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L’imbroglio nucleare

Perché siamo contro il nucleare. Una lotta lunga mezzo secolo.
di Sergej - sabato 22 gennaio 2005 - 21105 letture

Appartengo a una generazione cresciuta con il mito del progresso e del nucleare. La speranza di una energia a basso costo, "facile" e non legata alla finitezza delle risorse tradizionali: il carbone, il petrolio. A scuola, alle elementari, la maestra con il supporto dei sussidiari dell’epoca, ci dicevano di come una nave, grazie a un propulsore nucleare, avrebbe potuto navigare per mesi senza essere costretta a fermarsi per fare rifornimento. C’erano già i primi prototipi statunitensi. E i sommergibili già utilizzavano i motori nucleari per andare sotto i ghiacci del Polo Nord. L’informazione che non veniva detta a scuola dalle nostre maestre distratte era che c’era stata Hiroshima e Nagasaki, e che tutto il mondo viveva nel terrore della Guerra Fredda, con i missili nucleari pronti a partire e a distruggere tutto. Le potenze nucleari facevano gli "esperimenti" a cielo aperto, con le ricadute radioattive su tutto il globo. Negli anni Cinquanta gli americani sperimentavano sulle popolazioni civili rilasciando dosi di materiale radioattivo nell’acqua: ma questo l’avremmo saputo solo negli anni Novanta quando sarebbero stati desecretati i soliti "documenti segreti" di CIA e FBI.

Alla fine degli anni Sessanta il movimento pacifista era antinucleare, contro l’impiego del nucleare negli armamenti. Le potenze nucleari cominciavano a nascondere lo sviluppo delle loro armi facendo diventare gli esperimenti "sotterranei". Sudafrica e Israele iniziavano i loro programmi nucleari ma senza dirlo in giro. Insomma, la faccedna nucleare cominciava a essere vista come una faccenda sporca. Sui libri di scuola spuntava Nagasaki e Hiroshima, si cominciavano a vedere le foto di quegli orrori.

L’infatuazione industrialista nei confronti dell’uso civile dell’energia nuclare domina per tutti gli anni Sessanta e Settanta. Noi, negli anni Settanta, eravamo contro il nucleare civile perché:

- la tecnologia ingegneristica non era sicura;

- era un’energia troppo costosa. Pensavamo si dovessero impiegare meglio risorse e tempo per lo sviluppo di energie alternative e riciclabili;

- era una tecnologia militare, che presupponeva una militarizzazione dei territori: per controllare e rendere sicure le centrali i territori dovevano essere sorvegliati giorno e notte;

- c’era il problema delle scorie. Già sapevamo, e lo dicevamo: non esistono sistemi per rendere sicure le scorie nucleari, per garantire la sicurezza dei siti nei millenni che ci vogliono perché le scorie la smettano di uccidere.

L’Italia intanto si dotava delle prime centrali sperimentali. C’era da una parte la voglia di restare al "passo con i tempi", far vedere che il paese era industriale e "evoluto". Fanfani e le autostrade. Il dibattito a sinistra era diviso tra chi vedeva il nucleare come progresso, parte del mito industrialista. Felice Ippoliti era uno di questi. Altri cominciavano a fare discorsi diversi, che sarebbero presto confluiti nelle istanze ecologiste e ambientaliste. Marcello Cini, il gruppo di scienziati attivi attorno alla rivista "Sapere".

La crisi energetica petrolifera della metà degli annni Settanta diede l’alibi ai governi centrali di imporre il nucleare. L’Italia cominciò a produrre energia nucleare, i piani prevedevano una sempre maggiore quota di energia prodotta con questo sistema. Noi dicevamo:

- l’Italia non ha miniere di uranio. Il nucleare non elimina la dipendenza del nostro paese dall’estero. Anzi.

- costruire centrali nucleari è troppo costoso. Sono cattedrali nel deserto, instabili dal punto di vista tecnologico. Le risorse destinate a queste centrali potrebbero essere destinate meglio per migliorare le tecnologie d’uso dell’energia: motori più efficenti, mezzi di trasmissione dell’energia che non perdano per strada il 50% dell’energia elettrica immessa.

Quando si è verificato il collasso a Chernobyl nessuno in Italia poteva dire: questa cosa non lo sapevamo, nessuno ci avevama mai detto che il nucleare è questo. L’attività del movimento antinuclarista è stata continua per tutti gli anni Settanta e Ottanta, anche contro l’indifferenza di dirigenti della sinistra di allora. No nukes era un impegno categorico. Un film come "The day after" aveva messo davanti agli occhi di tutti l’incubo di una generazione che viveva nel terrore atomico.

Dopo Chernobyl, immense regioni europee contaminate. Le radiazioni che sono arrivate fino a noi ("non mangiate verdura fresca, è contaminata!"). Un referendum che abbiamo voluto, in cui ci siamo impegnati e che abbiamo vinto.

