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Mamma e papà: questioni di genetica, generi o ruolo?

La famiglia con mamma papà e figli continua a costituire il solo modello per politici che si oppongono con fermezza ad altre forme di unione...

di Silvia Zambrini - mercoledì 29 marzo 2023 - 1901 letture

La famiglia con mamma papà e figli continua a costituire il solo modello per politici che si oppongono con fermezza ad altre forme di unione. Intanto sono infinite le famiglie ufficialmente unite dove di fatto è presente un solo genitore a causa di separazioni latenti, allontanamenti momentanei che poi si stabilizzano, uomini e donne che hanno scelto di fare un bambino consapevoli che non avrebbero vissuto insieme. In ognuna di queste unità i figli vivono con un genitore e incontrano l’altro qualora esista e sia disponibile a occuparsi di loro (tra essi anche i figli di politici e opinionisti contrari alla famiglia monogenitoriale). Spesso sono a contatto con amici del genitore o nuovi suoi partner con rispettiva prole: una sorta di famiglia estesa, non nel senso gerarchico di quella agricola ma di legami che si creano quando si vive assieme. Ciò può essere positivo in termini di compagnia, meno di rapporti non sempre facili (come anche per la famiglia tradizionale).

​Nella famiglia “di fatto” la figure maschili e femminili sono meno marcate perché è più facile che la mamma condivida coi figli sport e passatempi avventurosi, e che il papà svolga ruoli tipicamente materni. Non a caso le pubblicità televisive si orientano verso trame famigliari monogenitoriali mostrando il padre che mette a letto il bimbo, che pettina la bimba, che legge loro la fiaba, la mamma in motocicletta col pargolo. Ora ci si chiede quanto possa avere senso continuare ad affermare certi stereotipi di famiglia tradizionale anche davanti a tutt’altra evidenza.

Quando negli anni ’70 si è affrontata la questione divorzio l’Italia restava un paese a forte identità nazionale, dove di flussi migratori ancora non si parlava e la famiglia tradizionale godeva di una sua apparente solidità. Tuttavia già allora nascevano sempre meno bambini a conferma che le coppie sposate optavano per una vita di maggiori opportunità e benessere: si veniva dalla famiglia numerosa della società contadina coi genitori costretti a continui sacrifici e questo sicuramente ha inciso sulle scelte referendarie a favore di divorzio, e successivamente aborto, nonostante conformismi e mentalità bacchettone ancora radicati. Poi, seppure con lentezza, anche l’Italia si liberava dai pregiudizi verso i differenti orientamenti sessuali, le unioni tra persone di razze e religioni diverse ecc.

Questo processo di emancipazione spontanea non ha incontrato particolari ostacoli a livello sociale bensì politico attraverso dichiarazioni antimoderniste, provvedimenti restrittivi, e a livello legislativo senza che venissero facilitati i processi per l’adozione di un figlio: curioso paradosso quello per cui, diversamente dal genitore naturale per il quale tutto è concesso, quello che vuole adottare viene sottoposto a pratiche burocratiche e prove di idoneità fino allo sfinimento. Se poi è single, o non legalmente sposato, non gli è concessa possibilità alcuna. Ma intanto il treno della trasformazione sociale procede indefesso tra salti tecnologici che permettono di ridurre ogni volta le distanze, progresso scientifico che consente nuove possibilità di riproduzione genetica, mutamenti generazionali irrefrenabili: anche nella famiglia dove mamma e papà vivono assieme accade che uno dei due, o entrambi super impegnati, vengano nei fatti sostituiti da figure extra solo in quanto più presenti, inclini ad ascoltare.

Se le distinzioni tra famiglia tradizionale e “di fatto” vanno assottigliandosi ciò non dipende tanto da questioni genetiche, parentali e di genere ma piuttosto di ruoli: questi, differentemente dai legami di sangue sono modificabili, intercambiabili. Il che apre a nuove interpretazioni, al passo coi tempi. La gente continua a unirsi (e non solo in coppia uomo donna), i bimbi a nascere: non tanto in Italia quanto in gran parte del mondo dove non sopravvivono allo stato di abbandono e questa è la realtà sulla quale il politico e il legislatore dovrebbero riflettere. Partendo dai ruoli effettivi di chi rappresenta un genitore, chi l’altro, chi entrambi, al di là di ogni concezione di famiglia limitata a una raffigurazione del suo insieme.


Questo articolo è pubblicato anche su Fana.one.



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