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Ieri / Agota Kristof - Copertina: foto / Rodney Smith

Il racconto di Kristof è contenuto, raccolto. Triste come certe musiche magiare accompagnate dallo stridio del violino. Tra nostalgie e impossibilità della nostalgia, il vuoto degli emigrati, le vite disseminate dei rifugiati...
di Sergej - mercoledì 19 ottobre 2005 - 11569 letture

Per "Ieri" di Agota Kristof, Einaudi ha scelto un particolare di una foto di Rodney Smith: la sagoma di un uomo, di spalle, con cappello a falde. L’uomo è sulla sinistra della foto. Davanti a lui (e a noi) il mare grigio, piatto. L’uomo ha le scarpe, è in piedi su quello che potrebbe essere il limite della spiaggia. L’uomo sta con le mani in tasca: cosa sta facendo? si limita a guardare un punto dell’orizzonte, o si incammina verso il amre - nella direzione della morte?

I colori grigi, lo sfumato tra cielo e mare non sono indizi positivi. A destra, in maniera specualre all’uomo, il vuoto. A terra, in quel limite tra il mare e la spiaggia, una macchia. Cos’è? La foto di coeprtina permette solo congetture. Una foglia? L’ombra di un pesce o di una conchiglia? Una foto quasi magrittiana. L’uomo è davvero un maschietto o una donna vestita in abiti maschili? Ciò che vediamo è il mare o il deserto?

Quali che siano le risposte, c’è una aderenza tra questa immagine e il senso del libro di Kristof. La copertina, in questo caso, "aggiunge" una lettura non deviante al senso che un lettore può ricavare dal libro. Spettatore (nel senso di lettore di immagine) e lettore in senso stretto, si ritrovano su uno stesso tavolo. E’ quando avviene il gioco dei rimandi e sopraggiunte di questo tipo che il "genere" copertina dà i suoi risultati migliori. L’immagine da sempre, oltre al testo, dice qualcosa di oltre e di diverso. E’ una musica che accompagna la lettura del libro, quasi la musica di sottofondo di un film, o la breve sonata iniziale di un’opera teatrale. La copertina, il valore (e l’immagine) della soglia.

Il racconto di Kristof è contenuto, raccolto. Triste come certe musiche magiare accompagnate dallo stridio del violino. Tra nostalgie e impossibilità della nostalgia, il vuoto degli emigrati, le vite disseminate dei rifugiati. Le parti narrative si alternano a parti più evocative, sognanti o "poetiche". Richiudo il libro: di nuovo l’immagine di copertina, rafforzata. Ecco, dopo la lettura l’immagine sembra cambiare, di poco ma cambia. Questo vuoto davanti a noi, questo vuoto che ci portiamo dentro.

Ieri / Agota Kristof ; traduzione di Marco Lodoli. - Torino : Einaudi, 2002. - 102 p., br. ; 18,3 cm. - (L’arcipelago Einaudi ; 9). - Tit.orig.: Hier. - ISBN 88-06-16413-9.


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