Poi, dopo un periodo di silenzio, i nuclearisti sono ripartiti. Gli USA avevano scelto di non costruire più centrali nucleari nei loro territori, ma le loro multinazionali continuano a costruirne fuori gli USA. In Italia esiste una lobby nuclearista interessata ai profitti che portano la costruzione di centrali nucleari, una lobby che fa il suo lavoro al di là delle ideologie. Che trova sempre qualche scienziato disposto ad assicurare che le "nuove" centrali sono sicure: Regge, la rivista "Le Scienze". In realtà sul nucleare c’è davvero poco di nuovo:

- dal punto di vista ingegneristico sono stati fatti pochi progressi, e in ogni caso nessuno in Italia, paese che non ha brevetti ingegneristici nel settore: chi ci guadagna nell’imporre una tecnologia come il nucleare sono i detentori dei brevetti che rimangono multinazionali private estere;

- nessuno ha risolto il problema delle scorie;

- il nucleare continua a essere molto costoso, e poco efficente dal punto di vista termodinamico. Costruire una centrale nucleare costa 10 volte più di una centrale tradizionale, e la sua resa termodinamica è risibile dato che non abbiamo sistemi per convertire direttamente energia nucleare in energia elettrica, ma tutto passa attraverso la dispersione termica (il riscaldamento di acqua);

- costruire una centrale nucleare significa impiegare ingenti risorse finanziarie, e vedere la prima energia prodotta dopo almeno 10-15 anni. Tanto ci vuole per costruire una centrale nucleare. Chi vuole affrontare i problemi dell’energia, che sono quelli di oggi, non vedrà energia proveniente da queste centrali se non dopo almeno dieci anni (se va bene);

- nessuno ha ancora risolto il problema di come smantellare una centrale nucleare una volta che essa ha esaurito la sua vita. Una centrale nucleare "dura" una ventina di anni: e dopo? Dopo sappiamo solo che occorrono 10 anni altri per raffreddare il nocciolo. Dopodiché occorrebbe trovare il sistema di stoccare le tonnellate di acciaio e cemento radiottivi: con quali soldi? dove? in che modo?

- continuiamo a non avere miniere di uranio; saremo soggetti al "mercato" così come avviene ora per il petrolio;

- con i problemi di instabilità politica, una centrale nucleare è la prima cosa che un "terrorista" vorrebbe far saltare in aria. Questo significa che per proteggere una centrale nucleare occorre mettere in campo ulteriori costi e risorse senza la sicurezza di riuscire a farlo davvero;

- si continua a pensare lo sviluppo in termini anacronistici: nell’era della miniaturizzazione e dell’elettronica, ancora vogliamo andare appresso alle cattedrali nel deserto?

- perché non si vuole investire nell’energia riciclabile e alternativa? Perché nessuno ascolta Rubbia?


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> L’inbroglio nucleare
24 febbraio 2005 |||||| Sito Web: Rubbiatron

Il motore nucleare ideato da Carlo Rubbia, "Rubbiatron" (usa Torio e non Uranio)
> L’inbroglio nucleare
30 marzo 2005, di : giorgio

Ciao mi chiamo Giorgio lavoro in una centrale nucleare. Una centrale nucleare è sicura, molto sicura ,si trova tutto dentro una scatola di acciaio spessa 2 metri , e fuori è protetta da un’altra protezione in cemento armato spessa 3 metri ,cioè un’altra bomba atomica potrebbe distruggerla , ed un’altra bomba atomica creerebbe radiazioni cioè la bomba atomica è pericolosa ,la centrale no!considera che io tecnico se volessi creare danni alla centrale nucleare in cui lavoro non ci riuscirei. ci sono tante di quelle protezioni che non ti immagini ,Cernobyl è stato un progetto antico , e come se mettessi 100 litri di acqua in una bottiglia di un litro ,era pericolosa si sapeva ma non si preoccupava nessuno. Considera che per buttare giù una centrale nucleare avrei bisogno di schiantarmi contro con 160 aerei di linea sullo stesso punto , credo che il terrorismo deve impegnarsi molto finanziareamente , considera anche che noi camminiamo su pavimenti in legno di cernobyl o tavoli, venduti a buon prezzo e tanto altro.Saluti Giorgio
    > Non è così anche se dici di lavorare in una centrale nucleare
    20 agosto 2005

    ti dico solo una cosa a cui forse non abbiamo fatto realmente caso: le scorie per migliaia di anni dove li mettiamo, e quanto costa sorvegliarli? allora un giorno, dopo che io mi sono beccato l’energia, mio figlio mio nipote etc.. fino ad 10 generazioni mi ringrazieranno e RICORDERANNO per l’immenso regalo di Scorie, ma stiamo scherzando? ci rendiamo conto? insomma l’uomo è sapiens o deficente! (nessun riferimento ai presenti)
    > L’inbroglio nucleare
    28 aprile 2006

    Per favore, la prossima volta, fai tradurre in italiano i tuoi pensieri. Lavorando in una centrale nucleare probabilmente hai subito qualche strana mutazione linguistica...
    > L’inbroglio nucleare
    18 febbraio 2007

    Mah le scorie presenti migliaia di anni....siamo rimasti fermi a tanti anni fa’.Le scorie oggi si possono distruggere ma colpevolmente o meno questo fatto non viene dichiarato.No signori basta con le mezze verita’ pilotate agitando spettri che non esistono.Si cambiera’ e’ una speranza,una promessa.
> L’inbroglio nucleare
17 giugno 2005

iMbroglio!

imbroglio Sillabazione/Fonetica [im-brò-glio] Etimologia Deriv. di imbrogliare Vedi Sinonimi e contrari

