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Tornando a Monique Wittig

Monique Wittig : Femminismo materialista, pensiero straight, cantiere letterario, corpo lesbico, cavallo di Troia / Eva Feole e Sara Garbagnoli. - 1 ed. - Bologna : DeriveApprodi, 2023. - 77 p., [3] : br. ; 20 cm. - (Essentials).- ISBN 978-88-6548-482-1.

di Sergej - mercoledì 27 settembre 2023 - 828 letture

Grazie all’agevole libro di Eva Feole e Sara Garbagnoli si ha l’occasione di tornare a parlare, in Italia, di Monique Wittig. È un pensiero, quello di Wittig, radicale e come tale capace di minare le strutture fondanti non solo del pensiero dominante, ma anche quello alternativo e di opposizione - che il sistema stesso genera per assicurarsi una alternativa o delle pezze d’appoggio di riparazione da usare alla bisogna, per perpetuarsi e continuare il dominio e il controllo sul pensiero e sulla parola. Tra gli anni Cinquanta e i primi anni Settanta del secolo scorso, l’Europa è stata capace di produrre pensiero e pratiche politiche che la successiva decadenza non ha permesso di far fermentare. Sono spore recessive, cellule dormienti, altre emanano un debole bagliore ogni tanto - giusto per segnalare la propria esistenza e avvisare i naviganti che un altro mondo è possibile. Eredità per generazioni più forti e sensienti, capaci di raccogliere quell’eredità e farne un uso migliore di quanto possiamo fare noi. Non è una boutade editoriale quella che fa scrivere DeriveApprodi, che ha pubblicato questo piccolo ma intenso pamphlet, queste parole di presentazione:

Con lo sperimentalismo delle sue opere, la scrittrice e teorica femminista francese Monique Wittig (1935- 2003) ha rivoluzionato il pensiero politico del XX secolo, contribuendo in modo sostanziale all’emergere degli studi sull’oppressione delle donne e delle persone LGBTQI+. A vent’anni dalla sua morte e in un momento di vivace fermento editoriale che riguarda i suoi romanzi e i suoi saggi, ripubblicati in Francia e ritradotti in Italia, il libro di Eva Feole e Sara Garbagnoli fornisce dei solidi strumenti per comprendere l’origine, il senso e la portata del progetto intellettuale, letterario e politico di Monique Wittig, restituendone il rigore e la coerenza e contestualizzandolo all’interno dei dibattiti che lo hanno visto nascere, svilupparsi e gemmare in opere di altri autrici e autori.

Per fare ciò, le autrici hanno scelto cinque concetti che presentano il quadro intellettuale in cui Wittig si muove, spiegano la portata della rivoluzione da lei prodotta tanto in ambito teoricopolitico quanto in ambito letterario, aprendo alla dimensione radicalmente innovativa che caratterizza la sua poetica e opera letteraria.

I cinque capitoli/concetti su cui concentrano la loro attenzione le brave e appassionate curatrici del libro sono: Femminismo materialista, Pensiero straight, Cantiere letterario, Corpo lesbico, Cavallo di Troia. E riescono, nella sinteticità estrema del pamphlet, a enucleare alcuni dei cardini essenziali del pensiero di Wittig. Che ci piacerebbe tanto ritrovare all’interno del pensiero anti dominante, non come segmento “separato” (della serie: ah, dimenticavo, c’è anche quella faccenda a margine del “corpo delle donne”, quella cosa un po’ stramba e colorita fino a essere comica del cambio di desinenza delle parole…) insomma “quelle cose lì” da guardare con sufficienza invece di essere introiettate e consustializzate tanto da non costituire più una “differenza” ma essere integralmente nell’alterità reale.

«Non c’è letteratura femminile per me, non esiste. In letteratura, non separo le donne dagli uomini. Si è scrittori o no. Si è in uno spazio mentale dove il sesso non è determinante. Si tratta di costruire un’idea del neutro che sfugga alla connotazione sessuale

«Maschile/femminile, maschio/femmina sono le categorie che servono a occultare il fatto che le differenze sociali appartengono sempre a un ordine economico, politico e ideologico


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