Il virus e le nostre fragilità

Ora che il virus è arrivato tra di noi scopriamo tutte le nostre fragilità. La paura c’è ed aumenta con il passare delle notizie...
di Luigi Boggio - domenica 23 febbraio 2020 - 1021 letture

Ora che il virus è arrivato tra di noi scopriamo tutte le nostre fragilità. La paura c’è ed aumenta con il passare delle notizie non sempre confortanti. La paura per l’estendersi dell’epidemia si avverte e si manifesta in ogni ora del giorno. Parlando al telefono con alcuni miei amici che abbiamo i figli fuori per lavoro si avverte nel corso della discussione questo forte senso di paura.

È vero che viviamo in un’epoca d’incertezze e che ci sono dei limiti invalicabili, ma che non vogliamo guardare al passato è altrettanto vero. Se andassimo indietro, cosa che dovremmo fare sempre, capiremmo che la storia è un racconto di calamità ed epidemie devastanti che hanno portato le persone a muoversi. Anche le guerre hanno avuto gli stessi effetti di morte e di spostamenti.

La famiglia di mio papà non è stata colpita dall’inutile e disastrosa prima guerra mondiale ma dell’epidemia d’influenza spagnola nel 1918. Il terribile virus portò via mio nonno paterno di anni 58 e un mio cugino di 4 anni. La grande disperazione e le conseguenze. Quando si è investiti in qualsiasi epoca di queste tragedie bisogna valutare anche le devastanti ricadute economiche. Ci sono attività che chiudono ed economie che vanno a rotoli.

Siamo all’inizio del coronavirus e si avvertono i primi segnali di difficoltà economiche d’interi comparti produttivi. Quando sento del virus dell’epoca globale mi domando: ma quello dell’influenza spagnola che ha fatto nel mondo tra 50 e 100 milioni di vittime non era anch’esso globale? A Nicosia chi gliela portato?

Alcuni tuttologi di giornata farebbero bene a non parlare e ad ascoltare la scienza. Riconosco che i rischi sanitari sono reali, che non mi resta che affidarmi alla scienza e che bisogna rispettare tutte le indicazioni che provengono dalle autorità sanitarie. Non ci sono altre strade che la collaborazione e la capacità del nostro sistema sanitario di reggere la sfida.



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