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Fiorella Mannoia al Teatro Antico di Taormina

In questa notte di “agosto”, ho visto il mare… attraverso gli occhi emozionanti di una grande artista.
di Piero Buscemi - sabato 30 agosto 2014 - 6326 letture

Il mondo non è cambiato molto da quel lontano 1981, da quando quella ragazza dalla chioma irlandese, salì sul palco dell’Ariston e invase le nostre vite con le note di Caffè nero bollente. E se è cambiato, lo ha fatto in peggio. Così ha tenuto a precisare Fiorella, ieri sera, durante il suo concerto di fine agosto a Taormina che, con i mattoni del suo teatro, ha saputo occultare gli effetti speciali che una sapiente regia ha provato a modernizzare. Inutilmente. Fiorella18bis

Ma è proprio il Teatro Antico la metafora di questo mondo, nato in simbiosi con la guerra. Queste mura, sullo sfondo del palco, aperte sulla baia di Giardini Naxos e l’Etna. Queste colonne millenarie che hanno assorbito vicende umane, che hanno obliato dolori di morti inutili e sangue a concimare orrori e urla disperate, ovattate dagli applausi degli astanti del passato. Questi spalti di pietra, oltraggiata dal tempo, sui quali si sono alternate generazioni di osservatori silenti, davanti alle atrocità con le quali, assassini senza scrupoli hanno macchiato libri di storia, in nome di un dio, di un potere, di un mercato bellico mai in crisi. Si, osservatori silenti. Troppo spesso, eccessivamente silenti. E passivi.

Ci sono due cose che hanno sempre fatto parte del bagaglio storico dell’uomo: il suo istinto distruttivo e la speranza. Quella speranza che, nonostante focolai di guerra sparsi in un mappamondo con sempre meno spazi per bandiere iridee, Fiorella ha voluto raccogliere e regalare al pubblico presente. E lo ha fatto tra una bandiera della pace e una del No Muos, che alcuni spettatori le hanno consegnato tra una canzone e l’altra. Lo ha fatto attraverso le parole prese a prestito da Lucio Dalla, Ivano Fossati, Mimmo Cavallo, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri e quanti altri hanno avuto la fortuna di consegnarle quelle gocce di poesia, nelle sue personali interpretazioni da lanciare in cielo e da far ricadere sulla cattiveria del mondo, in pioggia purificatrice. Fiorella mostra lo striscione No Muos

Fiorella, tra una pausa di riflessione, un sorriso e una canzone, ha saputo anche provocare con la sua richiesta di uno striscione, che contenesse un messaggio contro la violenza sulle donne, e che avrebbe volentieri issato in alto a lanciare il suo grido di basta!, a qualsiasi forma di violenza. Peccato che il pubblico foltissimo presente non abbia saputo raccogliere l’invito.

Fiorella36bisCi rimane la consolazione di una nuova veste artistica che questa grande interprete ha voluto relegarsi nella sua già lunga carriera. Quella di autrice di testi che, ispirati a maestri quali Pierangelo Bertoli, le sta consentendo di dare un’impronta personale alla sua produzione attuale e futura. Non ultima, il suo ruolo di promotrice di nuovi talenti che, anche ieri sera, ha manifestato invitando sul palco a cantare la giovanissima ragusana Deborah Iurato.


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