“La Raffigurazione della Primavera” di Giovanni Segantini

1897. Olio su tela, cm 116 x 227, French & Company New York
di Orazio Leotta - mercoledì 12 novembre 2014 - 4725 letture

Il dipinto, altrimenti noto come “Primavera sulle Alpi”, non vuole rappresentare una giornata di primavera, ma la raffigurazione della primavera in sé. Un’esplosione di colori, l’esteso piano, le montagne, la luce, i fiori, l’intensità del cielo, tutti elementi che rimandano all’armonia della natura, intesa nella sua eternità. Gli uomini e gli animali sono destinati alla morte (una donna dall’età indefinita cerca di tenere a bada due cavalli bizzarri – ricordandone la potenza della natura - mentre un cane salterella) mentre la natura è eterna, palcoscenico ove da sempre hanno luogo le gesta dei mortali. 96)_La_Raffigurazione_della_primavera

La fede pertanto non è quella cristiana ma è data da questo panteismo, da questa idea di eternità della natura. Il quadro venne realizzato a Soglio in Val Bregaglia ove trascorse l’inverno del 1894, anno del trasferimento a Maloia. Notevole l’effetto cromatico: i verdi del prato, i marroni, i bianchi delle cime e il blu del cielo sono resi brillanti dall’utilizzo di tocchi di polvere d’oro, per restituire la rifrazione della luce montana.

Le nuvole in sequenza formano una sorta di arabesco lineare e sono tipiche del Simbolismo europeo. L’opera, infatti, può collocarsi nel cosiddetto simbolismo naturalistico ove è assente ogni forma di allegoria e l’espressione del risveglio primaverile è affidata alla nitidezza dei colori e al senso di energia e di vitalità emanati dalla composizione e dal disegno.


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