Dovremo dire, non dico nulla...

Pensavo di rivedervi tra qualche mese, ma non ho resistito per le cose che leggo.
di Luigi Boggio - domenica 14 febbraio 2021 - 767 letture

Pensavo di rivedervi tra qualche mese, ma non ho resistito per le cose che leggo. In particolare sono stato colpito dalle proteste delle donne del Pd per essere state escluse dalle nomine ministeriali. Condivido le loro proteste che andrebbero rivolte anche nei confronti dei loro capi corrente. Però quei poveri meridionali che con il loro voto hanno contribuito al risultato del Pd e di Leu cosa dovrebbero dire per la mancata riconferma del giovane, preparato e intelligente, Peppe Provenzano tagliato fuori dopo aver dimostrato con i fatti alcuni provvedimenti di un certo interesse in direzione dell’occupazione e del rilancio Mezzogiorno come una grande questione nazionale ed europea?

Dovremo dire, non dico nulla, forse non hanno capito che al Sud saranno destinate oltre 40 miliardi di fondi europei 2021-27 più la quota d’integrazione del nostro Paese che si aggira sui 20 miliardi. Siamo a 60 miliardi, più quel 37% dei 209 mil. del Recovery plan, più ancora le risorse finanziarie ordinarie del bilancio dello Stato.

Mentre le anime morte del Pd non vedevano Il Mezzogiorno e quelli di Leu si erano attestati sulla Sanità, Forza Italia metteva le mani sul Mezzogiorno, la Lega si prendeva il ministero dello sviluppo economico, con dentro le politiche nei confronti delle piccole e medie imprese, il rinato ministero del Turismo; lasciando a Franceschini il taglio di qualche nastro museale, e il ministero della disabilità di una certa rilevanza sociale e umana.

Mario Draghi sorride

Ma non è finita, in quanto vorrebbe dei sottosegretari alla Sanità e agli Interni per contribuire a svegliare i ministri troppo sonnolenti. Se dovessero andare in porto anche queste richieste il quadro si completerebbe con il risultato di una vittoria della Lega a tutto campo. Avremo un governo a guida tecnocratica e leghista, con il Mezzogiorno emarginato.

Un disegno concepito da tempo dopo che era stato illustrato per bene ai due Mattei. Al Matteo di Rignano gli hanno detto tu vai avanti senza fermarti, mentre al Matteo del Papete gli hanno detto levati dalla testa le felpe, mettiti le giacche e cammina lungo questo sentiero già tracciato da tempo.

Ci hanno azzeccato in pieno con il Pd in sommovimento verso Zinga e i 5S verso un destino incerto.

Però mi chiedo se nel Mezzogiorno ci sono ancora le condizioni e la volontà per rompere steccati ed emarginazione. Una domanda non facile perché siamo di fronte ad una popolazione che invecchia e i migliori giovani che vanno via.



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