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L’Alga tossica blocca i turisti in Liguria

Il problema - ha commentato Lucia Venturi responsabile scientifico di Legambiente - è che il Mediterraneo si sta tropicalizzando...

di Vincenzo Raimondo Greco - giovedì 3 agosto 2006 - 4318 letture

Durerà fino a venerdì il divieto di balneazione nel tratto di mare compreso tra Genova Quarto e il porticciolo di Nervi. I nuovi rilevamenti effettuati hanno, infatti, evidenziato gli stessi valori verificati il 28 luglio. Intanto è giunta in Liguria l’unità di crisi dell’Icram (l’ Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare). I tecnici, ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio, avranno il “compito di effettuare i prelievi e le analisi necessarie per stabilire la causa della proliferazione dell’alga tossica presente nei mari della regione”.

E, “nel giro di una settimana, a controlli ed analisi effettuate - ha assicurato Silvio Greco, commissario dell’Icram - saremo in grado di fornire alle autorità competenti un quadro più preciso su quanto sta avvenendo nelle acque del golfo ligure”. A distanza di un anno, quindi, si ripresenta , nel Mar Tirreno, l’allarme alga tossica. L’Ostreopsis ovata, responsabile di pesanti conseguenze sulla salute umana, è un organismo alloctono, originario dei mari tropicali e arrivato nel bacino Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle grandi navi mercantili.

Il problema - ha commentato Lucia Venturi responsabile scientifico di Legambiente - è che il Mediterraneo si sta tropicalizzando. Anche quest’anno, come stanno verificando anche i tecnici della Goletta Verde, si registrano temperature superficiali superiori di 1 - 2 gradi rispetto alla media stagionale. Inoltre le nostre acque sono diventate ricche di nutrienti, e questo è il secondo fattore che favorisce la riproduzione delle alghe” .

Che il Mediterraneo stia diventando un mare tropicale è comunque un dato incontrovertibile, di cui vanno studiate tutte le conseguenze. “Occorre perciò aumentare i monitoraggi e individuare le condizioni che scatenano i bloom algali per poter fare opera di prevenzione e poter organizzare eventuali stati di allerta. Ma a lungo termine - ha concluso Venturi - si dovrebbe intervenire sulle cause dell’innalzamento delle temperature. E mettere in campo interventi contro l’inquinamento e l’effetto serra, per prevenire i cambiamenti climatici”.

Sui tratti costieri di Punta Vagno, Sturla e Quinto, interessati dalla presenza dell’alga Ostropsis ovalis, i biologi e i tecnici chimici dell’Istituto hanno preso il posto dei tanti turisti che dovranno, momentaneamente, rinunciare alla proverbiale tintarella e al tuffo in costiera. Il presidente della regione, Burlando, in polemmica con quanto scritto dall’autorevole ’Times’ (leggi comunicato in calce all’articolo) tanquillizza cittadini e turisti. "E’ un fenomeno circoscritto a un limitato tratto di mare della città di Genova , coinvolge 18 stabilimenti balneari sui cento esistenti nell’area metropolitana e non riguarda in nessun modo località turistiche e balneari vicine a Genova e della Riviera Ligure, come evidenziato dalle indagini in corso”.

Un intervento giudicato positivo dall’ l’assessore regionale all’Ambiente, Franco Zunino che va però “concepito nell’ambito di un’azione di coordinamento con tutti gli Enti che sul territorio da un anno stanno lavorando sul tema, attraverso un monitoraggio molto attento e soprattutto deve prevedere il riconoscimento di quanto è stato fatto”. Piena disponibilità, ha precisato Zunino, ma “a patto però che il tutto avvenga senza disperdere le competenze acquisite” e tenendo conto “che proprio a Spezia vi è un centro di ricerca sull’alga ostreopsis riconosciuto a livello nazionale”. Infine, per il sottosegretario all’Ambiente, Bruno Dettori è necessario “attivare urgentemente la Commissione Mediterranea sullo Sviluppo Sostenibile (MCSD), per definire una strategia regionale concordata con gli Stati rivieraschi del Mediterraneo perché il problema non è locale né esclusivamente italiano, ma è presente anche in altre aree marine”.


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