Definizione s. m. 1 groviglio, intrico: un imbroglio di fili 2 (fig.) faccenda, situazione intricata, confusa: cacciarsi in un imbroglio; tirarsi fuori da un imbroglio. DIM. imbroglietto, imbrogliuccio PEGG. imbrogliaccio 3 (fig.) espediente inteso a trarre in inganno, a modificare illecitamente la situazione a proprio vantaggio: questo affare nasconde un imbroglio 4 (mar.) ciascuno dei cavetti applicati a una vela per poterla serrare 5 (mus.) intreccio di parti vocali o strumentali con sovrapposizione di ritmi diversi; è frequente nelle opere buffe o di carattere giocoso.

http://www.garzantilinguistica.it

Imbroglio nucleare o imbroglio ambientalista?
9 settembre 2005, di : Franco Nardelli

450 centrali nucleari funzionano nel mondo. In 50 anni un solo incidente grave: Chernobyl. Causato dalla cialtroneria e non dalla tecnologia. Come il nostro Vajont, unico incidente più grave di Chernobyl. L’industria nucleare nella sua storia cinquantennale ha fatto nel mondo meno vittime delle motociclette in Italia in un anno. E’ falso e sciocco che "il rendimento termodinamico è basso", fatevelo spiegare da un ingegnere chimico qualunque. Un dettaglio che l’autore non nomina neppure è che il nucleare non produce anidride carbonica, e chi ha il nucleare farà i soldi grazie al protocollo di Kyoto, mentre noi italiani saremo svenati.

Antieconomico il nucleare? E lo dice perfino adesso che il greggio costa 65 $/barile! Magari non avessimo distrutte le 4 ottime centrali che avevamo!

La lobby vincente è quella del vento e del fotovoltatico. Quatti quatti hanno già succhiato decine di migliaia di miliardi di vecchie lire per produrre quantità di energia praticamente "simboliche", a un costo 10-20 volte maggiore delle tecnologie "serie". Tutto naturalmente con soldi pubblici.

Tutti gli ambientalisti sono schierati con loro. Ma lo sanno che la più importante azienda, la IVPC, la "Italian Vento Power Company di Avellino" è di proprietà USA - Giappone? E fiumi di soldi vanno già in USA?

Gli USA non hanno firmato il protocollo di Kyoto (ambedue i partiti hanno promesso che non lo avrebbero fatto: secondo me non sono affatto cretini). Ma lo sfruttano alla grande, vendendoci giocattoli, e togliendoci competitività. A volte mi viene il sospetto che in qualche modo i nostri ambientalisti facciano il loro gioco.

L’unica fonte seria e a basso costo che dà energia senza produrre CO2 è il nucleare.

Dopo Chernobyl l’unico paese al mondo a chiudere il nucleare è stato l’Italia. TUTTI gli altri hanno aumentato la produzione delle centrali esistenti o costruito delle nuove. E perfino Chernobyl ancora funziona e produce energia: tanta e a basso costo.

Sorvolo sulla enorme quantità di sciocchezze del lungo articolo. Ma se l’autore vuol difenderne qualcuna in particolare, sono pronto. Saluti.

    > MA PARLI SUL SERIO O SCHERZI !!!
    19 settembre 2005

    Nelle vicinanze diTUTTE le centrali nucleari, in TUTTO il mondo, il cancro è di casa, e certe statistiche vengono ben tenute nascoste;
    - nel mondo succedono continuamente piccole catastrofi nucleari dovute all’inquinamento dei siti nucleari ed estremamente minimizzati;
    - NON ESISTE il nucleare sicuro. Certo l’efficenza, la complessità, la modernità,la sicurezza di marcia delle attuali centrali(non di TUTTE)c’è : ipotizziamo una sicurezza globale del 99,9999 %: quel 0,00001 % di "insicurezza" potrebbe originare catastrofi immense non solo per noi ma per migliaia di anni futuri!!!!
    - LE SCORIE nucleari sono una spada di damocle che noi prepariamo alle nostre generazioni future per migliaia di anni!!!
    - COME si fa’ a credere ancora (dopo l’esempio di Cernobyl) che il nucleare possa, anche in futuro, diventare SICURO!!!! roberto
    > Concordo, anzi aggiungo che...
    12 ottobre 2005, di : tuculti

    Concordo pienamente, anzi aggiungo che i verdi e gli ambientalisti nostrani, oltre a prendere ordini dai verdi europei, sono pagati dai petrolieri per sponsorizzare le ben note energie alternative (alternative nel senso che sono un modo alternativo per buttare i soldi dalla finestra) a scapito del nucleare, l’unica vera risposta al monopolio energetico del petrolio. Non lo ammetteranno mai, smentiranno con tutte le loro forze forse anche con insulti, ma è così... Saluti
    > Ricerca Informati Studia
    28 ottobre 2005, di : Stefano

    Carissimo,

    ciò che scrivi non è vero. Ti do alcuni dati:

    Negli USA operano 109 reattori per una potenza di 99 GW. L’ultimo ordine di costruzione di un reattore nucleare effettivamente realizzato risale a 23 anni fa. Negli ultimi 30 anni, i reattori ordinati e successivamente cancellati per i costi crescenti sono stati 123.

    Nel 1990, in Canada, il piano di costruzione di 10 reattori entro il 2014, è stato cancellato.

    La centrale Yankee Rowe del Massachussets, chiusa nel 1991, fu costruita nel 1960 a un costo, in dollari 1993, di 186 milioni; lo smantellamento completo prevede (non è stato ancora completamente terminato!) una spesa di 370 milioni di dollari, quasi il doppio di quanto speso per costruirla. E’ DURATA 31 ANNI!

