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Z-eyes: Come una torta millefoglie: Labirinto di ghiaccio, di Valerio Varesi

Il labirinto di ghiaccio / di Valerio Varesi. - Milano : Mondadori Libri, 2023. - 228 p., ril. - (Omnibus). - ISBN 978-88-04-76646-9.

di Rachele Pecorai - mercoledì 6 dicembre 2023 - 344 letture

Urbino, 22 novembre 2023

Gabriele Cavalera, funzionario del Comune di Urbino e giornalista, intervistando lo scrittore Valerio Varesi in occasione del convegno Econoir, ci ha accompagnato alla scoperta del suo ultimo romanzo, intitolato Labirinto di ghiaccio. Attraverso questa intervista abbiamo potuto non solo avere un assaggio di questo libro, ma immergerci anche nel mondo dello scrittore, il quale si è definito un infedele: scrive e ama esplorare romanzi molto diversi tra di loro, si innamora delle storie.

Varesi adotta un metodo di lavoro sistematico, infatti afferma che quello dello scrittore è un mestiere di routine: deve applicarsi tutti i giorni perché quando “abbandona” una storia per un po’, è difficile poi riallacciare il tutto. Lo scrittore ci ha rivelato che rilegge e corregge continuamente i propri testi fino ad arrivare alla forma desiderata. Il romanzo infatti è architettura, ci deve essere armonia e musicalità tra le varie parti per poter raggiungere l’equilibrio perfetto. Inoltre, nella costruzione di un testo, Varesi non segue una scaletta, ma piuttosto un’impressione forte, a partire dalla quale si prefigge un arco narrativo che sa perfettamente dove andrà a finire.

Labirinto di ghiaccio è un romanzo in cui Varesi mette in scena un protagonista che fugge dal mondo e dalla comunità, isolandosi e rifugiandosi in un ghiacciaio. Si tratta di un uomo ben piazzato all’interno della società, ma che tuttavia si accorge di non sopportare più il ruolo che vive e la forma che gli altri gli danno. Così, decide di conoscere se stesso: si allontana dalla società e va ad abitare in un luogo ostile dove deve rimparare a vivere in un’altra dimensione, recuperando l’importanza del rapporto con le cose materiali e quindi con una realtà tangibile. Oggi, con l’esplosione del digitale, abbiamo perso tutto ciò: c’è sempre uno schermo che ci separa dal mondo, dalla realtà e dagli altri rendendo tutto troppo fittizio ed effimero. Quindi possiamo dire che il protagonista conosce dimensioni che noi abbiamo smarrito, come ad esempio il buio ed il silenzio. Nella nostra quotidianità non esiste infatti un luogo in cui non sentiamo una musica di sottofondo, è come se non sopportassimo di rimanere soli con noi stessi. Forse per paura e per timore di essere spinti a pensare al nostro essere e al nostro essere nel reale?

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Copertina de Il Labirinto di ghiaccio, di Valerio Valesi

Isolandosi da tutto e da tutti, il protagonista capisce che c’è un qualcosa di metafisico dentro di noi, impara ad esempio la fatica. Oggi invece tutto è facile, si impara divertendosi e basta un click per ottenere ciò che cerchiamo; non sperimentiamo su noi stessi le tappe fondamentali, se pur impegnative, di un percorso per una personale crescita formativa. Possiamo dire che quella del protagonista è una sorta di reminiscenza platonica: attraverso un cammino doloroso riconosce e recupera se stesso e la propria dimensione.

Molto importante è la simbologia che si nasconde dietro il ghiacciaio che rappresenta un giacimento di memoria, un luogo in cui cambierà la narrazione della propria vita, la visione del mondo e degli altri, un luogo per scoprire se stesso e la realtà. Per riprendere le parole dell’autore, Labirinto di ghiaccio si può definire come una torta millefoglie in quanto può essere letto, non solo come una ricerca di sé, di sé nel mondo e di sé con il mondo, ma anche come un noir per i colpi di scena e l’emergere di un passato. Il noir è una chiave molto rilevante in quest’opera, infatti Varesi ha sottolineato che questo genere è uno strumento adatto per entrare nei meandri oscuri della realtà.

Questo romanzo mi ha incuriosito perché descrive perfettamente la nostra perdita di esperienza e di conoscenza del mondo, di noi stessi e degli altri e della nostra dimensione esistenziale a causa del digitale.


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