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Nuovo codice della strada

Fino a che punto una stretta, fino a che punto una scommessa?

di Silvia Zambrini - lunedì 17 luglio 2023 - 1343 letture

Quando certi provvedimenti vengono presi sulla scia emotiva di infortuni che hanno scosso l’opinione pubblica viene da porsi qualche interrogativo. A bordo della Lamborghini che ha travolto l’auto uccidendo il bimbo di 5 anni c’erano 4 ragazzi impegnati in una sfida social: un fatto inquietante su più fronti (non soltanto stradale) ma che nella sostanza non si discosta dai casi di eccesso di velocità: questa in Italia continua a essere la prima causa di incidenti oltre alla mancata precedenza e all’andamento indeciso.

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri si presenta come grande giro di vite nei confronti di comportamenti già proibiti come la guida in stato di ebbrezza, con in mano il telefonino, il non rispetto dei limiti di velocità e distanze di sicurezza. Nuove misure riguardano invece l’obbligo di targa per i monopattini, non meno di 24 anni per chi guida automezzi particolarmente potenti: è giusto considerare i neomaggiorenni non sufficientemente esperti per tante cose ma se certi veicoli sollecitano comportamenti esibizionistici (oltre al fatto di essere spesso inutilmente ingombranti), ciò dovrebbe riguardare tutti e a ogni età. Va inoltre considerato che l’automobile sta perdendo importanza a livello di status symbol (come già da tempo la motocicletta) e la categoria dei diciottenni neopatentati si sta riducendo.

Se agli alcol/droga test sui giovani, a seguito di sinistri, risultano positivi il 20%, viene da chiedersi chi sono i maggiori responsabili di incidenti che ogni giorno causano circa 8 morti e centinaia di feriti sulle strade. Che cosa davvero crea tutta questa distrazione (giovani, ubriachi, drogati, challengers a parte). Il provvedimento condanna l’uso dello smartphone al volante per un fatto di impedimento fisico, non di distrazione mentale: non si accenna all’obbligo di vivavoce da sostituirsi agli auricolari che già sarebbero proibiti (...se non usando un solo dispositivo e godendo di buon udito per entrambe le orecchie). Nessun inasprimento di sanzione per chi si isola con l’autoradio a volume assordante. Nessun divieto a ciclisti, monopattinatori e pedoni che avanzano in cuffia con lo sguardo vitreo perché questo tipo di sordità coinvolge anche la vista: il caso dei pedoni che hanno attraversato i binari senza sentire il treno e nemmeno vedendolo arrivare come invece sarebbe stato per un sordo fisiologico. La distrazione più diffusa, indipendentemente da alcol e stupefacenti, rimane quella da sordità tecnologica, comunicativa, uditiva. Che impedisce di notare il segnale e altri imprevisti per tempo. Che contribuisce all’andamento indeciso, al ravvicinamento tra veicoli, alle frenate improvvise: la velocità rimane un concetto relativo al di là dei limiti di legge e l’ascolto una necessità, anche e soprattutto per i non motorizzati.

Autovelox, telecamere, esami tossicologici a incidente già avvenuto e multe più severe, non sostituiscono il controllo dal vivo. Quante volte si è assistito impotenti alle corse scellerate di automobilisti senza l’intervento di alcun addetto alla sicurezza nonostante le segnalazioni dei cittadini o ad altre situazioni di ostentata sfrontatezza soprattutto di notte; lungo le strade extra urbane dove gli incidenti mortali sono aumentati (senza quel traffico urbano che a suo modo costringe a rallentare, e nemmeno il controllo di polizia come in autostrada).

Una stretta a comportamenti sino ad ora di difficile rilevazione è cosa lodevole a prescindere dalle controversie del provvedimento: il rischio di non riuscire a rendere effettive le restrizioni esiste, specie quando queste vengono stabilite a seguito di fatti eclatanti (come i recenti incidenti) perché le aspettative sono maggiori. Specie dove la proposta di zona 30 da parte di alcuni sindaci ha subito sollevato dei polveroni; dove l’uso dei telefonini è tra i più alti e in continua crescita. E l’applicazione del castigo (molto più del castigo) sarebbe la vera svolta, la prova di tolleranza 0 che in questo caso raccoglierebbe un consenso multilaterale. Buon lavoro Ministro!


Questo articolo è pubblicato anche da Fana.one.



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