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Memorie della terra

Un viaggio tra suoni, musica e colori della Sicilia di ieri che guarda al futuro...
di Liliana Rosano - martedì 24 aprile 2007 - 3308 letture

Nasce dalla memoria della lingua, dei corpi, dei luoghi, dei silenzi e dall’urgenza di ricostruire le trame di una creatività che, se privata dell’elemento del dialogo con la cultura passata appassisce, il progetto “Memorie della terra”, presentato presso l’Auditorium dei Benedettini lo scorso 24 marzo ed organizzato dai Circuiti culturali dell’Università di Catania e dalla Facoltà di Lingue e Letterature straniere nell’ambito dell’iniziativa “Sicilia/Europa. Invenzione e memoria“ dedicata a Rosa Balistreri, la grande interprete del canto popolare scomparsa nel 1990.

Una serata singolare, un concerto di immagini e suoni, che ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico, sia in termini numerici che di coinvolgimento emotivo. Sulla scena sei musicisti di altissimo livello, tutti provenienti da raffinate e diversificate esperienze musicali (Alfio Antico, tamburi a cornice e voce, Stefano Zorzanello, sax soprano, flauto e ottavino, Puccio Castrogiovanni, voce, fiati, plettri e marranzani, Giovanni Arena, contrabbasso, Fabrizio Puglisi, pianoforte, José Mobilia, percussioni) hanno dato vita ad un densissimo dialogo di tecniche, sonorità e timbri diversi, creando atmosfere musicali emozionanti e innovative. L’organico strumentale ha dunque messo insieme sapientemente timbri e tradizioni esecutive apparentemente estreme ed inconciliabili: gli ottoni con i tamburi a cornice della tradizione siciliana, le ance con l’organetto e il pianoforte. Un’idea di musica senza confini e senza schemi precostituiti, aperta tanto verso la memoria del passato quanto verso le migrazioni, gli adattamenti le commistioni dell’oggi.

Il progetto musicalmente dunque nasce con questo intento e non aspira a diventare ensemble, non cerca identità di gruppo. Vuole rimanere “incontro di esperienze”: personalità distinte che si passano germi d’affezioni di umanità. I testi e i documenti sonori, provengono dalla raccolta Era Sicilia, frutto del prezioso lavoro di Antonino Uccello, prodotta dalla Casa Museo di Palazzolo Acreide in collaborazione con la Fondazione Nazionale di Santa Cecilia. In particolare, i musicisti hanno dato libera ispirazione al loro flusso sperimentale avendo come (s)fondo il video-documento “La memoria della terra”: un cortometraggio girato da Mario Valenti in un piccolo paese del nisseno, Resuttano, basato sulla testimonianza di una anziana donna, Giacoma Trombello, un personaggio di grande forza che semplicemente racconta di sé, delle sue lotte, dei suoi dolori, delle sue gioie.

L’improvvisazione è stata quindi la linea di continuità scelta dai musicisti, senza rinunciare però ad un certo virtuosismo, come quello del percussionista Alfio Antico, che sicuramente rappresenta uno dei più autentici interpreti della cultura pastorale siciliana, rifondando la tecnica strumentale dei tamburi a cornice.

Memoria della Terra è insomma un modo per conservare la memoria di ieri senza rinunciare al nostro essere artisti di questo nostro tempo. Non per elegia, ma per ricerca di senso. E di bellezza. La regia di questo progetto, nato interamente a Catania, ma che sarà ospitato in alcune manifestazioni in giro per la Sicilia e per il mondo, è stata affidata a Salvo Piro, la direzione artistica a Riccardo Inzolfa, gli arrangiamenti e le elaborazioni elettroniche sono stati invece affidati al musicista e compositore Giancarlo Scarvaglieri.


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