    La vita media dei 430 reattori attualmete in funzione nel mondo è di 21 anni. Stanno smantellando 80 centrali li che hanno una vita media di 32 anni. In costruzione ce ne sono 36. Nessuna di queste è in Europa o in nord America. Attenzione IN COSTRUZIONE non in progetto di costruirle.

    Nel 2002, British Energy entrò in crisi perché la liberalizzazione dei mercati elettrici aveva reso il nucleare poco competitivo. Fu salvata dalla bancarotta grazie a un aiuto pubblico di oltre 6 miliardi di euro, in parte per coprire le passività legate alla gestione delle scorie nucleari e al futuro smantellamento delle centrali nucleari.

    Nel gennaio 2005, la Corte dei conti francese ha scoperto che a fronte di 13 miliardi di euro di accantonamenti dichiarati da Electricité de France per lo smantellamento delle centrali nucleari e per la gestione delle scorie radioattive, esistono solo 2,3 miliardi di attivi effettivamente dedicati allo scopo.

    Questi esempi mostrano come il nucleare sia un’industria in cui è facile scaricare i costi sul futuro e sulla collettività.

    Sono un ingegnere e per me dati e calcoli sono il mio lavoro. Non ho paura per le centrali nucleari però la possibilità di incidente NON è zero. Visto cosa può succedere in caso di incidente, mi basta.

    In ogni caso, nessuno costruisce più centrali in Europa ed in nord America perchè NON conviene! Fare una centrale ci vogliono almeno 10 anni e costa più di una centrale a gas o a carbone o gasolio.

    Smantellarla costa più del doppio.

    Dura al più 30 anni

    Il costo di smaltimento dei rifiuti è maggiore del costo di fabbricazione della centrale.

    Ragionando solo in termini economici: perchè farla?

    In Italia ci sono giacimenti di uranio? No!

    Perchè fare centrali nucleari?

    Io non sono un "ambientalista" non apprezzo in genere i verdi in Italia in quanto li ritengo dei cialtroni. Però se una cosa è stupida è stupida.

    La ricetta è quasi banale:

    1) Bisogna iniziare a ridurre i consumi di energia 2) bisogna rendere più efficenti i sistemi: abitazioni più isolate, impianti termici più efficienti, elettrodomestici migliori, illuminazione a basso consumo/alta efficenza (lo sa che in Gran Bretagna è in corso da due anni una campagna di riduzione dei consumi e ci sono incentivi per comprare lampade a basso consumo?) 3) bisogna investire sulle fonti rinnovabili

    Una volta fatti questi 3 passi, allora si vedrà di quante nuove centrali si ha bisogno.

    Perchè essere contrari alle fonti rinnovabili?

    Un pannello fotovoltaico è garantito 25 anni (conosce qualche altra cosa con garanzie analoghe?) e produce energia per 30-35 anni (se vuoi ti invio gli studi fatti sui primi impianti prodotti)

    Il solare e l’eolico sono le due fonti energetiche che continuano a calare come costi. Nel 2010 è previsto che 1KW prodotto dal solare costerà come 1KW prodotto dal petrolio.

    Potrei continuare ad aggiungere informazioni. Chi ricerca la verità ci penserà da solo.

    Concludo dicendo che dietro il nucleare ci sono enormi interessi per pochi-pochissimi. Da fastidio a questi pochissimi che tantissimi possano un domani non aver più bisogno di loro perchè sul tetto di casa avranno la propria centrale elettrica che magari caricherà anche il serbatorio (Idrogeno) della propria auto. (C’è già una azienda nel milanese che ha brevettato il sistema, ma la notizia va tenuta nascosta. Sa, sono dei pazzi!)

    Imbroglio nucleare o imbroglio ambientalista?
    18 marzo 2011, di : ErlKoniG

    In 50 anni un solo incidente serio?

    falso:

    * Three mile island 1979 INES 5

    * Chernobyl 1986 INES 7

    * Goiânia 1987 INES 5

    * Tokaimura 1999 INES 4

    * Fukushima 2011 INES 6 minimo

    uno che non si informa poi va a votare per il nucleare?!

    E’ un incidente SERIO ogni 6,4 anni di media, e ce ne sono altri, quelli "minori" (sversamenti letali, radiazioni, inconvenienti) poi sono letteralmente centinaia.

    Immagina un bel reattorino in pianura padania che schiatta e comincia a fare danni sul serio. Il norditalia, circondato da alpi diventerebbe una conca di morte. E se poi consideriamo che la camorra riesce ad interferire pesantemente nella politica con qualche tonnellata di spazzatura a Napoli, figurati cosa può fare con dei fusti letali per migliaia di anni...

    Un po’ di testa e attenzione, prego.

> L’imbroglio nucleare
15 settembre 2005

Inefficienza del nucleare?

1Kg di nafta in una cetrale produce 6KWh

1Kg di uranio invece produce 5000000KWh (centrale tipo Superphoenix)

E la chiami inefficienza!

