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Massimo Volume in concerto a Catania

Il 14 febbraio al centro Zo di Catania si terrà il concerto dei Massimo Volume: un insperato ma agognato ritorno della fondamentale band bolognese.
di Antonio Cavallaro - mercoledì 11 febbraio 2009 - 3924 letture

Sabato 14 febbraio si esibiranno in concerto al centro zo di Catania i Massimo Volume, la storica e fondamentale band bolognese, autentica gemma della musica alternativa italiana, approda nella città etnea per una delle ultime tappe della tournèe che celebra la loro reunion a sette anni dallo scioglimento.

Emidio Clementi, Egle Sommacal, Vittoria Burattini e Gabriele Ceci formano i Massimo Volume in un garage di Bologna nell’inverno del ‘91, due anni dopo pubblicano per la Underground Records il loro primo album “Stanze”, che attira l’attenzione favorevole di critica e pubblico grazie ad un suono particolare e al contempo innovativo nella realtà del panorama musicale italiano di allora. Ritmi spasmodici, suoni tesi e distorti a tratti violenti, la voce non cantata di Clementi che declama i propri personalissimi testi che spiazzano per il loro essere così acuti e profondi, permeano un’opera artistica che brano dopo brano infonde una forte carica emotiva a cui è impossibile restare indifferenti.

Un esordio così folgorante non passa inosservato neanche alle major, ad un anno da “Stanze” la Wea li mette sotto contratto e licenzia il loro secondo lavoro “Lungo i Bordi”, la produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi. Il gruppo si libera definitivamente da ogni modello straniero di influenza. I Massimo Volume hanno ormai una loro precisa anima musicale, i loro suoni diventano inconfondibili. “Lungo i Bordi” ha molti pezzi di forte impatto e i testi di Clementi si arricchiscono delle suggestioni di Jim Carroll e dello scrittore e poeta italiano Manuel Carnevali. Agli occhi e alle orecchie di pubblico e critica è un altro successo.

Nel 1997 la band passa alla Mescal. In un anno contraddistinto dalle uscite di importanti dischi nel panorama musicale italiano e internazionale, i Massimo Volume pubblicano quello che è forse il loro capolavoro, “Da Qui”. La direzione del disco viene affidata a Steve Piccolo ( già Lounge Lizard), al gruppo si aggiungono la chitarra e il basso di Metello Orsini.

L’album è uno straordinario ibrido di atmosfere evocative, suoni lancinanti e intensi si alternano a dimensioni rarefatte: Sommacal libera la visionarietà delle sue chitarre, Vittoria Burattini tesse una cornice ritmica che alterna progressioni incalzanti a contributi essenziali di grande effetto, Clementi scarnifica i propri testi fino all’essenziale, creando un universo poetico in cui storie e personaggi si rincorrono canzone dopo canzone e che rendono “Da Qui” quasi un concept-album.

Nel 1999 la band bolognese torna con un altro disco: “Club Privé”. Il quarto album dei Massimo Volume segna una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo. Fraseggi Jazz si insinuano nel tessuto musicale, le atmosfere del disco sono misteriose e struggenti, e poi la grande novità che spiazza i fans: Clementi rinuncia alla recitazione dei testi per il cantato. Se “Da Qui” è il capolavoro del gruppo, “Club Privé”, pur impressionando per la compattezza e l’unicità sonora, rappresenta forse il lavoro meno riuscito. La produzione artistica viene affidata a Manuel Agnelli, Ceci non fa più parte del gruppo e Orsini contribuisce solo alla produzione in studio.

Un anno dopo i Massimo Volume realizzano la colonna sonora del mediocre film di Infascelli “Almost Blue”. Il contributo sonoro del gruppo è fatto di brani tratti da dischi precedenti, suoni sperimentali ed elettronici e di una bellissima rilettura di Almost Blue di Elvis Costello. Malgrado la pellicola, i Massimo Volume sono candidati al Nastro d’Argento per la categoria “colonne sonore”. Due anni dopo, con un nuovo album quasi pronto, arriva la notizia dello scioglimento che lascia sgomenti i fans.

I Massimo Volume si separano prendendo ognuno di loro una strada differente: Burattini entra a far parte dei Franklin Delano, Sommacal collabora con gli Ulan Bator e successivamente incide un disco solista: “Legno”; Clementi prosegue la sua parallela carriera di scrittore, per poi riapprodare alla musica dapprima col progetto “Agnelli Clementi” e successivamente con gli “El Muniria”.

Passano sei anni e finalmente (del tutto inattesa ma agognata) arriva la notizia che i Massimo Volume torneranno a esibirsi sul palco del Traffic Festival a Torino, e non solo. Il gruppo realizza la sonorizzazione del capolavoro del cinema muto “La caduta della casa Uscher” di Jean Epstein, suggestivo progetto promosso dal Museo del Cinema di Torino. Ma ciò che conta è che i Massimo Volume col concerto di Torino danno inizio ad una tournée che li riporta ad esibirsi sui palcoscenici di diverse città italiane, riprendendo il filo del discorso live interrotto nel 2002.

Ancora non è dato sapere se questa reunion precede una nuova fase nella carriera del gruppo, i concerti tenuti sinora ricalcano le ultime esibizioni del 2002, col riarrangiamento di qualche vecchio brano e nessun inedito (“Esercito di Santi”viene proposto dal vivo dal tour di “Club Privé” e non si può considerare più un inedito). Ma le speranze dei fans sembrano essere questa volta ben riposte ed è facile immaginare come lo stesso gruppo stia vagliando le diverse ipotesi.

Il concerto di Catania oltre a dare la possibilità ai numerosi fans siciliani di poter ammirare nuovamente dal vivo la band bolognese, è l’ultima di molte testimonianze dello speciale rapporto d’affetto che lega i Massimo Volume alla città etnea e a tutta la Sicilia.


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