4. La legge, l’opposizione e le Controdeduzioni

Alla deliberazione del Consiglio comunale si oppongono tre piccole realtà cittadine: il Centro studi territoriale Ddisa (che si occupa, appunto, di studi territoriali, di riordino archivistico e mostre documentarie), i Verdi e...
di DDISA - mercoledì 13 dicembre 2006 - 5383 letture

Alla deliberazione del Consiglio comunale si oppongono tre piccole realtà cittadine: il Centro studi territoriale Ddisa (che si occupa, appunto, di studi territoriali, di riordino archivistico e mostre documentarie), i Verdi ed il giornale online “Girodivite”. L’opposizione, come da norma, blocca la deliberazione che dovrà essere ridiscussa in Consiglio Comunale.

In sostanza l’opposizione sostiene la violazione dell’art. 2 della L.R. 71/78.

“Nella formazione degli strumenti urbanistici generali non possono essere destinati ad usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di infrastrutture ed impianti a supporto dell’attività agricola, se non in via eccezionale, quando manchino ragionevoli possibilità di localizzazioni alternative. Le eventuali eccezioni devono essere congruamente motivate.”

“Poiché, com’è noto, i terreni ricadenti nelle contrade in questione sono utilizzati – scrivono gli oppositori - per colture specializzate, irrigue (aranceti) e dotate di infrastrutture ed impianti a supporto delle attività agricole, sembra evidente l’inammissibilità della variante in questione. D’altro canto non risulta che nessuna congrua motivazione a tale variante sia stata addotta né dalla società Scirumi, né dal Consiglio Comunale che ha deliberato.”

Tuttavia ogni cosa è rimandata a dopo le elezioni comunali, che si terranno l’11 e 12 giugno.

Alle elezioni Neri va al ballottaggio con il candidato Sindaco delle sinistre. Vince Alfio Mangiameli della Margherita (nipote di quel Mangiameli consigliere che votò entusiasta a favore dell’affare Scirumi), un altro candidato Sindaco appoggiato dai DS (Armando Rossitto) entra in Giunta come Vice Sindaco.

Sarà quindi il nuovo Consiglio Comunale a maggioranza Margherita-DS a dover ridiscutere l’opposizione presentata alla deliberazione della passata amministrazione Neri.

Il 29 settembre l’affare Scirumi è all’ordine del giorno in Consiglio comunale, ma non sarà discusso per le indecisioni dei DS.

Cos’era successo?

Il 16 settembre su “Informa Sicilia”, un giornale locale, il segretario dei DS Lidia Costanzo aveva proposto i suoi dubbi sulla costruzione del mega villaggio: “Questo significherà, al di là di altro tipo di riserve che altri hanno già esposto, che un’area vastissima del nostro territorio sarà sconvolta e lo sarà per sempre, e per sempre sarà modificato l’ambiente dell’area interessata e quello dell’area circostante. Sarà modificato il clima, l’assetto idrogeologico, sarà modificata la flora, la fauna e tutto questo per sempre. Quale sarà l’effetto che questo grossissimo impatto ambientale provocherà sulla nostra salute, sulla vivibilità della zona …”? Durante la campagna elettorale, del resto, anche il candidato Rossitto [Preside di scuola e noto esponente di “Libera” di Don Ciotti] ora come detto vice sindaco, aveva espresso le sue perplessità mettendo come punto del suo programma la ridiscussione dell’insediamento americano. Sembra a tutti chiaro che esistano divergenze, differenti valutazioni, posizione contrarie all’interno della stessa maggioranza. Ma tutto rientra. La Costanzo fa autocritica, Rossitto plaude al progetto che, come ora quasi tutti i DS sostengono, sull’onda del “lungimirante” deputato De Benedictis, porterà benefici alla città.

Intanto circolano le Controdeduzioni dell’ Architetto D’Anna, responsabile del procedimento, estensore dell’istruttoria del 9 febbraio e relatore di quella integrativa del 14 aprile 2006.

