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Un nuovo codice della strada pieno di contraddizioni

Quando comportamenti scorretti e pericolosi diventano prassi. Il nuovo Codice della Strada sta entrando in vigore con tutte le sue contraddizioni.

di Silvia Zambrini - sabato 22 giugno 2024 - 512 letture

Lo scorso 10 Giugno in via Melchiorre Gioia a Milano un rider veniva investito con conseguenze gravi. Nella stessa sera un suo collega, anch’esso pakistano, veniva ucciso da un pirata di strada rintracciato poi il giorno dopo.

In entrambi i casi alla guida dell’automobile erano cittadini italiani; che sono risultati negativi agli alcol e droga test, ovvero a quegli indicatori di colpevolezza su cui il Ministro ai trasporti Salvini ha posto l’accento nel riformulare il Codice della Strada. Ciò nonostante “eccesso di velocità”, “non rispetto delle segnaletiche” e “andamento indeciso”, rimangano le prime cause di incidenti indipendentemente dall’abuso di alcolici e droghe. Per quanto riguarda l’ “andamento indeciso” il nuovo regolamento prevede un giro di vite per chi guida con in mano il telefonino attraverso multe peraltro facili da contestare, specie se rilevate a distanza qualora il veicolo andava troppo veloce per essere fermato: già sono pronte le scusanti per i conducenti come quella che, in realtà, ci si stava grattando un orecchio, o in mano si teneva un altro oggetto. Senza contare poi che, la sordità indotta dalle tecnologie, è causa di sinistri anche a mani libere.

Per quanto riguarda l’ “eccesso di velocità”, anziché un’intensificazione dei controlli automatici, è prevista una riduzione degli autovelox. Le multe saranno più salate per chi occupa i posti riservati ai disabili, il che è giusto ma non si considera il rischio cui ciclisti e pedoni sono esposti a causa di parcheggi abusivi che, a prescindere dal tipo di spazi che occupano, sono pericolosi, soprattutto agli incroci poiché impediscono di vedere con anticipo chi arriva dai lati.

Ancora non si può dire se il nuovo Codice della Strada, pur nelle sue contraddizioni, farà diminuire gli incidenti con lesione alla persona agendo comunque a livello di deterrenza e sensibilizzazione: questi effetti già si dovrebbero verificare.

Milano continua a essere città degli automobilisti che “hanno ragione”, il cui tempo vale più di quello di un altro. E’ passato più di un mese da quando 2000 volontari hanno mappato le soste irregolari contandone 64000 in poche ore ma né il Sindaco, né la Giunta Comunale, si sono ancora espressi. Ciò è doppiamente grave perché se, dall’alto, certe irregolarità diventano consuetudine su cui soprassedere, dal basso una mentalità individualista, ostile, non può che rafforzarsi; persino a Milano che, pur nella sua tradizione di città caotica, rumorosa, è sempre stata rispettosa dello spazio comune e di chi andava più lento: la base pianeggiante e i marciapiedi, un tempo liberi dai veicoli, favorivano il passeggio di anziani, di bambini che andavano a scuola da soli e che al pomeriggio si ritrovavano per schettinare. I ciclisti in strada non davano fastidio a nessuno.

A partire dagli anni ’80 le cose sono cambiate con l’aumento di persone e automobili in una metropoli che vedeva sorgere nuove categorie: del popolo della notte, dei cittadini non residenti e dei turisti ultimamente numerosissimi. In assenza di adeguati interventi urbanistici, legislativi, si è arrivati all’attuale schieramento tra cittadini che, attraverso il motore, dominano la strada e gli altri che in qualche modo disturbano, fanno perdere del tempo. Intanto prosegue silenziosa la strage dei più deboli. In questo caso di chi pedala per consegnare cibo a domicilio a cifre ridicole: col gelo, con la pioggia, in strade di notte scarsamente illuminate!

Una categoria che, evidentemente, il Ministro non considera abbastanza quando, a difesa di una velocità senza troppi impedimenti, sottolinea che la gente la macchina la usa per andare a lavorare e non solo per divertirsi.


Questo articolo è pubblicato anche da Fana.one.



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