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La Regione Sicilia finanzia certa editoria: e l’altra?

Con lodevole celerità, nei primi di maggio, i 10 milioni di euro sono stati assegnati a varie testate che ne avevano fatto richiesta.

di Augusto Cavadi - mercoledì 26 maggio 2021 - 911 letture

Il 15 febbraio di quest’anno l’Irfis (Istituto regionale per il finanziamento alle medie e piccole imprese siciliane) ha bandito un avviso pubblico per l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore di imprese siciliane appartenenti a una di queste 5 categorie: quotidiani cartacei, iniziative editoriali cartacee di diversa periodicità, iniziative editoriali on line, emittenti radiotelevisive e agenzie di stampa.

Con lodevole celerità, nei primi di maggio, i 10 milioni di euro sono stati assegnati a varie testate che ne avevano fatto richiesta. Tuttavia è spontaneo porsi una domanda: che ne è di quegli editori siciliani che, nello stesso arco temporale, hanno prodotto non testi effimeri (come, inevitabilmente, sono i prodotti giornalistici su carta stampata o via etere o sul web), ma volumi più consistenti, mediamente più duraturi, destinati al mercato nazionale e internazionale?

Nonostante l’epidemia, tutti costoro hanno continuato a investire energie, professionalità, risorse economiche per non far spegnere la voce di scrittori – siciliani e non – che hanno pubblicato sia letteratura sia saggistica sulla storia della Sicilia, sulla mafia e l’antimafia, sulle arti figurative, sul cinema, sulla filosofia e la teologia. Non tutte queste pubblicazioni sono state ugualmente apprezzate perché, in effetti, non ugualmente apprezzabili; ma non poche hanno raccolto consensi al di là dello stretto di Messina misurabili in termini oggettivi di fatturato.

Quando il governo regionale si occuperà anche di questo settore dell’editoria? Tutte le case editrici siciliane, come nel resto dell’Europa, hanno dovuto rallentare i ritmi di produzione, dilatare i tempi fra una pubblicazione e la successiva, mettere i dipendenti in cassa integrazione. Ma hanno resistito a denti stretti. E’ il caso di soccorrerle prima per alcune di esse sia troppo tardi e debbano chiudere i battenti definitivamente?

La Finanziaria regionale del 2020 prevedeva anche un contributo di un milione e mezzo di euro per questo genere di editoria. Si potrebbe restare perplessi davanti alla notevole differenza rispetto ai dieci milioni per l’editoria dei quotidiani e dei periodici; comunque, ad oggi, nessun bando regionale ha dettato modi e tempi per l’assegnazione di questi contributi a fondo perduto. Eppure, sappiamo bene che un soccorso in sé prezioso, se arriva con notevole ritardo, risulta inefficace.


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