Le Controdeduzioni, datate 11 settembre, approdano in Consiglio comunale il 16 ottobre 2006.

Qui vale la pena ripercorrerle punto per punto.

Sostiene l’architetto. D’Anna:

“1) La Società Scirumi s.r.l. non ha mai sostenuto di “essere interprete di richiesta del Comando Militare Americano della base di Sigonella US. NA VY”. Infatti, dagli atti di progetto, quali la Relazione tecnica generale e Norme tecniche di attuazione, risulta il contrario. Il punto 1 Premessa della relazione a pag. 1 ultimo comma riporta:

“In conformità agli usi ed alle disposizioni, non derogabili del Governo Americano, ottenuta la variante urbanistica, sarà cura della Società richiedente produrre in uno al progetto di lottizzazione relativo idoneo documento rilasciato dalle competenti Autorità Americane, da cui risulta (“ rferito alla realizzazione dell’opera in questione”.”

Qui non si capisce bene se l’estensore voglia prendere in giro il Consiglio Comunale o i redattori dell’opposizione.

Perciò la Società Scirumi non è portatrice della richiesta del comando U.S.A., anzi secondo l’Architetto “risulta il contrario”. Ciò vuol dire che la Società Scirumi SRL, così, di sua sponte, ha pensato di proporre una variante al P.R.G. da offrire poi agli americani per farne un villaggetto di oltre 1000 case più servizi. Una progettazione mastodontica, indagini geologiche, ecc. senza che nessuno abbia avanzato richiesta di bisogni reali. Senza nessun abboccamento propedeutico. Ma se non c’è nemmeno stata richiesta americana di cui la Scirumi si farebbe interprete, per quale motivo si dovrebbe variare il P.R.G., trasformare una vasta “zona E” agricola in “CE4” edificabile per “Complesso insediativo chiuso ad uso collettivo ex art.15 L.R. 71/78 destinato alla esclusiva residenza temporanea dei militari americani della base Sigonella U.S. Navy . – Località Xirumi, Cappellina, Tirirò.”? Quindi siamo senza committente e nell’incognita di un “no, grazie”. Ed in quest’ultimo caso La Scirumi S.r.l., per almeno 10 anni, avrebbe in regalo un patrimonio (trasformazione di terreno da agricolo in edificabile) più che triplicato in valore.

Di più, il nostro architetto, senza alcuna remora, precisa che come è uso inderogabile del Governo Americano, prima fai la variante e poi, eventualmente, si presentano le carte di richiesta. Scherzo? Errore di stampa? Macchè, le cose stanno proprio così e poiché sembra ovvio che ci si debba conformare agli usi e alle disposizioni di un governo straniero, le disposizioni normative italiane vanno a farsi benedire.

“2) L’insediamento in parola, in quanto ambito chiuso, ai sensi dell’art.15 della L.R. 71/78, non incide in alcun modo a determinare o/e soddisfare fabbisogno urbanistico ordinario del Comune. Di conseguenza nulla ha a che vedere in questo caso con la situazione demografica del Comune, in quanto l’insediamento se realizzato, andrà a soddisfare fabbisogni di interesse specifico e predeterminato, non concorrenti o/e contrastanti con le previsioni del redigendo P.R.G.” Ai sensi del’art. 15 della L.R. 71/78?

E qui facciamo presente all’Architetto che L’art. 15, non ha nulla a che vedere con la determinazione del fabbisogno urbanistico ordinario, con la situazione demografica del Comune, in una battuta non parla di affrancazione dagli indici di cubatura generale previsti dal P.R.G.

L’art. 15 parla del non obbligo della cessione gratuita delle aree e delle relative opere di urbanizzazione primaria e secondaria ricadenti all’interno del complesso. Precisando che queste rimangono a carico del lottizzante.

