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Narrare la storia: Lia Levi, il testimone

Si è svolto tra il 21 e il 24 febbraio il ciclo di incontri promosso dalla libreria dei Ragazzi Tempolibro con la scrittrice Lia Levi.

di Antonio Cavallaro - mercoledì 2 marzo 2005 - 7384 letture

Si è svolto tra il 21 e il 24 febbraio il ciclo di incontri promosso dalla libreria dei Ragazzi Tempolibro con la scrittrice Lia Levi. La cooperativa Tempolibro, si rivolge sin dalla sua nascita a quei giovani lettori che trovino nei libri la chiave ideale per momenti di piacevolezza e crescita, proponendosi come guida e punto di riferimento in un percorso affascinante come è quello della lettura.

In quest’ottica Tempolibro ha sposato la sollecitazione/ provocazione della sezione catanese della FNISM - federazione nazionale insegnanti - "affinché (come si legge dal programma) le riflessioni sul 27 gennaio, giornata della memoria istituita per non dimenticare la Shoà, e più in generale le persecuzioni naziste e fasciste e gli orrori dei campi di concentramento, non siano episodiche, ma entrino a far parte della "normale" attività didattico-educativa".

Gli appuntamenti realizzati anche con la collaborazione del Corso di Laurea di Scienze Politiche dell’Università di Catania e degli Istituti Comprensivi "Brancati, "Cardinale "Dusmet", "Musco" e Pestalozzi anch’essi di Catania, oltre a prevedere degli incontri con gli alunni di scuole locali proponeva mercoledì 23 febbraio, presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche, la conferenza dal titolo "Narrare la storia - Conversazione con Lia Levi".

Lia Levi è ebrea, e come tutti gli italiani di religione ebraica nati e vissuti nella prima parte del secolo scorso, ha convissuto con l’onta delle leggi razziali fasciste. Nata nel 1931, era poco più che una bambina quando queste vennero promulgate.

La sua infanzia si è dipanata sotto le persecuzioni razziali e la guerra, divenuta adulta ha svolto un’ intensa attività contro il pregiudizio e la discriminazione razziale portando la propria personale testimonianza. Fondatrice del mensile della comunità ebraica "Shalom", nel 1994 ha esordito con il bellissimo libro "Una bambina e basta".

Libro dalle connotazioni autobiografiche, nella quale l’autrice ripercorre la sua odissea di bambina durante la seconda guerra mondiale, quando comincia a comprendere che il suo "essere ebrea" la rende differente dagli altri bambini. Lei è una bambina ebrea. Sono alla fine del conflitto, solo allora, le parole della madre le permetteranno quel riscatto che faranno di lei nuovamente ciò che è: una bambina; niente di più, niente di meno.

Peccato che la "Conversazione con Lia Levi" si sia rivelata una occasione mancata, che non ha saputo approfittare della genuinità e autenticità del testimone Levi come strumento nuovo per una ennesima rilettura della storia (sempre necessaria ad ogni occasione che si possa presentare). La fredda platea, malgrado gli interessanti spunti che i moderatori provavano a fornire, si è persa fra considerazioni proprie, divisa fra un interesse o meramente letterario o meramente storico. E si è completamente smarrita quando ha cercato appagamento per le proprie becere curiosità di stampo cinematografico-televisivo, con considerazioni del tipo: ma che ne pensa di un film come Schindler’s List? … e Perlasca? Degni padri e madri di quei bambini che come ha ricordato uno dei moderatori, "imparano prima che a parlare, ad essere spettatori".

Tutte domande a cui la Levi ha risposto con qualche esitazione e molta cordialità, lei che parlando dei suoi lavori, della sua esperienza non ha fatto altro che ricordare a una platea anche di studiosi di storia, che proprio la storia, non passa solo a bordo dei bombardieri o per le stanze della grande diplomazia ma passa su ogni cosa, come un setaccio. Testimone della Grande Storia con le sue piccole vicende, magari filtrate anche con gli occhi dei più giovani che cominciano ad avere col mondo lo stesso tipo di rapporto che può avere uno studioso che si avvicina alle discipline storiche. Ne conosce i termini, i significati e gli strumenti, imparando ad orientarsi.


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