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Killer Joe


Regia di William Friedkin. (Usa, 2011, 103 min) Con Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Thomas Haden Church, Gina Gershon, Juno Temple.
venerdì 9 settembre 2011, di Orazio Leotta - 568 letture

Friedkin che negli anni ’70 ha riscritto le regole del cinema d’azione in film come “Il Braccio Violento della Legge” o come “Cruising” - e lasciamo da parte “L’Esorcista” che appartiene a tutt’altro genere - si cimenta adesso in questa divertente dark-comedy, tendente al noir, che riconduce a certi film di Tarantino per la stravaganza dei personaggi, per l’umorismo e per le spiazzanti trovate.

Neanche un paragone col genere dei fratelli Coen potrebbe essere ritenuto azzardato. Vagamente la trama si rifà al celebre “La Fiamma del Peccato” di Billy Wilder e prende le mosse dall’omonima opera teatrale di Tracy Letts (che qui partecipa alla sceneggiatura). william friedkin Killer Joe, il protagonista, fondamentalmente è un idiota: di professione fa il poliziotto, ma arrotonda lo stipendio facendo il sicario su commissione. A lui si rivolgono un padre e un figlio (Ansel e Chris, rispettivamente Thomas Haden Church e Emile Hirsch) perché ammazzi la rispettiva moglie e madre per intascare così l’assicurazione di 50.000 dollari.

Il problema è che i due non dispongono della liquidità necessaria quale anticipo del servizio così che Killer Joe si prende nell’attesa come “deposito”, dice lui, la sorellina cresciutella ma un po’ ritardata di Chris, la biondina Dottie, per nulla turbata dalle motivazioni di ciò anzi ben contenta che mammina vada all’altro mondo. Le cose si complicano ancor di più quando in corso d’opera e ad omicidio avvenuto, si scopre che l’importo dell’assicurazione è un altro e che il destinatario del premio non sono i familiari.

Ottimo tutto il cast, superbe le interpretazioni di Gina Gershon e di Matthew McConaughey (il protagonista), ben congegnati i dialoghi demenziali ed evidente si manifesta una metafora, un parallelismo con certi posti dell’America di oggi, spietati e violenti dove regna il caos, il fallimento della società capitalista, ove valori come la famiglia, il rispetto della vita, la solidarietà vanno a farsi benedire in nome del dio denaro a qualunque costo.

“Killer Joe” è un modo stravagante di rappresentare il thriller ai tempi d’oggi, puntando tutto sulla parodia, sulla confusione, sulla descrizione di personaggi al limite del credibile e fuori registro rispetto ai tradizionali canoni dei questo genere cinematografico.

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