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Ferragosto al Museo 2022

Tra i tanti siti proposti dal Ministero della Cultura per trascorrere un Ferragosto diverso, proponiamo il Parco Archeologico di Giardini Naxos.

di Piero Buscemi - lunedì 8 agosto 2022 - 2103 letture

Giardini Naxos spesso vuol dire soltanto mare, spiagge, turismo. Che sia anche la più antica colonia greca fondata nel 734 a.C. dai Calcidesi in Sicilia pochi lo ricordano, molti sconoscono del tutto questo dettaglio. Non che manchino le segnalazioni all’interno del territorio comunale, basti pensare al tempietto olimpico posto all’ingresso del porto ed eretto nel 1960 per omaggiare le Olimpiadi che si svolsero a Roma in quell’anno.

A dirla tutta, c’è una sorta di distrazione collettiva che, in modo particolare in estate, trasforma questo sito ricco di storia e fascino ellenico in un mero luogo di vacanza e svago, rimandando a periodi diversi dell’anno per concentrarsi sull’offerta culturale che Giardini Naxos offre ai visitatori.

Tempio OlimpicoPoco prima del Tempio Olimpico, tra l’altro situato sulla via che porta il nome altisonante e di richiamo Calcide Eubea, sulla destra si può accedere al Parco Archeologico di Naxos, che offre la possibilità di immergersi tra le antiche mura ciclopiche, alcune abitazioni e le aree sacre - nel dettaglio due santuari -, i resti di un sacello dove alla fine del VI secolo a.C. vennero costruiti un grande tempio, diversi altari e due fornaci per ex voto.

Il sito meriterebbe maggior visibilità e una gestione più accurata dei vari ambienti dei suoi 37 ettari visitabili che consentisse ai visitatori, mai particolarmente numerosi, di poter apprezzare quanto ci hanno lasciato i nostri avi dal passato e che, impunemente, abbiamo ereditato. È d’obbligo aggiungere che l’Italia negli ultimi anni non si è certo fatta ammirare all’estero per la sua particolare attenzione alla cura, alla salvaguardia e alla valorizzazione del suo enorme patrimonio artistico-culturale. Dal Ministero giungono notizie e dichiarazioni su buoni propositi per il futuro che cancellino per sempre la nefandezza della frase "Con la cultura non si mangia" che pronunciò qualche anno fa Giulio Tremonti.

Anche per questa problematica sembra sia necessario rivolgersi al Pnrr, diventato ormai la panacea degli annosi problemi italiani legati alla gestione di qualsiasi bene pubblico, che sia la sanità, la scuola o la cultura appunto. Ci aggrappiamo anche noi a questa opportunità, auspicando in una dispersione inutile di fondi o di una rivisitazione dei progetti e del loro utilizzo, all’indomani dell’ennesima elezione di un nuovo governo che si prospetta nel prossimo autunno.

L’occasione, intanto, potrebbe essere offerta dall’iniziativa lanciata dal Ministero della Cultura che nel mese di agosto, con "Ferragosto al Museo", offre ai turisti la possibilità di accedere a diversi siti archeologici italiani, tra i quali anche il Parco Archeologico di Giardini Naxos, con eventi, mostre tematiche, percorsi e visite guidate. Di seguito una breve e dettagliata descrizione del sito.

DESCRIZIONE

La sede museale si articola in tre corpi di fabbrica due dei quali destinati all’esposizione. L’edificio ""A"" realizzato negli anni ’70 quando venne istituito il museo, e l’edificio "B", torrione del fortino borbonico di cui restano larghi tratti di mura. Il Museo illustra la storia della colonia greca di Naxos, prendendo al contempo in esame le evidenze preistoriche, attestanti l’ininterrotta continuità di vita nel sito. Le collezioni sono costituite in massima parte da reperti provenienti dagli scavi che, condotti a partire dal 1953, sono ancora in corso nel sito dell’antica colonia. Un ristretto gruppo di materiali rinvenuti tra la fine dell ’800 e gli inizi del nostro secolo proviene dai Musei Archeologici di Palermo e Siracusa e, molto di recente, anche dal Museo dell’Università di Heidelberg grazie alla cessione di un frammento di arula con sfingi affrontate, che, acquistato nel 1902 a Taormina da F. von Duhn, risulta perfettamente riconnettibile ad uno del Museo di Naxos. L’ordinamento segue un criterio cronologico.

Piano terra
- Il periodo preistorico

Reperti rinvenuti tra la fine dell’800 ed i primi del ’900

La fase più antica dello stanziamento coloniale: materiali ceramici tardo-geometrici di produzione corinzia e di produzione euboico-cicladica e di imitazione; corredi rinvenuti nella necropoli settentrionale; anfore da trasporto arcaiche, di fabbriche diverse, tutte riutilizzate come sepolture

Piano 1
- Monete del V sec a.C. dal quartiere settentrionale della città

- Le aree sacre della città: rivestimenti architettonici ed antefisse a maschera silenica
- L’abitato arcaico e classico, le necropoli del V sec. a.C. e quelle ellenistiche (III sec. a.C.)

Torrione del Fortino Borbonico
- Reperti da recuperi subacquei (ceppi d’ancora, macine, anfore)


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