    > dovremmo finirla
    19 settembre 2005


    - dovremmo finirla con certi paragoni: l’inquinamento che produce una centrale nucleare è paragonato a quello di 1000 centrali a carbone (parlo anche degli effetti dell’inquinamento)....bisognerebbe arrivare alla conta dei morti......cosa che ci si guarda ben di fare.....
    - certo il Superphoenix è altamente "efficente": in particolare per la produzione du PLUTONIO, cosa di cui la Francia ha estremo bisogno, per il proprio armamento atomico !!!! ...roberto
    > Chi ha ragione sul nucleare?
    5 maggio 2006, di : Gianpaolo |||||| Sito Web: Ambientalisti per il nucleare

    Su Internet, su testi, si trovano così tante notizie discordanti, che non si riesce più a stabilire la verità. Alcune considerazioni vengono da personaggi eminenti, altre da persone che farebbero meglio a stare zitti, perché non conoscendo veramente il problema, continuano a snocciolare imperterriti cifre che non hanno riscontro altrove oppure scrivono dati inesatti, creando solo degli allarmismi (vedi Apophis). Ma la vera "chicca" è la scoperta degli "ambientalisti per il nucleare". Oggi, per essere veramente un ambientalista si deve essere nuclearisti?
    > L’imbroglio nucleare
    18 marzo 2011, di : ErlKoniG

    eh

    solo che un kg di nafta te la tieni in cantina.

    1 kg di plutonio devasta una nazione.

Domandina per tutti i sostenitori del nucleare
20 maggio 2008, di : jack the ripper

Domandine per tutti i sostenitori del nucleare:

Come mai NESSUNA centrale nucleare al mondo è assicurata? Come mai NESSUNA assicurazione al mondo è disposta ad assicurare una centrale? Come mai le poche assicurazioni che erano disposte ad assicurare le centrali nucleari non hanno mai stipulato polizze?

L’imbroglio nucleare
12 luglio 2008

"la sua resa termodinamica è risibile dato che non abbiamo sistemi per convertire direttamente energia nucleare in energia elettrica, ma tutto passa attraverso la dispersione termica (il riscaldamento di acqua)"

Tralasciando i molti errori grammaticali nel resto del testo, questa affermazione é veramente irrilevante. Peraltro (se si volesse seguire questo assurdo ragionamento) il rendimento delle celle fotovoltaiche si aggira intorno al 13% contro il 55% delle centrali termoelettriche a ciclo combinato. Ma questo paragone è proprio assurdo.

Il fatto che produrre energia nucleare costi parecchio (lo studio del MIT "The Future of Nuclear Power", spesso citato dagli ambientalisti come esempio di quanto sia costoso il nucleare, contabilizza ANCHE i costi di stoccaggio e decommissioning) può non significare nulla, se non si considera la complessità del sistema industriale-energetico-economico del paese di cui si sta parlando. Gli USA producono il 16 % di elettricità nucleare, ed è una percentuale adeguata ad un paese come il loro, che consuma energia più di chiunque altro sulla terra e che dispone di grandi quantità di fonti fossili e di un mix di produzione relativamente equilibrato.

In ogni caso, senza incentivi statali il solare fv attualmente costa almeno il doppio della stima più pessimistica sui costi del nucleare dell’MIT.

Peraltro le argomentazioni sulla presunta carenza futura dei combustibili nucleari non considerano l’irrisoria incidenza di tali costi sul totale dei costi di questo tipo di produzione elettrica. Che in effetti è proprio uno dei vantaggi di questa fonte energetica.

Il fatto che le piccole centrali modulari turbogas a ciclo combinato costino meno non significa che bisogna costruire quante più centrali turbogas possibile.

Fornisco anch’io un po’ di dati (fornendone le fonti, cosa che non farebbe male a qualcun altro).

L’83% della produzione elettrica italiana proviene da fonti fossili (68% nel mondo). La produzione percentuale di energie rinnovabili è rimasta pressochè costante, considerata l’enorme mole di consumi energetici. (fonte: BP 2006)

Il 12% della produzione elettrica nazionale è idroelettrica, corrispondente a circa il 2% dei consumi di energia primaria, ma non presenta margini di ulteriore sviluppo in quanto quasi tutto il territorio con caratteristiche adatte è stato sfruttato.

Il 2% è stato assicurato da biomasse e rifiuti, mentre il contributo di eolico e solare (le cosiddette “nuove” fonti rinnovabili) ha coperto il restante 3% (con una quota specifica del solare inferiore allo 0,01 %).

Negli ultimi 30 anni i consumi energetici sono aumentati di più del 2 percento annuo(Fonte: BP e Terna 2006). In Italia abbiamo compensato questo incremento solo con con fonti fossili.

Tra i più grandi produttori di fotovoltaico ci sono anche gli stessi colossi industriali-energetici mondiali (shell, mitshubishi, sanyo etc), quindi se esistono lobby di potere, state sicuri che si occupano anche di moduli FV. Peraltro è un mercato in fortissima crescita (grazie agli incentivi).

Quando si parla di rischi e di chernobyl, ambientalisti virtuosi e misericordiosi come i verdi ammiccano all’uomo comune facendo leva sulle disastrose conseguenze DIRETTE. Potrebbero soffermarsi a dire che quella struttura era tenuta in maniera fatiscente, da un governo che 3 anni dopo si è dissolto per gravissimi problemi economici. Non si soffermano sui progressi tecnologici che in 30 anni sono stati fatti (per capire di cosa sto parlando, provate a paragonare gli standard di sicurezza di un’automobile di trent’anni fa con una moderna). Non si soffermano sul fatto che il 99% delle persone che lavoravano lì non sapevano cosa stavano facendo, perchè le alte dirigenze non volevano che si sapesse che stavano a rischio.

