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Detenuto fotografato con cartello squallido

E’ successo, secondo la Cgil, nel carcere di Rovigo. L’intervento del sottosegretario Luigi Manconi

di Adriano Todaro - mercoledì 16 aprile 2008 - 2308 letture

Uno squallido quanto grave episodio è accaduto – secondo la denuncia della Funzione pubblica-Cgil – all’interno del carcere di Rovigo. Un detenuto straniero è stato fotografato dal personale appartenente il Corpo di polizia penitenziaria con un cartello in mano con su scritto: “Grazie Minniti per la terapia data, che mi ha fatto guarire” ed altre squallide frasi. Il direttore del carcere, informato di quanto accaduto, sembra abbia sottovalutato l’episodio definito in termini di “bonarieta”.

La denuncia parte dal segretario regionale veneto della Cgil, Alessandro Biasioli e dal Coordinatore regionale veneto Fp-Cgil, Giampiero Pegoraro. Quest’ultimo fa parte della Polizia penitenziaria. Nella sua lettera sottolinea che si è sempre opposto alle affermazioni di chi affermava che “una pallottola costa meno di un detenuto” e denuncia questo episodio squallido. Poi così continua: “Di certo alcuni miei colleghi, quelli che sono per l’omertà, mi definiranno un ‘infame’ o un ‘pezzo di merda’, e seguiranno attacchi alla mia organizzazione sindacale e a me personalmente… Quello che mi rimane è la dignità e la coerenza nei valori dettati dalla nostra Costituzione e che mi sono stati insegnati dai genitori”.

Informato dell’accaduto, è intervenuto il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi. Con un comunicato stampa, ha fatto presente di aver chiesto al capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e al capo dell’Ufficio ispettivo che “vengano effettuati tempestivi e completi accertamenti affinché sia fatta chiarezza sull’accaduto e che – qualora il fatto venga confermato – siano presi provvedimenti nei confronti degli eventuali responsabili di atti che, per come sono stati descritti, sarebbero lesivi della dignità personale”.

Lo speriamo anche noi perché la Costituzione, finché c’è, riconosce pari dignità sociale a tutti i cittadini. Una vicenda, questa, particolarmente vergognosa perché indirizzata contro una persona ristretta e che non ha forza contrattuale per opporsi.


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