In altra sede il nostro architetto, tergiversando sull’appunto, dirà che comunque sia è prassi consolidata che le costruzioni in ambito chiuso non interferiscano sulla cubatura generala prevista dal P.R.G. Davvero misera consolazione e inefficace giustificazione! “Le lottizzazioni in ambito chiuso sono tutte uguali.” sostiene perentorio il funzionario dell’Ufficio Tecnico D’Anna.

“3). Le motivazioni per cui non è stato assolutamente violato il disposto di cui all’art.2 della L.R. 71/78, e in modo puntuale e circostanziato, sono riportate ai punti 9,10,11. dello studio agricolo forestale allegato al progetto di variante, cui per brevità si rimanda.”

In effetti, tra gli allegati dell’affare Scirumi S.r.l., esiste una relazione agricolo forestale a firma dell’agronomo Alfio ragazzi, che, “in modo puntuale e circostanziato”, come narra il nostro tecnico comunale, spiega il perché non esista un vero conflitto tra l’art. 2 comma 5° della L.R. n°71/78 e il cambio di destinazione d’uso. Ci dice, la relazione del tecnico agronomo, che i giardini della Scirumi sono “alla fine del ciclo produttivo”, che in fondo rappresentano poca cosa rispetto alla quantità di terreno agrumetato del territorio di Lentini e che la tipologia dell’insediamento americano sarà quella della “città giardino”, che le siepi avranno “funzioni positive sui nuovi microsistemi” e ancora che la “città giardino” “mitigherà l’impatto paesaggistico tale da garantire una elevata qualità ‘estetica e funzionale’, rispettando le peculiarità del paesaggio e dell’ambiente circostante”. Ci sarebbe parecchio da dire a riguardo, tuttavia quello che è davvero significativo è che questa relazione (incarico professionale) non è stata ordinata dal Comune, ma dalla stessa società Scirumi S.r.l.

Proprio così, le“motivazioni per cui non è stato assolutamente violato il disposto di cui all’art.2 della L.R. 71/78, e in modo puntuale e circostanziato, sono riportate ai punti 9,10,11. dello studio agricolo forestale allegato al progetto di variante, cui per brevità si rimanda.”, non è altro che la relazione di parte ordinata dalla lottizzante società Scirumi S.r.l.

Non riusciamo, tuttavia, a capire, come un tecnico, anzi il capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, creda davvero che sia sufficiente la relazione di un agronomo e di un agronomo al servizio della società lottizzante, per stabilire che non esista impatto ambientale, che le aree in questione non siano tra quelle a vocazione particolare, che gli aranceti ora della Scirumi non siano una coltura specializzata, che nel vasto territorio di Lentini “manchino ragionevoli possibilità di localizzazioni alternative” come prescritto dalla legge su citata. Sarebbe bastato rivolgersi agli uffici di Assistenza Tecnica dell’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste competente per territorio (già SOAT) per accedere ai dati in questione.

Cosa avrebbe scoperto il nostro tecnico comunale? Per esempio che questi uffici hanno predisposto un ottimo studio titolato “Carta dell’uso del suolo del territorio di Lentini Scordia” datato 2001 e corredato da preziose tavole colorate (pubblicazione edita dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicila).

Ci sembra importante riportare alcuni brani:

“La seconda area [quella in questione n.d.r.] è caratterizzata da agrumeti di recente impianto con cultivar più attuali e di pregio ben accette al mercato con impianti con sesti ampi che rendono più agevole la meccanizzazione delle operazioni colturali; il sistema d’irrigazione prevalentemente utilizzato è quello localizzato a spruzzo (baffo). Le due aree descritte, malgrado in alcuni casi si riscontri la presenza di un fattore limitante costituito dalla eccessiva natura argillosa dei suoli, presentano una spiccata vocazione agrumicola con particolare riferimento alla produzione di arance a polpa pigmentata: Moro, Tarocco e Sanguinello.” Il testo della SOAT continua descrivendo le peculiarità farmacologiche “valorizzate di recente dalle ricerche mediche nel settore e che la rende una fra le più importanti varietà pigmentate menzionate per l’azione antitumorale dei suoi pigmenti”.

