Dette e lette in Giro (1)

Abbiamo inviato uno dei nostri più fidati collaboratori in Afganistan, e attraverso vari sistemi (email, piccioni viaggiatori, militari di ritorno ecc.) dato che in quel martoriato Paese le comunicazioni non sono sempre efficienti come in Italia, ci ha fatto giungere le sue prime corrispondenze.

di Redazione PuntoG - mercoledì 13 luglio 2011 - 2433 letture

L’Afghanistan è un paese grandissimo. Abbiamo inviato uno dei nostri più fidati collaboratori, Mohammed Al-Kazzira, che attraverso vari sistemi (email, piccioni viaggiatori, militari di ritorno ecc.) dato che in quel martoriato Paese le comunicazioni non sono sempre efficienti come in Italia, ci ha fatto giungere le sue prime corrispondenze. Ecco quello che il nostro corrispondente ci ha inviato dunque dall’Afghanistan, una esclusiva per Girodivite. Luoghi e persone indicate ovviamente si riferiscono a luoghi e persone tipici e famosi dell’Afghanistan.

Durante un raid anti-burka, commento tra due aspiranti afgani alle selezioni per entrare nel contingente, armato di pace, della tribù dei FigghiRiIarrusi: "Le più belle ragazze sulla spiaggia di Al-Jardin-Naxos sono le katanesi: le uniche che hanno il coraggio di mettersi in topless". [Nota: Al-Katania è una famosa città dell’Afghanistan, nota anche per le sue abitanti]

La figlia alla madre ottuagenaria, intenta ad arricchire l’uranio colpito dalla crisi: "Hanno aumentato di nuovo il prezzo della benzina: milleseicentoventuno talleri (è difficile dire 1 tallero virgola 621 millesimi) al litro". La madre risponde in strettissimo dialetto originario dei Monti Al-Pater-Nò: "Minchia, ma vonnu ppi fozza a rivoluzioni!" (Mi sono sentito nel ’68, ascoltando la conversazione)

Tra due mujaheddin pensionati. Il primo: "Sai dove portava Ibn-Berluscon i so’ figghi a jukari kuannu eranu picciriddi?" Il secondo: "Che minchia ni sacciu!" Il primo: "Pezzo di dromedario, ’o Porcu Gioki!" [Nota: Ibn-Berluscon è uno dei leader delle tribù del Nord dell’Afghanistan, da notare l’idioma dialettale sensibilmente diverso]

In una tenda umanitaria, zona Al-Giarre, una signora distinta rivolgendosi ad un’amica, scavalcando la fila in attesa del vaccino anti-occidentale: "Nun t’assiddiari, ju vegnu di ’na famigghia unni pì educazzioni e gentilizza n’to parrari, na ponnu m’pugnari!"

Il Colonnello Ibn-Grifò, distribuendo volantini all’uscita di un circolo ricreativo inaugurato dalla Iena del deserto, Al-Russa, per ricordare la figura di Ibn-Haider e commentando l’Olocausto: "Ma kuali sei miliuni d’ebrei ammazzati... ma nun è veru nenti!...Magari..." [Nota: Jörg Ibn-Haider, conosciuto con il nome di battaglia Al-Infimo-El Carinzia, fondatore dell’Alleanza per il futuro dell’Al-Austria, un partito che voleva riportare il Nazismo in Afghanistan]

Dialogo tra due soldati precari del contingente Nato: "Non riesco a trovare un lavoro fisso, tanto ’o nanu che cinni futti? Ora è in viaggiu ri nozzi: futti e si scorda i tutti". Risposta: "Pikkì nun provi a truvare un travagghiu mobile? Che sacciu, Ibn-Aiazzone?" [Nota: Ibn-Aiazzone era un famoso venditore di mobili afgano]

Un clandestino padano di un metro e cinquanta su una barca di pesca-turismo, rivolgendosi al capitano afgano Al-Lago, alto circa un metro e novanta, che gli ha appena negato la prenotazione del posto più ambito dell’imbarcazione: "Uhé, ti, ma te lo sai che qua sopra il Capitano sei tu, ma quando arriviamo giù da basso a terra, il capitano sono io? Testina!"

 "Ministro, lo sa che in un’altra guerra inutile, quella del Vietnam, per contare velocemente le vittime dell’esercito americano, utlilizzavano le carte da poker?"
 "Davvero? Allora ieri abbiamo finito il primo mazzo di carte napoletane!"
 "Ministro, peccato che non ci sia proprio niente da ridere..."


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