Potrebbero mostrarsi altrettando misericordiosi con i 4000 minatori di carbone che ogni anno nuoiono in cina, o alle specie animali che si estinguono per sempre a causa del cambiamento climatico, con chi muore di tumore a causa del particolato emesso dalle centrali termoelettriche. Inoltre, se è vero che il cambiamento climatico rende più instabile il clima, aumenta la desertificazione, rende più imprevedibili monsoni ed uragani, bisognerebbe imputare anche parte delle vittime di queste catastrofi naturali alle fonti fossili.

Solo che queste conseguenze sono meno dirette e meno spettacolari di chernobyl (unico incidente grave della storia). E la gente ci casca!

Peraltro l’italia E’ DI FATTO nucleare per il 15 %, perchè lo importiamo dall’estero di notte. Pensate che in italia esistono centrali idroelettriche di pompaggio che NON producono elettricità, ma la immagazzinano pompando acqua a monte di notte per consumare gli acquisti internazionali. Di giorno funzionano come centrali normali per ridare l’energia potenziale precedentemente immagazzinata nell’acqua. Queste centrali le hano i paesi nucleari. Più l’Italia, che orgogliosamente rifiuta il nucleare... per poi comprarselo ingrassando gli amici d’oltralpe, (che grazie a noi riducono il problema della superproduzione notturna).

Se le cose non vanno come dite voi, è facile dire "i potenti non vogliono". Anzi questo tipo di slogan hanno permesso ad una lobby di ambientalisti ipocriti di sopravvivere tra le agiatezza dei palazzi della politica per 20 anni!

La "domandina" sulle assicurazioni ha anche una BANALE "rispostina": i governi nazionali ed internazionali predispongono leggi per assicurare la popolazione in caso di incidente! Negli USA questo provvedimento si chiama Price-Anderson Act, è del 1957, e puntualmente viene rinnovato.

Concludo dicendo che non so se il nucleare è la risposta: sicuramente ci sono delle questioni, sopratutto legate allo stoccaggio delle scorie, che lasciano alcuni dubbi (Ma sappiate che esistono delle tecniche di riprocessamento di spent fuel che consentono di alterare la tempistica della radioattività, per gestirla meglio).

Sicuramente esistono ENORMI margini di RISPARMIO ENERGETICO, ma voi sudereste senza accendere l’aria condizionata se state andando ad un appuntamento? A quanto andate sull’autostrada? conoscete i vostri consumi elettrici? li gestite? spegnete l’acqua mentre vi lavate i denti? usate piatti di plastica? andate in vacanza in aereo? Come sono i vostri infissi? spendereste 300 euro in più per una caldaia a condensazione? fate la raccolta differenziata?

Poi ci sono i dubbi sulla effettiva capacità italiana di gestire questi impianti.

E’ bello (e politicamente remunerativo) riempirsi la bocca su fantomatiche "energie alternative" che le "lobby non vogliono", senza chiarire la vera portata di scelte di risparmio energetico.

Insomma, le argomentazioni antinucleariste in questa pagina sono sommarie, prive di indicazioni bibliografiche, a tratti palesemente erronee e sicuramente preconcette. Non centrano le reali problematiche del nucleare, che esistono e sono di natura diversa da quelle evidenziate qui.

Tutto ciò è ovviamente parere mio personale, invito chi voglia controbattere serenamente ad indicare le proprie fonti.

Claudio

L’imbroglio nucleare
5 agosto 2008, di : Vincenzo Ferniani

1. non esistono processi di produzione dell’energia elettrica, ad eccezione di quelli che sfruttano direttamente l’energia cinetica o potenziale, che possano saltare la parte "termica"

2. il rendimento di un impianto nucleare medio è paragonabile a quello di una normale centrale termoelettrica (circa il 39%); impianti più evoluti come quelli autofertilizzanti hanno rendimenti superiori in quanto permettono temperature operative del vapore più elevate

3. come mai vengono sempre e solo citati gli Stati Uniti e mai l’URSS? Non conosci il poligono nucleare di Semipalatinsk fatto allestire da Stalin che in 50 anni ha visto deflagrare circa 400 ordigni? A titolo informativo è stato allestito il poligono e gli abitanti della zona NON sono stati fatti spostare, se non per il tempo necessario a far esplodere l’ordigno (poi potevano tornare a beccarsi il fall out). Gli abitanti sono stati usati come CAVIE alla nazista, per intenderci...

4. quella volta di Chernobyl perché praticamente nessuno si è preso la briga di spiegare perché era successo? Perché non è stato spiegato che la tecnologia russa mirava essenzialmente alla produzione di plutonio per le bombe e prendeva sottogamba la sicurezza? PErché non è stato spiegato che il disastro è stato causato da una DELIBERATA manovra dei tecnici che volevano testare il funzionamento del gruppo elettrogeno? PErché non si è spiegato che i reattori occidentali sono mostruosamente più sicuri, perché concepiti in modo completamente diverso?

