“La caduta dell’angelo” di Marc Chagall

1923-1947. Olio su tela, cm 148 x 166, Basilea Kunstmuseum
di Orazio Leotta - mercoledì 5 novembre 2014 - 9278 letture

Il dipinto fu eseguito sostanzialmente durante gli anni della guerra; iniziato nel 1923, fu terminato solo nel 1947, mentre l’artista attraversava una fase di totale angoscia a causa dell’invasione della Russia da parte dell’esercito tedesco, avvenuta, fra l’altro, lo stesso giorno, il 23 giugno del 1941, in cui egli sbarcava in America. Nel dipinto è evidente la percezione di Chagall dell’addensamento delle nubi minacciose che incombono sul popolo ebraico. 95)_La_caduta_dell\'angelo

I colori si scuriscono, le ombre aumentano e compaiono le effigi tragiche del Cristo crocifisso, della Madonna, accostata a quello dell’ebreo in fuga e del rabbino che cerca di salvare i rotoli della Torah. La figura del messaggero angelico si è trasformata in un’immagine demoniaca: il precipitare della creatura ribelle alla volontà di Dio. Una visione apocalittica del cosmo accentuata dal disordine che impedisce di distinguere le cose del mondo; la presenza simultanea del sole e della luna stanno a significare anch’esse l’eclissi del tempo. Una delle più superbe allegorie della tragedia ebraica in cui tutti i motivi portanti dell’iconografia chagalliana concorrono a simboleggiare il precipizio in cui il mondo del male trancia l’umanità.

Inoltre notiamo il bue impaurito e le immancabili case rurali della natìa Vitebsk, che rimandano ai ricordi dell’infanzia dell’artista. Nel 1923, quando il quadro fu iniziato, l’angelo caduto poteva forse significare, con la fine di Lenin, la caduta dell’angelo della rivoluzione, mentre nell’ultima versione del 1947 l’angelo era associato all’Uccello di fuoco di Stravinskij, messo in scena dal Ballet Theatre di New York, per cui l’artista aveva appena realizzato scene e costumi.


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