RAI: Come prima più di prima

Annunziata non condivide – Diretta da Catania comizio della destra – Gomez condirettore del Fatto e Marmo di QN – Due Pulitzer all’Associated Press

di Adriano Todaro - mercoledì 31 maggio 2023 - 1459 letture

NOMINE RAI. TENGONO TUTTI FAMIGLIA – Il 25 maggio si è riunito il Cda Rai. All’ordine del giorno le nomine per testate Tv, canali Radio, generi, direzioni generali ecc. Insomma, una bella infornata. Come sempre quando cambia il governo, cambiano i direttori. È la logica della politica sull’informazione. E così apprendiamo che Gian Marco Chiocci (quota FdI) dirigerà il Tg1 e Antonio Preziosi (quota FI, Antonio Tajani è stato suo testimone di nozze) il Tg2 . Incredibilmente hanno riesumato anche Francesco Pionati, il paludato inventore del “panino informativo”, seguace di De Mita prima, poi parlamentare di Casini e Alfano e ora in quota Lega, grazie all’amicizia con Denis Verdini “suocero” di Salvini. Tra un anno andrà in pensione e così andrà in pensione come direttore. Giuseppe Carboni (M5S) va a Rai Parlamento . Mario Orfeo, confermato al TG3 . Per Radio 2 Simona Sala (MS5). L’ex direttrice di TG1 , Monica Maggioni dirigerà l’Offerta informativa. Fa specie che il più importante TG sia diretto “a tempo”, nel senso che Marco Chiocci ha un contratto solo per un anno. Sembra che questo sia stato fatto per rendere più digeribile il fatto che è un esterno Rai. Certo, non una bella immagine. Alle Testate regionali confermato il leghista Alessandro Casarin. A Rai News 24 rimane il fedelissimo di Giorgia Meloni, Paolo Petrecca. Ricapitolando con il Cencelli in mano: i Fratelli e le Sorelle d’Italia hanno 5 direzioni, lo stesso numero alla Lega, 2 a FI; 8 al Pd e 4 al partito di Conte. E l’informazione? Boh!

ANNUNZIATA LASCIA – Lucia Annunziata ha dato le dimissioni da “Mezz’ora in più”, quindi dalla Rai. Dopo Fabio Fazio ecco che anche Annunziata lascia la Rai anche se le due dimissioni sono molto diverse da quelle di Fazio. Forse la troveremo candidata alle prossime Europee per il Pd, ma anch’essa potrebbe scegliere di lavorare a Discovery in piena campagna acquisti. Sarà sostituita, forse, da Monica Maggioni, ex direttrice del TG1 . Nella lettera di dimissioni, Annunziata scrive: « Non condivido nulla dell’operato dell’attuale governo, né sui contenuti n’è sui metodi. In particolare non condivido le modalità d’intervento sulla Tv pubblica ». Belle parole e prima? Prima quando c’era il Pd che nominava anche senza aver vinto le elezioni, era d’accordo? Per un anno (2003-2004), è stata presidente Rai e di lei si ricorda la polemica con Sabina Guzzanti. L’imitatrice conduceva Raiot e imitava proprio la presidente Rai. Subito dopo la prima puntata, Mediaset querela la Guzzanti per « gravissime menzogne e insinuazioni » (col tempo il tribunale ritenne che ciò che aveva affermato Sabina Guzzanti non erano menzogne o insinuazioni, ma la verità). La trasmissione venne sospesa e sembra (ma questo non fu mai provato) che fosse stata proprio la Annunziata a voler chiudere Raiot. Poco dopo, Lucia Annunziata, comunica che il programma può continuare. A condizione di consegnare la registrazione del programma con sette giorni di anticipo per permettere i controlli legali. Cosa che non viene accettata dalla società di produzione di Raiot e, quindi, il programma non va più in onda.

DIRETTA RAI PER COMIZIO A CATANIA – Rainews24 ha trasmesso, in diretta, il comizio di chiusura della destra per le elezioni di Catania. Sul palco Meloni, Tajani, Lupi, Salvini. La presidente della Commissione vigilanza Rai, la 5S Barbara Floridia, ha dichiarato che « Si potrebbe profilare una violazione importante della par condicio e del pluralismo che il servizio pubblico non si può assolutamente permettere ». Proteste da parte anche del Pd mentre l’ad Roberto Sergio ha sottolineato l’importanza di « una corretta rappresentazione del dibattito politico ». Subito ha risposto il direttore di Rainews 24 , Paolo Petrecca, il quale ha precisato che « la testata nell’arco della giornata ha dato ampio spazio a tutte le forze politiche ».

GOMEZ CONDIRETTORE DEL FATTO – Peter Gomez, dal primo settembre affiancherà Marco Travaglio come condirettore de Il Fatto Quotidiano . Alla vicedirezione del quotidiano resterà Maddalena Oliva. L’altro vicedirettore, Salvatore Cannavò, lascerà l’incarico per scelta personale. Gomez continuerà a essere il direttore di FQ Millennium , mensile d’inchiesta. Secondo quanto affermato da Cinzia Monteverdi, ​ presidente e ad dell’editrice, « La crisi delle edicole che il mercato dell’editoria sta attraversando da anni, impone a Seif di pensare a una strategia digitale maggiormente condivisa fra le due redazioni del Fatto Quotidiano. Oggi siamo una community company con un rapporto di digitalizzazione molto alto e con potenzialità di crescita molto importanti che richiedono una visione d’insieme per un ulteriore crescita sul digitale. La nomina a condirettore di Peter Gomez, si inserisce perfettamente in questo contesto ». Classe 1963, Gomez è nato New York ed è stato tra i fondatori del Fatto . Ha lavorato precedentemente all’Arena di Verona , al Giornale di Montanelli, alla Voce (Montanelli) e all’ Espresso .

NUOVO CONDIRETTORE A QN – Raffaele Marmo è stato nominato condirettore di QN Quotidiano Nazionale ( Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno ) del Gruppo Monrif (Monti-Riffeser). Marmo è un giornalista economico ed è, attualmente, vicedirettore della redazione romana di QN ed è stato anche portavoce e direttore generale della comunicazione del Ministero del Lavoro.

DUE PULITZER AD AP – L’agenzia stampa Associated Press ha vinto ben due premi Pulitzer per la sua copertura della guerra in Ucraina, guadagnandosi il riconoscimento per l e sue fotografie breaking news dell’invasione russa, nonché il prestigioso premio per il miglior giornalismo di pubblico servizio per il suo « sorprendente ed esclusivo servizio dalla città di Mariupol assediata ». Questa città è stata “coperta” da 11 giornalisti della AP per tre settimane. L’agenzia è stata premiata per le immagini « di una donna incinta ferita che veniva portata d’urgenza all’assistenza medica e della Russia che sparava su obiettivi civili ». Tra i giornali premiati alla 107esima edizione, altri due Pulitzer ciascuno sono stati AL.com , di Birmingham, Alabama, il Los Angeles Times , il New York Times e il Washington Post . Il Wall Street Journal ha vinto il Pulitzer investigativo per aver rivelato i conflitti di interesse tra i dirigenti di 50 agenzie federali.


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