5. Perchè non si dice che la nostra tecnologia nucleare era all’avanguardia e che le nostre erano le centrali più sicure al mondo? Esistono qualche centinaio di brevetti italiani sulla tecnologia nucleare, e il reattore autofertilizzante francese è stato costruito anche con l’apporto tecnologico italiano

6. Sul fatto che una centrale nucleare sia più costosa di un impianto termoelettrico tradizionale siamo d’accordo; ma perché non si considera che è un investimento a LUNGO termine? Se andiamo a considerare i dati del 2006 il costo dell’energia nucleare è superiore solo a quello dell’energia prodotta dagli impianti idroelettrici di grossa taglia, quindi il vantaggio si ha nel lungo periodo... (il rapporto costi rispetto alle altre energie è 3:1 nel migliore dei casi, e il caso Francia è emblematico, visto che producendo con il nucleare tutta l’energia elettrica o quasi hanno il prezzo più basso d’Europa)

7. il vostro referendum si limitava ad abrogare certe leggi che favorivano i comuni che accettavano certi tipi di impianti, non era un referendum per bandire il nucleare, quindi siete andati ben oltre il mandato popolare

8. tutte le strutture industriali di grosse dimensioni necessitano di anni per essere costruite e anni per essere demolite in sicurezza; questo discorso non vale per le sole centrali nucleari;

9. i materiali di scarto, dei quali solo una minima parte radioattivi vengono reimpiegati; l’acciaio radioattivo può essere riutilizzato se fuso in piccole percentuali con altro rottame non radioattivo

10. Una centrale nucleare non usa gigantesche quantità di uranio. E comunque le pastiglie di combustibile hanno una notevole autonomia. Premesso questo, le centrali ultima generazione sfruttano molto di più il combustibile rispetto al passato (e non necessariamente hanno bisogno di uranio)

11. le attuali centrali sono modulari e, pur non avendo più le dimensioni di quelle "tradizionali" (che avevano potenze dell’ordine del GWh) riescono a beneficiare ugualmente dell’effetto scala anche con dimensioni decisamente minori (quindi meno impatto sull’ambiente circostante e dal punto di vista finanziario)

12. una moderna centrale nucleare senza intoppi burocratici è operativa in 4 anni

13. se andassi a consultare i progetti delle centrali nucleari (PUN) noteresti come le strutture sensibili siano protette da strutture in grado di resistere anche ad attacchi aerei. E comunque, anche considerando una centrale occidentale della vecchia generazione, queste sono progettate per spegnersi da sole in caso di anomalie; la possibilità che un attacco terrorista riesca a far esplodere un reattore è quantomai fantasiosa

14. se si contesta il basso rendimento di un impianto nucleare, un fotovoltaico o un eolico rendono ancora meno; e resta il fatto che le energie alternative quali il sole e il vento non sono sempre disponibili....

15. Vero, c’è il problema delle scorie. Ma credete che siano solo le centrali nucleari a produrne? Avete mai fatto una radiografia o una TAC o una scentigrafia? Beh, quelle tecniche di diagnosi usano materiale nucleare qualora non lo sapeste. Materiale che va smaltito anch’esso! E quindi...

16. gira e rigira, l’unico sistema per accontentare il protocollo di kyoto sarà il nucleare. Dighe nuove in italia non è possibile farne, e comunque sareste contrari attaccandovi al Vajont...

17. anche se avete indubbiamente le vostre ragioni, non beatevi tanto voi ambientalisti della cultura del no: i vostri catastrofismi sono terrorismo e si potrebbe elencare l’elenco delle figure non proprio eleganti che avete rimediato, come ad esempio le varie teorie sull’evoluzione climatica (facile darne due contrapposte, una delle due sarà sicuramente corretta) o la benzina verde (bella idea sostituire una sostanza tossica, il piombo, con una cancerogena, il benzene!). TUTTO EOLICO E FOTOVOLTAICO? VOI SOGNATE!!!! Costa meno fare 100 centrali nucleari e mantenerle!

    L’imbroglio nucleare
    8 gennaio 2009, di : lys

    Vivevo in Francia, vicino a una centrale nucleare che aveva cominciato a produrre energia atomica da poco tempo. Un giorno mi sono recato a comprare il pane al supermercato e sullo scaffale c’era scritto: ’questa baguette la pagherete soltanto 80 centesimi, in virtù dell’energia nucleare fornita dalla vicina centrale’. Fu soltanto uno specchietto per le allodole, dal momento che dopo qualche mese, la stessa baguette è ritornata a costare 1,20 Franchi, come quelle cotte nel forno elettrico. E allora? Penso che a sostenere il nucleare siano rimaste solo due categorie di persone: gli ’scienziati integralisti’ (che pur di sperimentare nuove tecnologie farebbero morire la loro madre) e tutti quelli di destra (che vedono nel nucleare la possibilità di produrre bombe atomiche, guerre, distruzioni). In ambedue i casi dico: assassini!
      L’imbroglio nucleare
      28 febbraio 2009, di : marco

      Mhh..assassini,bè certo.Forse però non sappiamo quanto inquina una turbina a gas e quanto inquina la caldaia che alimenta una turbina a vapore.
    L’imbroglio nucleare
    18 marzo 2011, di : ErlKoniG

    1) Sarebbe interessante il parere di Tesla, ma non c’è più.

