Votate per chi volete ma…

Una panoramica, poco ragionata, dei candidati alle europee
di Adriano Todaro - mercoledì 8 maggio 2019 - 1167 letture

Fra poco, fra 18 giorni, dovremmo andare a votare. Già, votare. Si fa in fretta dire di andare a votare. Ma la crocetta dove la pongo? A chi offrire la mia fiducia? Per fortuna sul mercato (perché è proprio un mercato) c’è varietà di scelta. Nel mercato trovi i pomodorini, quelli maturi, oppure le cocuzze. Al mercato trovi le cime di rape, gli spinaci, le arance Navel. E poi i mandarini senza semi che produciamo nella piana di Sibari ma che acquistiamo in Spagna.

Le elezioni sono la stessa cosa. C’è di tutto. E così ho cominciato a fare una panoramica sulle persone da votare. Non sui partiti ma sulle persone perché queste sono più importanti dei partiti. I partiti sono statici; i candidati mobili nel senso che una volta stanno da questa parte e l’anno prossimo, dopo notti insonni e crisi di coscienza, fanno un bel salto quaglioso e rispuntano nel partito avverso. Il mio candidato ideale deve avere esperienza, tanta esperienza perché se manca questa c’è il pericolo che invece di andare a Bruxelles finisca a Oslo. Esperienza politica e buona conoscenza della geografia almeno quella europea.

Altra qualità importante essere (uomo o donna) profondi conoscitori della vita e dell’animo umano. Insomma, essere di mondo e contemporaneamente, nel curriculum, avere o aver avuto una imputazione, una sentenza più o meno definitiva, una condanna, insomma qualcosa che faccia punteggio.

Bene. A questo punto ho cominciato ad interessarmi nella ricerca di queste persone. Ho cominciato dal Pd, il partito democratico. Ora, già il fatto che un partito si autonomini democratico la dice lunga di cosa è diventata la politica nel nostro Paese. D’altronde avrebbe mai potuto chiamarsi Partito antidemocratico? Comunque la rosa dei prescelti qui è ampia, variegata, abbondante.

Comincio dalle donne perché a me piacciono e, inoltre, è giusto che siano elette. Patrizia Toia, ad esempio, classe 1950, di legislature europee ne ha già tre. Corre ancora per essere eletta e non si è ancora stancata. Proviene dalla Dc, poi Margherita, poi Pd. Me la ricordo quando, scortata dagli agenti, veniva in alcuni paesi della Brianza per i comizi o assemblee. Una nullità democristiana, quindi da eleggere ancora. Pina Picerno era renziana, originaria di Teano, dove si incontrarono Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Lei invece ha incontrato De Mita che definì “il mio mito”. Una che ha come Mito De Mita si può lasciare a casa? Anche Simona Bonafè era renziana. Oggi un po’ meno anche perché lo statista di Rignano conta un po’ meno. Lei, comunque, si è guadagnata il primo posto nella lista Centro Italia. Poi c’è Mercedes Bresso anche lei parlamentare europeo uscente ed ex presidente della Regione Piemonte, Francesca Puglisi di scuola renziana, Irene Tinagli che da Monte Zemolo è arrivata a Renzi e oggi è “più oltre”, Alessandra Moretti una delle mie preferite, definita “lady like” che non ce l’ha fatta a diventare presidente del Veneto e bisogna pur trovargli un posticino.

E poi c’è Caterina Avanza, bresciana di 38 anni. Lei sta con Macron e lei stessa ci fa sapere che l’ha spinta proprio lui: “Va e corri contro le destre”. Lei Avanza, anzi corre. Oggi con Macron, ieri con Ingroia. E domani? Vedremo. Domani è un altro giorno. Quando stava con Ingroia era molto lucida: “Il problema fondamentale dell’Italia è che l’Italia è una repubblica a sovranità limitata. Significa che c’è una classe politica che ha dovuto scendere a compromessi con poteri oscuri, mafiosi, e che quindi oggi non ha la capacità politica perché non può permettersi, perché è sotto ricatto, di avere una vera forza anti mafia, una forza di pulizia e di moralità della cosa pubblica e della politica. Ed è per questo che ci vogliono dei movimenti nuovi”. Il movimento nuovo, e un posto in lista, come si vede, l’ha trovato in Macron.

Fra i maschietti abbiamo delle perle. Ad esempio Gioso Ferrandino, ex dc che vorrebbe delle Giunte con Fi. Achille Variati, sempre ex Dc, già sindaco di Vicenza 29 anni fa. Nicola Caputo già europarlamentare di Caserta. Inquisito e poi archiviato per voto di scambio. Andrea Cozzolino figliolo politico di Bassolino molto amato dai cinesi che l’hanno votato in massa per farlo diventare sindaco. Elezione annullata. E poi, naturalmente, tanti altri, come uno nuovo, fresco di giornata: Enrico Morando. Cinque legislature in Senato, vice ministro dell’Economia con Renzi e Gentiloni. Quando c’era il Pci era un “migliorista” , la corrente definita poi “pigliorista” e sostenitore di Roberto Giachetti alle primarie del Partito Democratico del 2019.

E passiamo a Forza Italia. Oddio. Mi sono mangiato tutto lo spazio a disposizione. Come faccio? Volevo parlarvi di Saverio Romano, di Lorenzo Cesa, di Aldo Patriciello ma non ho più spazio a disposizione. Facciamo così. Rivolgetevi direttamente alle Procure. Loro hanno l’elenco completo dei candidati di Fi alle europee. Buon voto a tutti.



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