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"La lupa"di Giovanni Verga in teatro per l’adattamento di Turi Giordano e Guia Ielo

di Liliana Rosano - martedì 19 febbraio 2008 - 4484 letture

Tra tutte le novelle di Giovanni Verga “La lupa” è sicuramente quella in cui più domina la passione e quell’andare contro il destino, quasi sfidandolo, cosa contraria al tipico atteggiamento di rassegnazione verghiana. In questo adattamento di Turi Giordano e di Guia Ielo si vuole fare del fuoco erotico della passione l’elemento dominante in un gioco a spirale di amore e morte. La storia è quella che conosciamo dalle pagine verghiane, la Gna Pina, detta la Lupa è una donna sensuale e insaziabile che coinvolge il Giovane Nanni nelle sue magmatiche spire di mangiatrice di uomini, attirando a sé l’odio della figlia cosi fredda e pietrificante. In questa messa in scena spicca l’intensa interpretazione di Guia Ielo nei panni della lupa, così viscerale e vulcanica da dominare per intero i due atti dello spettacolo. Meno sensuale e passionale è invece il personaggi di Nanni, che sulle scene appare così fragile, timido e inerte, tanto da essere fin troppo sovrastato dall’eros della Lupa. La parte corale dello spettacolo, tradisce quella natura esplosiva che sembra voler caratterizzare l’intento originale dell’adattamento. A rendere poco verghiano il tutto è la mancanza di quelle suggestioni che assaporiamo nelle pagine dello scrittore siciliano: quei sapori aridi, quella natura dalla durezza sciarosa, nonostante la scenografia e le musiche tentino di evocare quell’ immaginario. A chiudere nel segno della morte, però è sempre lei: quella passione-eros, a cui da forma l’estrema interpretazione di Guia Ielo, che come il fuoco dell’Etna avvolge e distrugge le cose che l’uomo ha creato, quasi fosse una soluzione catartica e liberatoria

Liliana Rosano


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