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Il segreto dei suoi occhi

Regia di Juan Josè Campanella. Arg/Spa 2009, Thriller, 129 min. Con Ricardo Darìn, Soledad Villamil, Pablo Rago, Guillermo Francella, Javier Godino, Carla Quevedo. (Titolo originale: El secreto de sus ojos).

di Orazio Leotta - mercoledì 9 giugno 2010 - 5249 letture

Non era facile avere la meglio sul capolavoro di Haneke “Il nastro bianco” nella corsa agli Oscar quale miglior film straniero. C’è riuscito Juan Josè Campanella, al secondo tentativo, dopo che nel 2001 aveva piazzato nella cinquina finale il suo “El hijo de la novia”.

Sbaraglia gli avversari con “Il segreto dei suoi occhi”, un thriller, che però fa dell’amore il suo leitmotiv, un noir con evidenti richiami alla situazione politica dell’Argentina negli anni ’70. Protagonista Benjamin Esposito (Ricardo Darìn, vero e proprio eroe nazionale in Argentina), impiegato presso il Tribunale di giustizia, ora in pensione, che decide, col pretesto di scrivere un romanzo, di ritornare ad indagare su un misterioso e parzialmente risolto caso giudiziario avvenuto nel 1974 e culminato con la morte, a seguito di violenza sessuale, di una giovane donna (Liliana Coloto alias Carla Quevedo).

Il caso, in effetti, all’epoca, era stato da lui brillantemente risolto grazie alle sue intuizioni ed alla preziosa collaborazione dell’assistente Sandoval (Guillermo Francella, celebre comico in patria), ma l’avvento del regime militare, aveva favorito la scarcerazione di coloro che per ferocia e risolutezza potevano essere assoldati a difesa dello Stato e pertanto anche l’assassino della povera Liliana era tornato in libertà.

Vale la pena brevemente di accennare alla situazione politica di quegli anni in Argentina: alla morte di Peron, il potere passava nelle mani della sua seconda moglie, Isabelita, persona mancante di qualsiasi qualità per gestire il suo incarico. Difatti le redini del potere passarono al suo segretario, il sinistro Lopez Rega, fondatore della “Triple A” (Alianza Anticomunista Argentina), un gruppo militare che seminò il terrore e diede inizio, purtroppo, alla tragica vicenda dei desaparecisos.

Questo gruppo era formato in massima parte da assassini particolarmente scelti che difatti furono rimessi in libertà dalle carceri: tra questi anche l’autore dell’omicidio su cui indagava Benjamin e rimasto a posteriori insoluto, perché tornata la democrazia, dell’assassino si era persa ogni traccia. Che fine ha fatto l’omicida? Questo ed altri sono gli interrogativi che i continui flash-back fanno emergere.

Morales, il fidanzato della vittima, è riuscito a superare il dolore per la perdita dell’amata? (A tal proposito parlare di finale a sorpresa è riduttivo…..) E Benjamin riuscirà a fare il grande passo con quella che all’epoca era la segretaria del Tribunale, Irene (interpretata dalla bella Soledad Villamil, conosciuta in patria per essere anche un’ottima ballerina di tango ed un’apprezzata musicista)?

Un amore sfiorato, il loro, ma mai vissuto davvero. Averla ritrovata e rievocati, giorno dopo giorno i passaggi di un nebuloso passato, apparentemente senza risposte, cambierà la sua visione delle cose, finendo per riscrivere il futuro. Il film è tratto dal romanzo La pregunta de sus ojos di Eduardo Sacheri, edito in Italia da BUR.


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