnel esista davvero, che sia magari di acciaio e cemento. Sapete che bello, per i terremotati aquilani, raggiungere la Svizzera più velocemente della luce e sfuggire alla prossima visita di Berlusconi, Letta, Bonaiuti e Verdini! Ma, torniamo alla Gelmini, povera ragazza. “Dio si conosce meglio nell’ignoranza” diceva S. Agostino (De ordine, Bompiani). E qui siamo sulla buona strada. Non a caso uno degli epiteti più frequenti che le sono rivolti è appunto “beata ignoranza”. In qualsiasi altro paese, dopo un’uscita come questa, che, oltre all’ignoranza crassa, denota pressappochismo e sciatteria (come li hanno spesi allora i 45 milioni di euro?, ad esempio), il ministro si sarebbe dimesso di corsa. In un altro paese. In un altro mondo. In Italia non solo è impensabile una cosa del genere, ma, nonostante i sarcasmi di giornalisti e navigatori della rete, persino il messaggio è rimasto esposto al pubblico ludibrio nel sito del MIUR. Ma, per eliminarlo, la ministrella avrebbe dovuto accorgersi della minchiata. Però, per accorgersene, un minimo di competenza avrebbe dovuto possederla. E invece no, ovviamente. Aveva ragione Edgar Allan Poe: “l’ignoranza è una benedizione, ma perché la benedizione sia completa occorre che l’ignoranza sia così profonda da non sospettare neppure di se stessa.” (Un capitolo d’idee, in Racconti del mistero e del terrore, Newton Compton).

Velocità – La pubblicazione e il mantenimento del comunicato sui neutrini nel sito del MIUR mi ha fatto tornare in mente un aforisma di Stanislaw Lec (Pensieri proibiti, Newton Compton): “La nostra ignoranza raggiunge mondi sempre più lontani.” E a una velocità sempre più sorprendente!

Riconoscenza – Riccardo Bucci, Mario Frasca e Massimo Di Legge sono i nomi dei tre soldati italiani morti in un incidente stradale ad Herat, in Afghanistan, il 23 settembre scorso. Sono gli ultimi dei 44 militari caduti in quel paese dal 2004. “Prendo parte al dolore delle famiglie dei nostri tre ragazzi deceduti in un incidente in Afghanistan. - ha dichiarato il cavalier Berlusconi - A loro e a tutti i militari impegnati nelle operazioni di pace in quel Paese e in altre parti del mondo va la riconoscenza mia e di tutti gli italiani.” cioè di tutto quella comunità, l’Italia, da lui definita “paese di merda.”

Preoccupazioni – Casualmente mi sono imbattuto in un passo che mi ha tolto il sonno. E’ del grande storico svizzero Jakob Burckhardt: “L’immortale sulla terra è la volgarità.” (Meditazioni sulla storia universale, Sansoni). Oddio, moriremo berlusconiani!!??

Tagli – Su internet sta girando una petizione per chiedere al Governo di rinunciare, così come previsto, all’acquisto di 131 cacciabombardieri d’attacco F35 “Joint Strike Fighter”, costo di circa 20 miliardi di euro (15 per il solo acquisto e altri 5 in parte già spesi per lo sviluppo e le strutture di assemblaggio). La petizione reca il seguente titolo: “Come cittadino ho diritto all’istruzione, al lavoro, alla pensione ed alla sanità… Posso fare a meno di 131 bombardieri F-35 JSF!” A meno che non servano per sparare cazzate sulle missioni di pace all’estero.


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Riflessioni in dormiveglia/5
28 settembre 2011, di : Manuela

Piccolo pensiero in margine alla riflessione sui classici. Mi piace pensare all’influenza d classici come una goccia d’acqua che modella il basalto: se è vero quello che dice Giuseppe Tramontana, il lavoro di chi insegna non è detto che mostri subito i suoi risultati, potrebbe mostrarli dopo tanto tanto tempo:la goccia d’acqua è inesorabile, ma impiega tempi geologici a compiere il suo lavoro. E’ una bella prospettiva, spero che il mio lavoro lasci un seme capace di germogliare. Magari non in tempi geologici!
Riflessioni in dormiveglia/5
12 ottobre 2011, di : Guido

Tramontana mi fa riflettere...tra il silenzio della Carfagna e la prosopopea strafalciona della Gelmini, certamente è da preferire il silenzio...se non altro, il silenzio lascia il dubbio sul suo significato. Se è vero infatti che ’chi tace acconsente’, che corrisponde al detto classico (e qui ritorna l’importanza dei classici) ’qui tacet consentire videtur’, tuttavia non mancano aforismi di segno opposto...ma non stiamo qui a soffermarci su tesi e controtesi dottrinarie...il vero aspetto tragicomico delle esternazioni dell’attuale ministro dell’istruzione è che, dopo averne dette di tutti i colori, se anche ne dicesse una giusta, magari su suggerimento di un qualche collaboratore del Ministero (ce ne sarà qualcuno valido), tutti comincerebbero a cercare la magagna e, magari non trovandola, continuare a cercarla, come quando si guarda una noce da tutti i lati e non ci si convince che può anche darsi che non ci sia il buco !!