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Riforma Moratti? No, grazie!

Settembre è il mese che segna il ritorno degli studenti italiani sui banchi di scuola. Ma questo non sarà un anno come tutti gli altri! E’, ahimè, l’anno dell’entrata in vigore della tanto contestata riforma Moratti.

di Stefania Anfuso - mercoledì 29 settembre 2004 - 6510 letture

di Stefania Anfuso

Settembre è il mese che segna il ritorno degli studenti italiani sui banchi di scuola. Ma questo non sarà un anno come tutti gli altri! E’, ahimè, l’anno dell’entrata in vigore della tanto contestata riforma Moratti. Non che la scuola pubblica prima fosse al top, ma la legge 53/2003 invece di apportare i tanti miglioramenti auspicati dai legislatori, sta provocando malumori e disservizi in ogni ordine di scuola.

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La riforma, alla faccia del milione di posti di lavoro previsti dal governo Berlusconi, ha abolito 34 mila insegnanti, ha dimezzato il numero degli insegnanti di sostegno e chissà quante cattedre verranno eliminate nell’anno scolastico 2005-2006 quando la riforma entrerà totalmente in vigore per le secondarie di primo grado. Eh sì perché tutto l’impianto ideologico della legge 53/2003 è incentrato sull’equazione riforma = ridurre: ridurre finanziamenti e risorse alla scuola pubblica accrescendo quelli per le scuole private, ridurre l’autonomia delle scuole, ridurre il tempo scuola obbligatorio e gli anni di obbligo scolastico, ridurre il numero di insegnanti, ridurre le sedi scolastiche, ridurre il numero degli studenti che proseguono gli studi a scuola, ridurre la libertà di scelta degli studenti poiché anticipandola essa ricadrebbe sulle famiglie, ridurre i diritti sindacali, ridurre la spesa per la ricerca e la sperimentazione già all’ultimo posto in Europa. In poche parole il governo italiano, negando il valore sociale della conoscenza, vuole ridurre la qualità della scuola pubblica per aprire spazi alle scuole private, seguendo un modello già avviato nella sanità. Per fortuna comunque la riforma della scuola pubblica, "fiore all’occhiello" della politica dell’attuale governo, si sta rivelando un flop: solo la metà degli istituti ha applicato la riforma e per giunta solo parzialmente, con una percentuale del 61 per cento di renitenti alle scuole elementari. Contestata innanzitutto la novità più eclatante della riforma, il tutor: la maggior parte degli insegnanti della scuola elementare, dove per ogni classe operano tre maestri, e della scuola media non vogliono rinunciare alla collegialità, concentrando funzioni e ruoli nelle mani di un maestro o di un professore predominante. Elementi di dissenso sono poi: l’introduzione del portfolio, un documento di valutazione che accompagna il percorso formativo dell’alunno dalla scuola dell’infanzia alle superiori; l’abolizione del tempo pieno, destinato a scomparire definitivamente tra due anni; i nuovi programmi di Storia e Geografia della scuola media che hanno cancellato l’insegnamento delle età primitiva, greca e romana e delle regioni italiane. Speriamo vivamente che questi dissensi portino ad una grande mobilitazione, nella scuola e nel Paese, contro la riforma Moratti che altrimenti lascerà dietro di sé solo macerie, perché essa diffonde ignoranza, aumenta la precarietà sociale e diminuisce la speranza di miglioramento della qualità della vita.


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> Riforma Moratti? No, grazie!
2 ottobre 2004, di : Krapp

Riporto il testo di una mail che mi è arrivata in questi giorni... non ho verificato ma mi sembra plausibile...

Ecco cosa riporta uno dei nuovi libri di Storia contemporanea adottato da numerose scuole medie; il brano è tratto dal Capitolo 2,paragrafo 1 (La Sinistra storica al potere):

"Gli uomini della Destra erano aristocratici e grandi proprietari terrieri. Essi facevano politica al solo scopo di servire lo Stato e non per elevarsi socialmente o arricchirsi; inoltre amministravano le finanze statali con la stessa attenzione con cui curavano i propri patrimoni. Gli uomini della Sinistra, invece, sono professionisti, inprenditori e avvocati disposti a fare carriera in qualunque modo, talvolta sacrificando perfino il bene della nazione ai propri interessi. La grande differenza tra i governi della Destra e quelli della Sinistra consiste soprattutto nella diversità del loro atteggiamento morale e politico"

(Bellesini Federica, "I nuovi sentieri della Storia. Il Novecento", Istit. Geogr. De Agostini, 2003, Novara)

    > Riforma Moratti? No, grazie!
    6 ottobre 2004, di : alex 86

    mamma mia che schifo non avrei mai pensato potessero arrivare a tanto io quest’anno faccio il quinto scientifico e mi candidero’rappresentante di istituto la mia scuola e sono sicuro mi appogera’ quasi tutta la voglio vedere occupata . voglio che i ragazzi delle prime classi inizino subito a capire cosa significa protestare voglio che capiscano che stiamo facendo qualcosa di giusto ma voglio soprattutto che capiscano bene questo ’qualcosa’ contro cui combattiamo che cosa e’. sono sicuro che la mobilitazione di tutte le scuole sara grande
    > il mercato nelle scuole
    23 settembre 2005, di : contribuente

    Vorrei segnalare un problema di funzionamento delle scuole. A parte la sicurezza degli edifici e delle persone (prevista solo mediante ridicoli pezzi di carta e incredibili corsi dalla dubbia efficacia), ma cosa ci fanno dentro gli istituti durante le lezioni i rappresentanti delle case editrici? Non sarebbe il caso di tenerli fuori dalle aule?