Se le piazze si muovono e la sinistra resta nel guado

Oggi come oggi la sinistra nelle sue diverse articolazione dov’è? Non si vede come si dovrebbe vedere perché non sceglie sapendo anche che non tutto può essere portato sempre a sintesi.
di Luigi Boggio - sabato 14 dicembre 2019 - 1036 letture

Cercando di capire quello che sta avvenendo sono andato indietro nel tempo ricordando le parole di un vecchio e saggio professore di diritto costituzionale di fronte alla platea di un gruppo di giovani partecipi ai movimenti di lotta dell’inizio degli anni ’60. La generazione con le magliette a strisce dai tanti colori, i gins, le scarpe da tennis e qualche lira in tasca per infilarli in quei grandi scatoloni pieni di dischi per ascoltare qualche brano di buona musica anche americana.

Il ritmo travolgente di alcuni brani ci faceva muovere ma non capivamo nulla delle parole.Un giorno per arrivare a "tutti frutti" uno della compagnia era arrivato con un mini vocabolario sottratto dalla borsa di sua sorella che non mancava occasione per sfotterci perché non capivamo una parole d’inglese. "Vi muovete anche per delle canzoni dalle parole stupide". Era vero, ma la musica è la musica, cara rompi, a gran voce. Però era una bella e brava ragazza più grandi di noi e studiosa. Il suo era un modo per spronarci anche per tante altre cose.

Non era solo lei che ci spingeva ma anche altri amici come Annibale il fine giurista e Prospero il filologo che tanto era pesante che ogni sera quando ci vedevamo ci parlava del numero degli avvertimenti cinesi nei confronti dell’Unione Sovietica. Era uno tosto, Annibale lo ascoltava per poi infilzarlo, Luigi pensava a cosa sarebbe stato questo nostro Paese senza i fatti di luglio ’60 per la democrazia. Che poi lo spinsero verso l’adesione al pci. Non è stato né per Lenin né per Marx ma perché capì il valore di quei movimenti che si collegarono alla libertà contro i nazifascisti.

E qui vengo alla lezione di quel vecchio e saggio professore quando ci spiegò che la democrazia non è un dato acquisito per sempre perché ci sono sempre spinte e controspinte, che in politica non ci sono vuoti perché vengono riempiti sempre anche da forze non apparenti e che le ambiguità in politica si pagano sempre perché le oscillazioni e le incertezze non solo bloccano le azioni ma provocano anche degli smarrimenti.

Noi di sinistra ne sappiamo qualcosa, anche di stare in mezzo al guado.

Oggi come oggi la sinistra nelle sue diverse articolazione dov’è? Non si vede come si dovrebbe vedere perché non sceglie sapendo anche che non tutto può essere portato sempre a sintesi.

Diverse volte ho scritto che la sinistra potrà trovare una sua anima e avere un futuro se sceglie di stare con le nuove generazioni, la formazione e i saperi. Sono sempre più convinto in quanto l’intelligenza artificiale è entrata nella nostra vita quotidiana e che presto altre tecniche arriveranno a cambiare il nostro mondo e i nostri gesti. Si tratta ora di capire come scrive Francesca Rossi nel suo interessante libro "Il confine del futuro" quali sono i suoi vantaggi e i suoi limiti, descrivendo anche le legittime preoccupazioni che bisognerà risolvere per poterci fidare di questa tecnologia per come inciderà sulla vite delle persone.



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