2. L’operazione Scirumi

L’operazione Scirumi prevede complessivamente qualcosa come “1000 casette a schiera unifamiliari” più un imprecisato numero (300/400) di “residence per sistemazione temporanea” di militari in transito...
di DDISA - mercoledì 13 dicembre 2006 - 4210 letture

L’operazione Scirumi prevede complessivamente qualcosa come “1000 casette a schiera unifamiliari” più un imprecisato numero (300/400) di “residence per sistemazione temporanea” di militari in transito, più scuole, attrezzature per lo svago e il terziario, il tutto per un massimo di 6.862 abitanti che potranno fruire di 670.000 mc. di superficie coperta. Come si è detto il parere degli esperti e dei responsabili dei vari uffici è unanime (compreso l’Ufficio Tecnico del Comune secondo cui gli indici limitativi,“inferiori a quelli del P.R.G. per edilizia estensiva … garantiscono un’edificazione estensiva compatibile con le zone circostanti”): tutto in regola, nulla osta.

Eppure c’è qualcosa che non va, qualcosa di veramente strano e per certi versi inquietante.

Cosa? Secondo noi almeno cinque cosette su cui riflettere. C’è una storia di qualche anno fa; c’è la località proposta per l’insediamento; ci sono gli attori (politici locali e non, gli americani e i soci della Scirumi s.r.l) fin troppo ben conosciuti; ci sono le leggi e infine c’è, anche, la pervicace idea del territorio merce, che è ben radicata tanto a destra quanto a sinistra.

Vediamo di raccapezzarci partendo dall’ormai lontano 1999.

Anno 1999, in Consiglio comunale il Sindaco (DS) Salvatore Raiti fa approdare una proposta che si sosteneva essere una “opportunità di sviluppo”, l’ennesima.

Si trattava, a dire del Sindaco e del suo allora stretto collaboratore geometra comunale De Luca & c., di un gruppo di proprietari terrieri, che riunitosi in società, proponeva al Comune la modifica degli indici di edificabilità per la lottizzazione di una collina a ridosso del Biviere lago di Lentini.

Guarda caso erano - si sosteneva - gli americani di Sigonella a richiederlo per farne alloggi. La proposta puzza talmente tanto di volgare speculazione edilizia, che si blocca senza esiti e sembra cadere nel dimenticatoio.

Qui vale aprire un piccolo inciso: sdegno, rabbia, costernazione e sorriso beffardo, così Nello Neri sottolinea, durante il già citato comizio, il fallimento Raitiano dell’operazione “metti una città americana sul lago Biviere”. E già, perché, per Nello Neri, quella fu un’occasione perduta dalle mortifere sinistre; una sconfitta di cui ne approfittò con lungimiranza il Comune di Mineo, che come tutto il mondo sa, prospera ora felice della cultura e delle ricchezze americane!

Chiuso l’inciso torniamo all’operazione alloggi per americani sul Biviere. Finì, quindi tutto lì? Tutto nel dimenticatoio, come la centrale che avrebbe dovuto bruciare legni di risulta dalle lavorazioni nei giardini di arance o come il sorteggio per un lavoro precario (ne rise amaramente mezza Italia approdando persino sul TG3)? No, non finì tutto lì. Non dimenticarono, ad esempio, gli ispiratori, i portatori dell’affare. La medesima proposta fu, infatti, ripresentata nell’anno 2002-2003 dal Sindaco Rossitto e ancora una volta naufragò.

Ecco, particolare interessante sarebbe scoprire chi erano allora e chi sono adesso i portatori dell’affare. Perché? Perché conoscere i loro nomi rimanda alla conoscenza dei mandanti, dei gruppi di interesse che ruotano attorno, i loro conflitti, le loro piccole guerre, le intimidazioni, gli allontanamenti “epurativi”, ecc.

I portatori d’affare, per intenderci sono quella specie di sensali che prima sono contattati e che poi contattano questo e quello, promettono, brigano, mediano, fanno regali, accordano, insomma portano l’affare e lo seguono con encomiabile passione. Naturalmente non sono tutti così, ce n’è di diverse specie, come ad esempio quelli che non gliene viene nulla, quelli che dicono: “lo faccio per Lentini”.

Che i vari portatori non dimenticarono ce lo dice il fatto che dopo pochi anni riecco il grande affare riproposto. Riecco gli americani e riecco il gruppo di proprietari terrieri che riunitosi in società propongono al Comune la modifica degli indici di edificabilità per la lottizzazione, questa volta di contrada Scirumi e questa volta con un cospicuo ritorno in denaro e opere (toh rispunta il Biviere) all’economicamente derelitto Comune di Lentini.

Non sappiamo con certezza chi siano stati e chi sono i portatori dell’affare, ma cominciamo a vedere gli esiti dei loro scontri e ad intravedere qualcuno degli attori nascosti, quelli che non risultano nei consigli di amministrazione, che si mimetizzano nel sistema delle scatole cinesi. Insomma il profilo che va delineandosi sembra quello di una guerra per bande. Sembra venire fuori una storiaccia di scambi illeciti, di collusioni più o meno esplicite tra politici e affaristi.


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L’operazione Scirumi
11 marzo 2007, di : salvatore

Scrivere un messaggio sull’operazione Scirumi per me è un pò difficile. Difficile per quello che leggo nel vostro sito che mi affascina e che mi tiene in contatto con quella terra bella e sfortunata che è la Sicilia e in particolar modo Lentini il mio paese natale.Dicevo difficile per quello che è accaduto e quello che accade a Lentini che continuamente butta fuori i suoi figli per necessità, per andare a trovare altrove i mezzi di sostentamento per se e la sua famiglia. I terreni interessati sono stati quelli che mi hanno visto "carusu" fare il "panararu" ora gli agrumi sono in una nerissima crisi. Successivamente ho lavorato nella zona industriale di priolo. Anche questa ha vomitato disoccupati. In questo momento Lentini vive di pubblico impiego e pensioni. Da qui la mia difficoltà ad esprimere un assenzo alla posizione di quanti si stanno mobilitando per non fare la base. La mia posizione è favorevole. con una articolazione forte che dovrebbe strappare la gestione della maggior parte dei servizi dal paese oltre chiaramente alla costruzione. Tutto questo affinchè si possa diminuire quella fuga di necessità che ha caratterizzato la vita di molti lentinesi. Un abbraccio Salvatore