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Carnage


Regia di Roman Polanski. (Fra/Ger/Pol/Spa, 2011, drammatico,79 min) Con Jodie Foster, Kate Winslet, Cristoph Waltz, John C.Reilly)
venerdì 2 settembre 2011, di Orazio Leotta - 421 letture

“Carnage” rappresenta la vendetta di Roman Polanski nei confronti dell’America che l’ha costretto all’esilio e al contempo la dichiarazione di fallimento del decoro sociale della civiltà occidentale. Ambientato per la quasi totalità all’interno di un appartamento, i protagonisti sono due coppie di genitori, i cui figli hanno fatto a cazzotti e uno dei due, il figlio dei Longstreet, ha avuto la peggio con la perdita di due denti.

I genitori dell’altro bambino, i Cowan, sono andati a trovare l’altra coppia per le scuse ufficiali dell’accaduto, ma quella che doveva essere una breve visita si trasforma in una sorta di piece teatrale (difatti il film è tratto dallo spettacolo teatrale di Yasmina Reza (The God of Carnage) a cui Polanski si è liberamente ispirato), ove emergono tutta una serie di inaspettati risvolti nel rapporto fra le coppie e fra i coniugi stessi.

Alan Cowan, avvocato di successo alle prese coi guai di una società farmaceutica, sta sempre al telefonino e sembra disinteressato al motivo della reunion delle coppie; l’altro marito, venditore di pentole e padelle è un uomo alla buona di cultura mediobassa dalle uscite sempre inopportune.

Penelope Longstreet (la Foster) è molto attenta ai suoi libri di arte e ha un debole per l’Africa, pignola, sembra tenere in scacco il marito; Nancy Cowan (la Winslet) è subito ferita dalla notizia che il criceto di casa è stato abbandonato, è accomodante, garbata ma in fondo molto vulnerabile.

La discussione si anima, a un certo punto le donne fanno comunella e si schierano contro i rispettivi mariti, e viceversa; l’ostilità reciproca, latente fin dall’inizio esplode e dopo un whisky di troppo, vomiti, tulipani distrutti e telefonini nell’acqua ecco che ognuno dei “contendenti” può ritenersi un essere solo, come animali nella savana che devono guardarsi dagli altri o come babbuini all’inizio dell’evoluzione.

Si è compiuto il Carnage ovvero il massacro. Polanski ha sostituito nel film l’ambientazione parigina con quella newyorkese (naturalmente le riprese dei grattacieli di Manhattan supponiamo non siano state fatte da lui, oppure che sono state ricavate al computer). Tutti gli attori sono impeccabili, ma Cristoph Waltz ha una marcia in più, è sontuoso, impeccabile, in odore di Oscar, e la sua battuta “ieri ho visto in TV Jane Fonda dopo di che volevo comprare un poster del Ku-Klux-Klan….” è indimenticabile. Più che un film drammatico, “Carnage” si può ritenere dark-comedy che solo un genio come Polanski poteva offrirci.

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