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Le persone che si conoscono

“La vita, amico, è l’arte dell’incontro” (Vinícius de Moraes)

di Sergej - mercoledì 30 novembre 2022 - 1442 letture

Vinícius de Moraes e Giuseppe Ungaretti si erano conosciuti in Brasile nel 1937. Tempo dopo, il poeta italiano aveva tradotto e pubblicato una selezione di poesie del poeta brasiliano. Nel 1969 de Moraes aveva soggiornato a Roma per alcuni mesi e, in quell’occasione, aveva rincontrato Ungaretti e, con la collaborazione di Sergio Endrigo e Toquinho era stato registrato un album, "La vita, amico, è l’arte dell’incontro", il primo in italiano. Ungaretti aveva recitato alcune delle poesie di Vinicius da lui tradotte. La registrazione fu realizzata in poche ore e poche sedute di incisione con la collaborazione di turnisti della RCA. L’album fu pubblicato dalla Fonit Cetra nel 1969. Il titolo dell’album è tratto da una frase, contenuta nel recitativo, del brano Samba da benção: «A vida não è de brincadeira, amigo / A vida è a arte do encontro» («La vita non è un gioco, amico / La vita è l’arte dell’incontro») [1].

A questa frase di de Moraes abbiamo pensato leggendo gli ultimi libri firmati da Goffredo Fofi. Ma solo in seconda battuta, quando siamo usciti dalla fase “invettiva”. Sì, invettiva. Perché Fofi, tra i tutti che ha conosciuto nel corso della sua vita, persino Salvemini ha conosciuto! Dico io: Salvemini! E nell’elenco sterminato di persone che ha incontrato, con cui ha parlato, con cui ha litigato persino, ci sono davvero tutti i “maggiori” intellettuali e persone interessanti che hanno bazzicato in Italia tra gli anni Cinquanta e la fine del secolo scorso. Insieme a tanti che intellettuali non erano, ma persone notevoli e di cui serba comunque memoria - persone “comuni”, persone che costituiscono l’humus di una cultura sociale diffusa in Italia, la parte migliore di questo nostro Paese.

La raccolta di scritti curata da Emiliano Morreale ed edita da Minimum fax, “Son nato scemo e morirò cretino” è una selezione di scritti dal 1956 al 2021. “Cari agli dei” edita dalle edizioni e/o propone una serie di biografie di persone che Fofi ha incontrato nel corso della sua vita e che sono state importanti, con la particolarità di essere morti giovani o comunque troncati quando ancora avrebbero potuto “dare” molto. Qui Fofi parte da un distico di Menandro: “Muore giovane colui che gli dèi amano”. Ma io ho anche pensato a un Salmo biblico: “Gli anni della nostra vita sono settanta, / ottanta per i più robusti, / e il loro agitarsi è fatica e delusione; / passano presto e noi voliamo via” (è il salmo 89-90, la “preghiera di Mosè”). E a quanto di recente ha riportato Giorgio Agamben su quel che scrisse la giovane Carla Seligson, a Walter Benjamin pochi giorni dopo che sua sorella Rika si era suicidata insieme al fidanzato: “Ci sono soltanto due età: la gioventù e la morte”.

Il terzo libro è una intervista a Letizia Battaglia: “Volare alto volare basso : conversazioni, ricordi e invettive” edito da Contrasto il marchio editoriale / editrice di Roberto Koch. Oltre alle bellissime (sempre) foto di Letizia Battaglia, il dialogo tra lei e Goffredo Fofi - e non si sa se è Fofi a intervistare Letizia Battaglia oppure è Letizia Battaglia che evita di parlare, data la sua endemica ritrosia, e “intervista” Goffredo Fofi. Nelle foto che accompagnano il libro, le bellissime foto nel bianco e nero inconfondibile di Letizia Battaglia. Foto che rimandano intensamente, sono speculari, al mondo che ha vissuto ed ha attraversato, “dal basso” Goffredo Fofi.