Ben altro, anzi, proprio l’opposto di quanto relazionato dall’agronomo di parte.

Un buon tecnico e un buon Consiglio Comunale, a questo punto, non avrebbero dovuto provvedere ad ulteriori accertamenti?

4) I1 tempo di durata dell’uso esclusivo cui il complesso è destinato, sarà contenuto nell’accordo che dovrà essere stipulato fra i proponenti e il governo Americano. In mancanza ditale successivo accordo, come detto già al precedente punto 1, nulla potrà realizzarsi, pur se in presenza dell’intervenuta approvazione di variante urbanistica.

Già, ma intanto il cambio di destinazione d’uso sarebbe avvenuto e il cambio di valore dei terreni pure. E dopo? Si, dopo che “la durata dell’uso esclusivo” sarà convenuta? Qui le ipotesi sono davvero parecchie e ci torna in mente ciò che è accaduto all’altro villaggio per americani di Aci S. Antonio (CT) ora in vendita col nuovo e suggestivo nome di “Villette del parco”. Oppure chissà, come “profondamente” suggerisce l’ex sindaco dei DS Raiti (assemblea pubblica dei DS sul caso Scirumi del …), sarà smantellato tutto e quindi occorrerà che l’amministrazione si impegni per sapere i modi e i luoghi dove portare il materiale di risulta. Non ci sono parole.

5) La assoluta trasparenza e linearità con cui è stata condotta la procedura in questione, si legge nella Relazione tecnica generale al punto 5 - pag. 8 e seguenti.

La procedura complessivamente è stata espletata dal 27/06/2005 al 18/04/2006, data di adozione della delibera dei C.C. n.2l/06.

Assoluta trasparenza? Ma l’assoluta trasparenza avrebbe voluto che il Comune interpellasse un esperto legale affinché relazionasse sulla liceità o meno della variante. La trasparenza avrebbe voluto la relazione tecnica di un agronomo di parte. La trasparenza avrebbe voluto un parere di parte comunale sull’impatto ambientale e certo non assumere acriticamente i pareri e le relazioni della ditta lottizzante.

È, ad esempio, questa assunzione acritica che porta il nostro tecnico comunale a dire senza alcuna remora che tutta la procedura ha inizio il 27.06.2005. La procedura di chi? Non certo del Comune, che sa della proposta solamente il 3 febbraio 2006. E infatti tutte le note, relazioni e le richieste a partire dal 27.06.2005 sono della società Scirumi o da questa richieste.

6) L’insediamento proposto dalla società Scirumi risulta posizionato a circa m. 800, in linea diretta, dal colle di S. Basilio, ed è diviso da quest’ultimo dalla viabilità provinciale S.P. 69/II, inoltre per quanto riguarda la valorizzazione del patrimonio naturale e dell’ambiente, la società Scirumi si è resa da subito disponibile, come si legge nella relazione tecnica generale al punto 14, a prevedere ed eseguire opere concordate per la valorizzazione delle aree archeologiche, compresa l’area denominata S.Basilio.

Riassumendo, la gentile Società Scirumi promette: a) opere per la valorizzazione delle aree archeologiche (tra cui quella di S. Basilio); b) opere per la valorizzazione del lago Biviere di Lentini; c) opere di urbanizzazione dei quartieri S. Antonio (come ci ricordava in campagna elettorale il Sindaco Neri e come la stessa Scirumi S.r.l. dichiara precisando, è bene ricordarlo, “che l’importo dell’intervento sarà proporzionalmente modulato in relazione alla reale realizzazione dei complessi insediativi ricadenti nei due lotti di terreno oggetto del cambio di destinazione d’uso”) e di Carrubbazza, Corderia e Porrazzeto (come ci ricorda rilanciando il neo Assessore Cirino Cillepi sulle pagine del “La Notizia” del 28 ottobre 2006).


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