    2) E il confronto di costi? Il costo dell’EPR da 1600 MWe (il reattore europeo di III Generazione fornito dalla franco-tedesca Areva) è di 3 miliardi di euro, le cifre sono più o meno quelle. Quanti reattori ci vorrebbero in Italia? Mi sembra si dicesse dai 20 ai 25 (per avere un misero 6% di fabbisogno), un reattore dura più o meno 30 anni, smantellare una centrale costa il doppio di quanto serve per costruirla.

    Considerando che ci vogliono 11-12 anni a costruirle e 15 ad andare a pieno regime (che "renda"), più o meno 50 anni, con l’uranio che comincerà a scarseggiare sensibilmente già molto prima (e questo non farà parte dei costi?) per amortizzare i costi (solo quelli di costruzione, lo stoccaggio delle scorie è tutt’altra roba, e sono costi esorbitanti) è evidente che non ci serve ad una mazza ora come ora, si vanno a buttare una montagna di soldi quando nel 2050 è prevista la IV generazione, decisamente più sostenibile e renderà obsoleta questa già vecchia tecnologia (anni 1960) prima ancora di ripagarla.

    Abbiamo un gap non colmabile.

    E per cosa, quando l’eolico produce già ora il triplo dell’energia nel mondo rispetto al nucleare a costi enormemente più bassi?!?

    3) Si sa che l’URSS faceva certe cose, ma la mano sul fuoco non la metterei nemmeno sulla Cina e nemmeno sugli USA e Francia.

    4) Anche su chernobyl sappiamo più o meno come è andata la faccenda. Il fatto che accomuna è che al momento TUTTI tendono a nascondere. Poi le radiazioni non si fermano alla dogana e vengono fuori le verità.

    5) I tempi sono al passato. Ora sono 30 anni che non facciamo più ricerca nel settore e non abbiamo sviluppato alcuna esperienza nella gestione del nucleare, ne mezzi, ne personale.

    6) Lungo termine? La vita media di una centrale si attesta sui 25/30 anni, lungo termine è una parolona. A lungo termine c’è sicuramente la nocività delle scorie, quelle si. Ci siamo liberati dell’eternit per tirarci su il plutonio?

    7) il referendum è stato il segno ulteriore di quanto sia economico il nucleare. Come sono stati ritirati i finanziamenti pubblici è diventato evidente che i privati i soldi non ce li mettono, tanto è economico, conveniente e di rendita. E le compagnie assicurative, tanto sono sicure, non le assicurano.

    8) si ma mi fai un discorso che non è paragonabile. E’ come quelli che dicono che l’eolico ha fatto più morti del nucleare. A parte la scemenza della cosa in se, vorrei vederlo davanti ad una pala eolica a 30 metri, e alla stessa distanza davanti al reattore 4 di fukushima.

    9) io non vivrei in una casa (che già di suo magari emette radon) fatta con acciaio derivato da scorie radioattive. Se tu vuoi farlo accomodati, io no.

    10) Il tipo di reattore che vorrebbero qui in italia va ad uranio. L’uranio è in esaurimento. Basterebbe questo per capire una volta di più l’antieconomicità.

    11) Modularmente avvelenati. Immaginiamo un reattorino di questi che strina in lombardia. Il norditalia è "chiuso" dalle alpi... bella "pozza" di morte.

    12) proprio no. E anche se fosse i benefici in bolletta li vedi dopo molti molti anni. Inoltre è più conveniente comprare l’energia elettrica in Francia, ci costa meno.

    13) L’attacco aereo è certamente fantasioso. Un terremoto devastante no. Inoltre se fossi un terrorista non mi fregherebbe molto di far saltare una centrale, mi basta qualche fusto di scorie letali. Significa militarizzare (con conseguenti costi da aggiungere) il territorio, centrali e depositi.

    14) conosci poco la resa dell’eolico e del fotovoltaico. Ora non ho voglia di scrivere, ma basta una ricerca in rete.

    15) questa è una stupidaggine. Non si può paragonare la pericolosità di una lastra con il plutonio! Per tipologia di irradiamento, quantità, continuità. Una radiografia ordinaria comporta per il paziente un assorbimento di 1 millisievert, una TAC è più invasiva e si aggira intorno ai 3 - 4. Sopra i 6 potrebbero iniziare ad esserci conseguenze per la salute umana. Una PET va dai 10 ai 20 e in radioterapia si può arrivare a 40 a seconda del tumore da distruggere. A Fukushima si è partiti da 400 Msv ad esposizione continua nei pressi del reattore 3, quello che va a plutonio con tempo di dimezzamento di 24.400 anni.

    Inoltre se ci fai caso, il nucleare non copre che una minima parte del fabbisogno, che resta dipendente dai combustibili fossili, inoltre ci porterebbe dalla "schiavitù" dei paesi produttori di petrolio a quella dei paesi estrattori di uranio, in quanto l’Italia non abbonda di materie prime ma di sole, vento, acqua che ci renderebbero davvero indipendenti.

    Consideriamo anche che quando la camorra vuole interferire con il governo spara tonnellate di spazzatura a Napoli, figuriamoci se mettesse le mani su scorie nucleari. Perchè sappiamo bene chi vuole gestire gli smaltimenti di ogni rifiuto.

    Il nucleare è una scelta idiota e antieconomica. Con eolico e fotovoltaico, geotermico e maree si potrebbe (visto che la produzione con le alternative nel 2010, nonostante i tentativi di boicottaggio, ha superato la produzione di 30 GW) sicuramente fare l’energia che ci serve senza mettere il culo sulle pedate.