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La tragedia di Marcinelle

Otto agosto del 1956, ore 8,10: una colonna di fumo nero si alza dalla miniera ‘Bois du Cazier’ di Marcinelle, in Belgio. Marcinelle - scrive Enrico Boselli - era l’esempio di uno sfruttamento del lavoro che contraddistingueva l’Europa di allora e che l’Europa d’allora tollerava

di Vincenzo Raimondo Greco - venerdì 4 agosto 2006 - 8582 letture

Otto agosto del 1956, ore 8,10: una colonna di fumo nero si alza dalla miniera ‘Bois du Cazier’ di Marcinelle, in Belgio. A 975 metri di profondità un banale errore provoca un vero inferno. Un’esplosioni devastante dilania la vita di centinaia di uomini inghiottiti dalle viscere della terra e trascina nella disperazione centinaia di povere famiglie. Per diversi giorni i soccorritori tentano l’impossibile ma all’alba del 23 agosto si contano i morti: 262 minatori di 12 nazionalità diverse, di cui 136 italiani. La maggior parte è originaria di Manoppello, un paesino in provincia di Pescara. La più giovane è un ragazzo di appena quattordici anni. Proprio per ricordare quella sciagura la Farnesina ha presentato, ieri, il volume “Marcinelle, cinquant’anni dopo”.

Quel giorno, ha osservato il viceministro degli Affari Esteri, Franco Danieli, si scrisse “un pezzo di storia contemporanea italiana ed europea” e la sofferenza e la morte di quelle centinaia di lavoratori “gettarono le basi per la formazione di una coscienza comune europea ben più di quanto fecero tanti trattati firmati in quegli anni”. Erano gli anni dell’immediato dopoguerra e moltissimi abruzzesi, campani, veneti, friulani, molisani, lucani, siciliani e sardi si riversarono in Belgio alla ricerca di un posto di lavoro. Spesso patendo ingiustizie ed emarginazione sociale.

Nel 1946 l’Italia e il Belgio firmarono una convenzione che prevedeva, tra l’altro, l’invio di 2500 chili di carbone al mese ogni 1000 operai italiani emigrati. Un accordo “uomo-carbone” siglato dall’Italia che, uscita con le ossa rotte dalla guerra, non era in grado di assicurare lavoro a tutti. E così tra il 1946 e il 1957 arrivarono in Belgio 140 mila uomini, 17 mila donne e 29 mila bambini. “I musi neri”, com’erano chiamati i lavoratori a causa della polvere di carbone che ricopriva i loro corpi, venivano avviati ad un lavoro pericolosissimo privi di ogni preparazione e alloggiati in strutture fatiscenti. Quei lavoratori erano trattati come bestie, costretti a lavorare in cunicoli alti appena 50 centimetri.

Marcinelle- scrive Enrico Boselli - era l’esempio di uno sfruttamento del lavoro che contraddistingueva l’Europa di allora e che l’Europa d’allora tollerava”. Dopo l’accaduto fu aperta un’inchiesta ma i dirigenti della società mineraria non furono considerati responsabili. Responsabilità che, invece, fu attribuita all’addetto alla manovra del carrello, un italiano anch’egli deceduto nell’incendio. I lavori nella miniera di Marcinelle ripresero nell’aprile del 1957 e continuarono ancora per altri 10 anni, fino al 9 dicembre del 1967 quando venne definitivamente chiusa.

Il ricordo di quel giorno drammatico deve servire oggi a riportare in primo piano il problema pressante delle ‘morti bianche’ di cui purtroppo- ha osservato Tiziano Treu, presidente della Commissione Lavoro del Senato - l’Italia detiene il triste primato europeo. Non per mancanza di norme adeguate ma per l’inosservanza e la mancata applicazione di esse”. Per questo quello che accadde a Marcinelle può servire da stimolo per puntare sulla sicurezza, sulla prevenzione che deve partire sin dalla scuola. L’8 agosto una delegazione italiana sarà presente a Marcinelle dove Franco Danieli inaugurerà una placca in omaggio delle Vittime e consegnerà delle medaglie ai familiari dei minatori che quel giorno sacrificarono al lavoro la loro vita.


- Ci sono 3 contributi al forum. - Policy sui Forum -
La tragedia di Marcinelle
1 novembre 2006

Il 20 ottobre c.a. mi sono recato a Marcinelle e, a parte un disagio generale per la trasformazione di un luogo di dolore in un giro di businnes, ho trovato molto vergognoso che un sottosegretario,(Franco Danieli) appena eletto posi una lapide con al centro e in bella vista riporti il SUO NOME a ricordo della tragedia. Dia disposizione che venga rimossa per cortesia. Paolo Della Schiava
    La tragedia di Marcinelle
    30 novembre 2008, di : il Poeta

    1959, Charleroi nera da carbone e tragedia in miniera... In fila indiana a cavallo di una lambretta ci fermiamo a deporre una corona per tutti i morti in galleria... Attorno filari di catapecchie del "far west"... Dalla Riflente un’ode d’AMORE agli emigranti per aver dato ossigeno al Paese...

    Lorenzo Pontiggia

      La tragedia di Marcinelle
      22 gennaio 2009

      La Santa Madre

      Dal grembo di Santa Terra

      nasce la Madonna

      Madre di tutto

      benedetta dal MISTERO!

      Noi poveracci

      in nome di conquiste

      speculative,

      ogni giorno la sfregiamo!

      Lorenzo Pontiggia