Licenziato Giletti

Nominato direttore de Il Riformista – A Repubblica si apre Door – Sei direttori di quotidiani italiani per la libertà di Evan di Gershkovich – La Gazzetta è il secondo quotidiano italiano più diffuso

di Adriano Todaro - mercoledì 19 aprile 2023 - 3174 letture

LICENZIATO GILETTI – «La7 ringrazia Massimo Giletti per il lavoro svolto in questi sei anni con passione e dedizione. Il conduttore rimane a disposizione dell’azienda». È con questo stringato comunicato che La7 sigla il licenziamento di Massimo Giletti e la chiusura della trasmissione “Non è l’Arena”. Le illazioni si sprecano e si concentrano, soprattutto, sulla partecipazione alla trasmissione di Giletti dell’ambiguo Salvatore Baiardo, ex gelataio di Omegna, amico dei fratelli Graviano. Giletti sembra avesse in programma una puntata su Dell’Utri e l’ex senatore, Antonio D’Alì, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa inflitta nell’appello bis, a Palermo, il 21 luglio del 2021 e condannato in via definitiva a sei anni di carcere. Oltre al tema mafia, la chiusura della trasmissione potrebbe essere stata causata dagli ascolti di “Non è l’Arena” (fra il 4,8 e il 5%) e anche dal fatto che Giletti vorrebbe tornare alla Rai per la felicità di Matteo Salvini. Giletti era approdato su La7 sei anni fa, quando, lasciata la Rai nel 2017 – perché il suo modo di fare giornalismo non piaceva al potere politico di allora – lo aveva rilanciato Urbano Cairo, riportandolo in onda in prima serata. Inoltre Fabio Fazio dovrebbe spostarsi su Discovery sul canale 9, lasciando libera la prima serata della domenica. Frattanto Enrico Mentana, direttore del TG7, su Facebook ha scritto che per domenica sera 23 aprile «stiamo pensando a una trasmissione che affronti tutte le questioni più scottanti emerse attorno a questa vicenda, adeguata testimonianza del fatto che da noi non si nasconde nulla, soprattutto quando si parla di mafia. E chissà che poi…».

RIFORMISTA: NOMINATO DIRETTORE RESPONSABILE – Andrea Ruggeri, classe 1975, è il nuovo direttore responsabile del Riformista. Nipote di Bruno Vespa, ha lavorato a Rai1, Rai2 ed è stato responsabile dei rapporti con le TV di Forza Italia. Per questo partito è stato deputato. Come detto, Matteo Renzi è il direttore editoriale del quotidiano. Nel frattempo slitta ancora l’uscita della nuova Unità, gestione Piero Sansonetti: in un primo momento doveva essere metà gennaio, poi il 16 aprile, poi il 18 aprile e, ora, la data prefissata è il 16 maggio. Nella testata sembra dovrebbe apparire una fotografia di Gramsci. Povero Antonio…

REPUBBLICA: NASCE DOOR – Il gruppo Gedi ha affidato a Emanuele Farneti, già responsabile di D, il femminile di Repubblica il nuovo magazine di design, Door. Il magazine è stato ideato da Farneti che così lo spiega nel suo editoriale: «Fare un giornale, ogni tipo di giornale, è soprattutto aprire porte per chi legge, fargli conoscere altre storie e nuovi luoghi. Per questo il giornale che state per conoscere si chiama Door. In architettura, la porta è assieme ciò che divide e ciò che unisce. Chiusa: separa, nasconde, protegge. Aperta: rivela, accoglie, include. Abbiamo pensato che chiamarsi così fosse un buon punto di partenza». Formato 240×285 millimetri, carta ricercata per valorizzare le immagini, il primo numero è stato di 400 pagine e ben 167 di pubblicità. La raccolta pubblicitaria è stata affidata alla Manzoni.

APPELLO DIRETTORI SEI QUOTIDIANI ITALIANI – Sei direttori di quotidiani italiani (Claudio Cerasa, Foglio; Luciano Fontana, Corriere della Sera, Massimo Giannini, La Stampa; Massimo Martinelli, Il Messaggero; Maurizio Molinari, La Repubblica; Agnese Pini, Qn Quotidiano nazionale, Il Giorno, La Nazione e il Resto del Carlino), hanno firmato un appello, consegnato al nuovo ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, per sollecitare il rilascio del corrispondente del Wall Street Journal Evan Gershkovich. Secondo quanto riportato dalla Adnkronos, l’appello sottolinea che il giornalista statunitense «è uno stimato e serio professionista. Nonostante la sua giovane età, ha una lunga carriera da giornalista, con diversi anni trascorsi in Russia. Corrispondenti stranieri lavorano in Russia da prima della Rivoluzione ed esercitando il diritto-dovere di cronaca hanno contribuito a raccontare il ruolo centrale che il suo Paese ha sempre avuto in Europa e nel Mondo. Questo essenziale canale di dialogo e confronto rischia di scomparire se le autorità russe confermeranno le scelte che hanno portato all’arresto di Gershkovich…». All’iniziativa ha aderito anche la Federazione nazionale della stampa.

LA GAZZETTA CORRE – La Gazzetta dello Sport fa un balzo e diventa il secondo quotidiano più diffuso. Nel febbraio 2023 ha diffuso (carta+digitale) con 161.417 copie al giorno, rispetto alle 100.273 del febbraio 2022. Vale a dire il 61 per cento in più. Davanti alla Gazzetta, solo il Corriere della Sera. Sia Gazzetta che Corriere sono dello stesso proprietario, Urbano Cairo. La Repubblica è, quindi, superata dai due quotidiani di Cairo. In realtà il Corriere ha una battuta d’arresto e perde, rispetto al 2022, un 5% (vendita giornaliera 255.866 copie), mentre la Repubblica, a differenza del suo trend, guadagna il 5 per cento (vendita giornaliera 153.683). Il gap fra i due più grandi quotidiani di informazione generale resta alto, Il Corriere è avanti di oltre 50mila copie. Va male La Stampa che diffonde 90.501 copie e perde il 14,1 per cento, il Messaggero (67.650 copie perde l’8 per cento), La Nazione (42.429 copie meno 10,4 per cento; Il Giornale (30.157 copie, meno 11,7 per cento); il Secolo XIX (24.754 copie, meno 10,2 per cento). Molto male La Verità di Maurizio Belpietro che perde il 14,4% delle copie. Segno più invece per il Fatto Quotidiano con 50.126 copie e una crescita dell’1,8 per cento e il Corriere dello Sport, 44.263 copie e crescita del 5,6 per cento. Sulle vendite in edicola (febbraio 2022 su febbraio 2023) solo Libero guadagna: più 5,2. Tutti gli altri perdono: la Repubblica meno 17, La Verità meno 15,6, La Stampa meno 14, Il Giornale meno 11,9, Il Corriere dello Sport meno 11,8, La Nazione meno 11,7, Il Messaggero meno 11,6, Il Resto del Carlino meno 11,1, La Gazzetta dello Sport meno 10,5.


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