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La linea del mare

Al Museo Regionale di Linguaglossa, fino al 30 giugno 2024 la mostra su Guccione, tra i migliori pittori italiani del secondo Novecento.

di Sergej - mercoledì 3 aprile 2024 - 783 letture

Linguaglossa si trova in Sicilia, sul versante nord-est dell’Etna. È uno dei comuni del Parco dell’Etna e il suo territorio si estende fino alla sommità del vulcano, comprendendo anche la vasta pineta Ragabo. Dista 45 km da Catania e 70 km da Messina. Il centro abitato si trova a 550 m sul livello del mare, lungo la strada statale 120 [1]. Linguaglossa ha diverse attrazioni artistiche, compresa una collezione pubblica di circa 50 murales, realizzata dal 1990 ad oggi, e curata da 24 artisti. Tale collezione si trova nelle viuzze storiche del paese, a formare un vero e proprio museo a cielo aperto. E c’è un Museo Regionale, "Museo Francesco Messina", aperto al pubblico (tranne il lunedì).

Il Museo Messina custodisce alcune opere dell’artista Francesco Messina, che è stato un buon artista, equilibrato, di stampo accademico ma certamente ancora guardabile. Ha anche una esposizione permanente di opere dedicate a un altro siciliano, Salvatore Incorpora - questo di stampo regionalistico, grottesco, e decisamente minore.

Ma soprattutto ospita, fino al 30 giugno 2024, una mostra di una ventina di opere di Piero Guccione [2], che vale la pena andare a vedere. Guccione è stato un buon artista del secondo Novecento italiano, di origini ragusane (Scicli). Troppo giovane per aderire al neorealismo degli anni Cinquanta, rimasto personalmente fedele all’etica politica di quegli anni (che videro l’adesione al PCI di molti del mondo pittorico italiano, a partire da Guttuso). Riuscì a trovare una sua strada pittorica, di cui sono testimonianza i suoi paesaggi marini. Sulla linea della fascinazione per la luce e la composizione di Edward Hopper, ma concentrata e ridotta all’essenziale come nella ripetizione oggettistica di Morandi. Tornato in Sicilia, Guccione torna alla sua Scicli e al mare della sua infanzia e ne fa oggetto emozionale in cui il colore e la luce diventano essenziali. La linea del mare, la rifrazione dorata della luce sulla linea dell’onda. Il sentimento prevale sul dettaglio, il senso metafisico della solitudine di fronte alla natura va oltre qualsiasi cosa possa raziocinarsi (qualcosa di affine all’allucinazione mistica o alla catarsi meditativa). Una attitudine e una ossessione che lo accomunano ad altre esperienze pittoriche, come quella di certi pittori e calligrafi giapponesi. È strano trovare un pittore del mare come Guccione - altre sue pitture giovanili o tentativi "materici" sono decisamente meno interessanti - in uno spazio espositivo localizzato in un paesino di montagna. Ma l’Etna è una strana montagna, un vulcano che dialoga con il mare su cui si protende. La vicinanza alle linee di comunicazione con Catania e con Messina facilitano la visita a questa mostra.

Confessiamo che amiamo molto questo pittore, onesto, delicato e concentrato. Diversi articoli nel corso degli anni su Girodivite testimoniano questo nostro sentimento.

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Piero Guccione al Museo di Lunguaglossa - 001
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Piero Guccione al Museo di Lunguaglossa - 002
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Piero Guccione al Museo di Lunguaglossa - 003 - video che accompagna la mostra
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Piero Guccione al Museo di Lunguaglossa - 004 - Sciascia Bufalino e Guccione
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Piero Guccione al Museo di Lunguaglossa - 005
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Locandina della mostra di Guccione a Linguaglossa

Di fronte al Museo Messina, sulla strada principale, c’è l’enoteca della signora Rosa (Il vino della Rosa, via Roma 116) appassionata "raccontatrice" di vini. Andateci, se vi capita. Ne vale davvero la pena. D’altra parte Linguaglossa è anche città di vini, arte che dopo qualche decennio di decadenza, ha ripreso "corpo" e maturità sulle pendici verdi dell’Etna.

[1] Fonte: Wikipedia.

[2] vedi: Wikipedia.


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