In questi tre libri è l’Italia altra, quella che ha lavorato - dal “basso” - in tutti questi anni e che si è misurata con la realtà di miseria, di degrado ma anche di persone che nel loro piccolo hanno contribuito - tramite il volontariato ma anche tramite l’attenzione messa all’interno del proprio mestiere, nel mezzo secolo e passa che ha visto il dominio reale dei potenti e delle mafie. Perché la realtà italiana è stata, nel percorso post bellico (dopo il 1945), una realtà composita, in cui si sono aperti degli spazi (conquistati a duro prezzo e dopo lungo lavoro politico e culturale) che si sono richiusi. Non c’è mai stata una egemonia culturale “della sinistra” in Italia, con buona pace dei pelosi revisionisti storici (vincitori dell’oggi); ma certamente anfratti in cui le diverse sinistre sono uscite fuori dall’individualità e sono diventate gruppi e hanno fatto delle “cose”. Di questa ricchezza culturale e sociale, humus del Paese, ha fatto parte Goffredo Fofi. Che è stato con Danilo Dolci in Sicilia ai tempi delle inchieste sociali e delle lotte dal basso; e poi via via nelle diverse riviste e gruppi degli anni Sessanta e Settanta: Quaderni piacentini, Ombre rosse, Linea d’ombra fino a Lo straniero e a L’asino più recenti [2]. Noi lo leggiamo ancora su Internazionale e ovunque possiamo.

Goffredo Fofi

Leggere le pagine di Goffredo Fofi è un riprendere ossigeno e fiato, e ricordare: quello da cui proveniamo, il nostro stesso percorso umano e politico. Alcune delle persone (poche) nominate da Fofi ho avuto la ventura di conoscerle o di leggerle nella mia giovinezza distratta e introversa. A differenza di Fofi non ho mai avuto la sua capacità di “parlare con le persone” e creare reti: per timidezza, e certamente non mi sono mai sentito all’altezza. Ed è quello che invece tutti noi dovremo fare, quello di interagire e creare reti in questo momento di regressione sociale e culturale che stiamo vivendo - l’egemonia della destra, questa sì vera e pertinace - dopo l’egemonia dei neo-lerci (o come si voglio far chiamare: neoliberisti) che hanno ballato sulle nostre teste a partire dalla metà degli anni Settanta del secolo scorso. Fofi ci ricorda che non vale essere “convinti” di una determinata idea, ma conta di più essere “persuasi”. Che, come diceva Salvemini, gli intellettuali meridionali non sono poco concreti o astratti, ma bensì, più precisamente e in maniera più pregnante, “sconcreti”. Ed è questa sconcretezza che occorre combattere. Goffredo Fofi continua a essere uno scorbutico, un po’ burbero, “cattivo maestro”. Ne abbiamo ancora bisogno.

Tre libri molto belli, tre libri necessari. Leggeteli.

Questi accanto a un quarto libro, sempre di Goffredo Fofi, riedito da Nottetempo: "Elogio della disobbedienza civile".


Elogio della disobbedienza civile : nuova edizione / Goffredo Fofi. - 1 ed. - Milano : Nottetempo, 2022. - 83 p., [13] : br. ; 20 cm. - (Saggi. Figure nottetempo). - ISBN 978-88-7452-969-8.

Cari agli dei / Goffredo Fofi. - 1 ed. - Roma : Edizioni e/o, 2022. - 151 p., [9] : br. ; 21 cm. - (Dal mondo. Italia). - ISBN 978-88-3357-470-7.

Volare alto volare basso : conversazioni, ricordi e invettive / Letizia Battaglia, Goffredo Fofi. - 1 ed. - Roma : Contrasto / Robert Koch editore, 2021. - 118 p., [2] : br. ; 23 cm. - ISBN 978-88-6965-817-4.

Son nato scemo e morirò cretino : Scritti 1956-201 / Goffredo Fofi ; a cura di Emiliano Morreale. - 1 ed. - Roma : Minimum fax, 2022. - 496 p., [16] : br. ; 18 cm. - (Filigrana ; 78). - ISBN 978-88-3389-370-9.


[1] Queste notizie e altre su Wikipedia.

[2] Cfr. Wikipedia.


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