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Frost/Nixon

Nelle "grandi democrazie" poco è cambiato dopo lo scandalo Watergate, chi detiene il potere pensa di essere al di sopra della legge, oggi come allora
di Fabrizio Cirnigliaro - mercoledì 3 novembre 2010 - 2240 letture

Frost Nixon è un film del 2008 diretto da Ron Howard

3 anni dopo aver lasciato la casa Bianca a causa dello scandalo Watergate Richard Nixon (Frank Langella) accetta di concedere una lunga intervista a Frost(Michael Sheen), un presentatore televisivo inglese che lavora per la TV australiana. Nixon ha rassegnato le dimissioni da presidente degli Stati Uniti, ma il suo successore Ford gli concede il perdono presidenziale: nessun tribunale può perciò condannarlo, non pagherà per gli atti illegali compiuti come presidente in carica. Nixon però non si sente ancora pronto per andare in pensione, è esiliato in una villa in California, e spera di poter ricostruire la propria immagine e rientrare presto nell’ambiente che conta. Pensa che un’intervista televisiva con Frost possa essere un passo importante per raggiungere tale obiettivo, la sua riabilitazione politica a Washington

Nessuno nello staff di Frost ha gradito l’uscita di scena “indolore” del presidente, che ha lasciato la carica senza essere processato o aver dato delle scuse per gli atti illegali commessi, oltre che per la politica adottata dal suo governo nella guerra in Vietnam. Grazie ad un cast eccezionale e ad una sceneggiatura ricca di dialoghi avvincenti, Ron Howard realizza forse la sua opera più bella Il ritmo è incalzante e nonostante non ci sia nessun mistero da svelare, per lo spettatore è quasi impossibile distogliere lo sguardo dallo schermo

Nell’immaginario collettivo Nixon incarna alla perfezione il ruolo del cattivo, il personaggio spregevole, il tipo losco con cui mai vorremo avere nulla da spartire. Ripensando però alla sua corriera politica e soprattutto allo scandalo Watergate molti oggi potrebbero storcere il naso. Spiava i suoi avversari politici e ha cercato di depistare le indagini. “E quindi?” Dov’è il problema? Il nastro (ribattezzato “la pistola fumante”) che ha costretto alle dimissioni Nixon oggi non farebbe più scalpore. Un fatto del genere starebbe nell’agenda planning per un paio di settimane, per poi finire nell’oblio Ci sono delle intercettazioni in cui il presidente Berlusconi discute con dirigenti rai, direttori di telegiornali o il commissario dell’Agcom sulla possibilità di chiudere certe trasmissione televisive scomode, sul taglio da dare certe notizie o di fiction da produrre per soddisfare la richiesta di “amici” Il fratello invece è indagato per delle intercettazioni pubblicate sul quotidiano di famiglia riguardanti gli avversari politici (Fassino nella registrazioni con la famosa battuta rivolta al presidente dell’Unipol “ abbiamo una banca?)

Probabilmente l’ex presidente americano è meno telegenico del presidente italiano, ma è possibile che tutto si riduca a questo?

Anche durante l’amministrazione Bush Jr non sono mancati gli scandali , le armi di distruzione di massa in Iraq, le torture a Guantanamo e Abu Grahib, il CiaGate, lo scandalo Enron.

Eppure solo la percezione pubblica che si ha ancora oggi di Nixon è cosi negativa. Perchè?

Forse perchè in quegli anni negli States c’era molta più partecipazione politica, la gente era più coinvolta nelle questioni di interesse nazionale, “tanto i politici sono tutti uguali” non era ancora il pensiero dominante,il zietgeist. Anche dei giornalisti hanno avuto un ruolo fondamentale nello scandalo “Watergate”, e trovarono l’appoggio di una “gola profonda” all’interno del FBI. All’epoca a emergere erano i giornalisti capaci di mettere tutto a discussione, a rischiare, non i “reggi microfono” a cui ormai siamo purtroppo abituati.

Ad ogni modo nelle "grandi democrazie" poco è cambiato dopo lo scandalo Watergate, chi detiene il potere pensa di essere al di sopra della legge, oggi come allora C’è chi lo fa giocando il ruolo del duro, dell’antipatico, e chi innvece raccontando barzelette, facendo il verso del cu cu e circondandondosi di belle donne, ma la solfa è sempre quella.

La Tirannia è l’essenza del potere (R.Nixon)

Se lo fa il presidente degli Stati Uniti non è illegale (R.Nixon)  

I tiranni hanno sempre una qualche sfumatura di virtù; supportano le leggi, prima di distruggerle. (Voltaire)

Con quanta imprudenza molti cercano di levar di mezzo un tiranno senza essere in grado di eliminare le cause che fanno del principe un tiranno... (Baruch Spinoza)


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