3. Il luogo dell’insediamento ed alcuni attori

Da Lentini andando verso Palagonia, appena valicato il passo tra monte San Basilio e Monte Serravalle ecco aprirsi a nord la piana. Proprio lì, allo sbocco del passo, si potrà scorgere, se riusciranno a costruirlo, il lato sud della recinzione del mega insediamento USA...
di DDISA - mercoledì 13 dicembre 2006 - 3062 letture

Da Lentini andando verso Palagonia, appena valicato il passo tra monte San Basilio e Monte Serravalle ecco aprirsi a nord la piana. Proprio lì, allo sbocco del passo, si potrà scorgere, se riusciranno a costruirlo, il lato sud della recinzione del mega insediamento USA. Si tratta del lotto A. Per trovare il lotto B occorre tornare indietro, prima del passo, sul lato sinistra della strada (C.da Tirirò).

Una girata in mezzo ai giardini compresi nel lotto A, ed ecco un imponente cancello incardinato su due larghi pilastri in muratura intonacata e su un pilastro la scritta a sbalzo “Cavaliere Sanfilippo”. Vuoi vedere che è Lui? Eccome se è Lui. Si tratta dei giardini del potente Ciancio Sanfilippo & C. (forse ci sono anche il suo socio Pippo Baudo, quello della TV, e il vecchio DC Urso) ora patrimonio della Scirumi s.r.l.. Chi è Ciancio Sanfilippo? Uno dei due magnati di Sicilia ed il primo nella Sicilia Orientale. Il Boss dei Boss, quello che tutti temono, dalla magistratura all’editoria. Se la fanno sotto, temono la potenza economica che spazia nella speculazione edilizia, le campagne del suo giornale catanese, La Sicilia e il diffuso potere nei media, che l’ultimo Cavaliere di Catania possiede (ricordiamo che ne erano intimoriti prima, e in qualche modo soci o clienti poi, gruppi come l’Espresso e La Repubblica).

Torniamo al luogo dell’insediamento.

Mettendosi con le spalle al lotto A abbiamo sulla sinistra la ripida salita del Monte San Basilio. Che c’è su San Basilio? La sede di un esteso ed importante insediamento rupestre che appunto domina il vasto paesaggio rurale delle contrade di Xirumi e Cappellina poste a nord e di Tirirò a sud.

Che c’è nell’area prevista per l’edificazione del complesso edilizio? Una zona archeologica già censita dalla Soprintendenza e di cui si è più su accennato. E allora come hanno fatto ad avere il nulla osta? Qui vale la pena aprire un’altra piccola parentesi sulla generalmente attenta e intransigente Soprintendenza di Siracusa.

Ci sembrano particolarmente interessanti due pareri: A) il, già citato parere (nota n.2353) del 14 dicembre 2005 del Servizio Museo Archeologico di Lentini ecc. a firma del dirigente Dott. Guzzardi, il quale, dopo aver descritto le “emergenze archeologiche” esistenti sui terreni in oggetto, fa alcune “raccomandazioni” “affinché non sia recato pregiudizio alla conservazione dei beni archeologici”. Buffo è il modo in cui con successiva nota n. 484 del 14 marzo 2006 la Soprintendenza concede il “nulla osta per quanto di stretta competenza all’approvazione della proposta di variante”. Buffo? Si, perché la nota precisa “che questo Servizio ha su tutta l’area di che trattasi svolto puntuali indagini di archeologia preventiva, facendo pervenire le prescrizioni di tutela archeologica con nota n. 2353 del 14.12.05”. Ma quali sono queste prescrizioni? Le prescrizioni sarebbero le raccomandazioni di a) colmare le trincee di scavo; b) “che il personale preposto dalla ditta proprietaria alla custodia del sito continui a garantire la contestuale custodia di quanto di interesse archeologico rimasto in situ, evitando che vengano effettuati nei settori campiti in rosso e azzurro come da allegato, lavori nel sottosuolo non già concordati con questo servizio, affinché non sia recato pregiudizio alla conservazione dei beni archeologici”. Ma che vuol dire? Nulla osta o qualcosa osta? Le emergenze archeologiche riposeranno nei recinti dei caseggiati americani con la custodia degli uomini della Scirumi SRL?

Ma tragicomica è la fine della nota inviata da Guzzardi e Muti: “Il comune di Lentini e il Servizio Beni A.P.N.N.U. di questa Soprintendenza sono infine pregati di aggiornare, per quanto di loro stretta competenza, le indicazioni cartografiche e di tutela paesaggistica come dalle risultanze delle indagini di cui alla presente nota”. Per farne cosa? Memoria storica? B) Altro parere interessante è quello della Soprintendenza ai BB. CC. AA, Servizio per i beni architettonici, naturali, naturalistici, paesaggistici ed urbanistici, a firma del responsabile del servizio I, architetto G. Susan, e con il visto del Soprintendente architetto M. Muti.

Il parere espresso con nota del 23 gennaio 2006 prot. 497, che rinvia a sua volta al parere del C.R.U. dell’Ass.to Regionale Territorio Ambiente, avrebbe tuttavia dovuto far riflettere il frettoloso Consiglio Comunale sulla dubbia liceità dell’operazione speculativa della società Scirumi. La nota, infatti, nel ribadire il vincolo paesaggistico cui sono sottoposti i terreni in questione, si esprime così: “entrambe le aree individuate in planimetria con le lettere A. e B. risultano sottoposte a vincolo paesaggistico di cui al decreto del 07.08.1995 pubblicato nella G.U.R.S. del 21.10.1995; il vincolo paesaggistico non esclude a priori l’attività edificatoria, ma impone tuttavia la salvaguardia di quelle caratteristiche proprie che ne hanno determinato l’emissione.”

Ebbene le caratteristiche proprie sono quelle della ruralità del paesaggio che con il “complesso insediativo chiuso ad uso collettivo destinato alla esclusiva residenza temporanea di militari americani” risultano essere assolutamente incompatibili. Ma tant’è.


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