Il virus fra sogni e desideri

Mentre si continua a morire, il sindaco Sala sogna e l’assessore Gallera ha fatto un pensierino
di Adriano Todaro - mercoledì 1 aprile 2020 - 626 letture



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IL FATTO

Coronavirus, Gallera sfida Sala: "Sono pronto a fare il sindaco di Milano" (Affariitaliani.it, mercoledì 25 marzo 2020)

IL COMMENTO

La Lombardia ha il record dei malati Codiv-19 e il record dei morti. Una situazione terribile con personale sanitario costretto a lavorare giorno e notte e senza ausili o presìdi medici. Negli ospedali non c’è più posto per gli ammalati, chi ci opera è costretto a fare scelte dolorose: ricoveriamo questo che ha 34 anni e non quello che di anni ne ha 80. Chi muore non ha neppure il conforto dei suoi cari perché non possono assisterlo e neppure partecipare al funerale.

Insomma, una situazione terrificante. Per fortuna, però, ci sono persone che non solo hanno il senso delle proporzioni ma aiutano le persone anche infondendo loro buon umore. Prendete, ad esempio, l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera. Ogni giorno, nelle dirette Facebook, ci allieta con il bollettino di guerra. Lo fa con una soavità che solo gli assessori al Welfare sanno fare e c’infonde coraggio e speranza con la verve avvocatizia che ha dentro di sé. Perché Gallera, classe 1969, è un avvocato. Se andate nel suo sito internet vedrete che ha una paginata intera di incarichi, tutti prestigiosi.

Insomma, come si dice dalle mie parti: “l’è minga un pirla!”. Sentite con che enfasi si autodescrive: “Prendersi cura concretamente di chi ha bisogno ogni giorno. Questa è la mia politica… Sono un amante dello sport, mi piace correre, da anni partecipo alla Stramilano e ad altre gare podistiche amatoriali, non perdo occasione per vestire la maglia della squadra di calcio di Palazzo Marino o per godermi una bella discesa su un paio di sci. Ma la mia più grande passione, insieme alla politica è il Milan, da sempre la mia squadra del cuore”.

Questo una volta. Oggi, invece, è “in trincea” per combattere il cattivo virus. Lui viene dal Partito liberale poi scopre Forza Italia e fa carriera. Nel bailamme di questi giorni, il nostro assessore che si prende cura concretamente di chi ha bisogno, ha pensato bene di guardare “oltre”, di non fossilizzarsi sul virus, di avere una visione complessiva ampia e ha dichiarato: "Sono pronto a fare il sindaco di Milano". Bel colpo! D’altronde, uno che partecipa alla Stramilano e tifa Milan, ha tutte le carte in regola per fare le scarpe al sindaco in carica Beppe Sala.

Che, bisogna dire, non è messo troppo bene. Dopo 26 giorni dal suo messaggio-video #milanononsiferma, Sala si è scusato con i cittadini perché quel messaggio era fuorviante. In quel momento, però, si faceva fotografare mentre prendeva l’aperitivo con il conduttore tv Alessandro Cattelan. Le critiche, il grande manager, le rintuzza in questo modo: “Accetto le critiche, ma non tollero che qualcuno possa ancora marciarci su per scopi politici”. Ben detto. Come mai lui stesso il 23 febbraio faceva chiudere tutte le scuole e il 27 febbraio non aveva capito quanto fosse grave la situazione?

Il Beppe ha raccontato di aver fatto un sogno (da quando l’ha affermato Martin Luther King non c’è più un politico che non abbia fatto un sogno). Lui, il manager de’ noantri, in diretta Facebook, ha così descritto il sogno: ”Ero lì nelle mie funzioni da sindaco, con tanto di fascia tricolore, e consegnavo gli Ambrogini d’Oro. Sul più bello mi sono svegliato. Sono venuto in ufficio e ripensavo al sogno”. Gli Ambrogini si consegneranno il prossimo 7 dicembre (e si voterà nel 2021), ma lui, il Beppe manager, si è portato avanti con il lavoro. Un po’ come dire: altro che Gallera, il sindaco a Milano sono io e ci resterò. Che bella combriccola di ilari buontemponi!

A proposito. Ieri mi hanno informato che è morto un mio amico: Giuseppe. Abitava vicino a Bergamo e aveva 82 anni: Coronavirus. Vabbè tanto era vecchio e non è giusto che i vecchi continuino a vivere. Giuseppe era ammalato da una sola settimana. In ospedale non ci è mai arrivato; non c’era posto. Bertolaso, invece, il posto l’ha trovato subito ed è stato ricoverato “in via precauzionale”. E mentre Sala sogna e Gallera vorrebbe fare il sindaco di Milano e il mio amico Giuseppe è morto, anch’io ho fatto un sogno. Di fare il sindaco? Macché. Non ve lo dico per non essere querelato dal Gallera e dal Beppe nostro. E anche da Santo Bertolaso.


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