Cleptocrazia


Epitome panegirica di apologia e retorica.
mercoledì 21 luglio 2010, di Giovanni Giuffrida - 2350 letture

Mi chiamo Claudio e sono di Imperia. Devo tutto a mio padre, all’educazione che mi ha dato, ai valori che mi ha trasmesso, alle sue origini contadine.

All’età di 6 anni, mi mandò a studiare dai Gesuiti, diceva che “l’educazione non basta, se non è seguita, accompagnata e completata dalla cultura e dall’onestà”.

Lì passai quindici anni della mia vita, ma non fu tempo sprecato. Alla fine ero così colto che mi resi conto di tutto quello che non conoscevo; così educato che prima di salutare chiedevo scusa; così onesto che quando trovai un lavoro, lo restituii.

In questi giorni, a seguito di quello che mi è capitato, sto ricevendo fortissime espressioni di solidarietà. Sia da parte di politici, sia da parte della gente comune, quella che mi ama, che mi vuole bene.

Attualmente il mio mandato interessa lo sviluppo economico: il mio.

Siamo il governo del fare, e credetemi facciamo molto, molto più di quanto potete immaginare.

Ho una grande notizia da dare a tutti gli italiani. Malgrado la crisi, le disgrazie e le congiunture internazionali che caratterizzano di solito i nostri governi e che ben conoscete, finalmente, dopo l’ICI stiamo comin-ciando a realizzare un’altro sogno, il più grande: UNA CASA PER TUTTI.

Per farvi capire che non è uno scherzo, per dare l’esempio, ho voluto provare di persona se ciò era possibile, cominciando da me. Devo riconoscere che può funzionare. Anche se, con qualche piccolo accorgimento… sarebbe stato meglio ….sicuramente più indolore.

Quindi, per un principio di elementare prudenza, prima di proporlo su scala nazionale, continueremo, con coraggio e umiltà, a collaudarlo continuamente, se occorre anche all’infinito. Sacrificandoci. In nome e per il bene di tutti gli Italiani.

Vi anticipo inoltre che è allo studio un’ altra proposta di legge, quella sull’abolizione della tassa sulla spazzatura e delle spese condominiali (tanto sono spese inutili e sprechi da tagliare). Ovviamente, per quello spirito di sacrificio che ci contraddistingue rivolto al bene comune, non ci risparmieremo neanche questa volta. Per cui vi assicuro, saremo noi stessi, sulla nostra pelle, a verificare per primi l’impatto dell’innovazione.

Non mi ringraziate, non mi considero un genio, non potrei esserlo. Mi manca quella scintilla di follia che contraddistingue le rarissime persone come Silvio, che riescono con le loro imprese, ad elevarsi sul resto dell’umanità. Tuttavia, mi sento un grande e soprattutto un poliedrico artista.

E visto che sono poliedrico, onesto e colto, vi elargirò (gratuitamente) una lezione di geometria e di morale, appresa negli anni importanti della mia formazione al se-minario: “Convinto dalla tangente, il cerchio accetto’ di trasformarsi in quadrato. L’angolo invece rifiuto’: era sempre stato retto e tale voleva restare” (anonimo)

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