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Il Grande Inquisitore a Catania

A Catania, al teatro Musco, "Il grande inquisitore" di Peter Brooks.
di Liliana Rosano - sabato 12 gennaio 2008 - 3487 letture

Un racconto asciutto e rigoroso di estrema intensità emotiva, sull’esempio della migliore tradizione del teatro inglese shakespeariano. Peter Brooks, uno dei maestri del teatro contemporaneo, applauditissimo e apprezzato in tutto il mondo, ha reso così questo monologo, recitato integralmente in lingua inglese, tratto da un frammento del romanzo di Dostoevskij “I Fratelli Karamazov”.

The Grand Inquisitor racconta il ritorno di Cristo in terra, a Siviglia, all’epoca della Grande Inquisizione. La sua presenza muta e immobile, si contrappone al monologo-interrogatorio del Grande Inquisitore, interpretato da Bruce Myers, attore di qualità straordinarie che recita con la forza del viso e l’espressività della parola. Lo spazio essenziale del palco, privo di alcuna scenografia, fanno risaltare le parole e le domande assolute del testo, facendole rimbalzare sullo spettatore, avvolto da una carica di tensione, che resta costante per tutta la durata della narrazione. Le speculazioni che pone il romanzo non possono che essere attuali il rapporto tra libertà e felicità, tra potere e soddisfacimento dei bisogni primari, il mistero della fede.In questa dialettica tra il Bene e il Male non si trovano risposte se non nel finale bacio-muto di un Cristo, nuovamente enigmatico.

Il pubblico del Musco ha a lungo applaudito i due attori e avuto la possibilità di confrontarsi con un teatro contemporaneo di alto livello, come quello del maestro Brooks.


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