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Fava: ’’Rutelli farebbe meglio a star zitto e a far parlare i siciliani’’

Alla vigilia elettorale persino i lettori di tarocchi politici più “acuti” lo avevano detto: le amministrative messinesi non saranno un test nazionale.
di Carmen Ruggeri - domenica 4 dicembre 2005 - 3838 letture

Alla vigilia elettorale persino i lettori di tarocchi politici più “acuti” lo avevano detto: le amministrative messinesi non saranno un test nazionale. Poi, la sentenza dello scrutinio cambia le carte in tavola, manda al ballottaggio i candidati, e ridisegna entrambi i poli. La Casa delle libertà in evidente difficoltà per il brusco calo di Fi (che perde circa 10.000 voti), ma anche per la decisione di Totò Cuffaro di non anticipare le regionali e correre alle politiche, tenta di frenare l’emorragia e di ricucire i rapporti con lo scissionista Raffaele Lombardo (Mister. 7,3%) che sembra non sentire ragioni e puntare dritto alle regionali con l’ipotesi del terzo polo.

Tesi anche i rapporti nell’Unione. Ad innescare i primi attriti sono, poche ore dopo la chiusura dei seggi, le dichiarazioni di Piero Fassino alla convention degli industriali a Taormina: “Se il ponte è una cattedrale nel deserto, diciamo no. Altrimenti ne possiamo parlare...”. Le parole del segretario della quercia irritano la coalizione, soprattutto quella messine che del “no” al ponte ha fatto la sua bandiera. A rincarare la dose, qualche giorno dopo, ci pensano i partiti locali dello schieramento (ad eccezione del Prc) che chiedono a tre giorni dalle primarie il rinvio delle consultazioni regionali al 18 dicembre. E ci pensano pure le indiscrezioni romane su un presunto accordo tra Ds e Margherita per il rinvio delle primarie solo Messina. Di questo abbiamo discusso con Claudio Fava, europarlamentare Ds.

Claudio, il vero e proprio collante del centrosinistra, dalla Margherita a Rifondazione è stato un secco “no” al ponte. Poi, però, a cabine chiuse è arrivata la dichiarazione di Fassino...

Il compagno Fassino nel clima gioioso della riunione siciliana degli industriali, ha evidentemente dimenticato due cose. La prima è una mozione contro il ponte votata all’unanimità al terzo Congresso dei Ds di Pesaro (quello che lo ha eletto segretario). In quella mozione si bocciava il ponte non perché una “cattedrale nel deserto”, ma per ciò che è in realtà. Non è sostenibile finanziariamente, non è necessario per l’economia siciliana, non è un progetto sicuro, non permette altri investimenti infrastrutturali prioritari, ha un impatto ambientale fortissimo ed è il frutto di un percorso “poco trasparente”. La seconda cosa che Fassino dimentica (o ignora) è il voto dei messinesi. Facendo una rapida analisi del voto per i quartieri, le fasce sociali e le motivazioni si capisce bene che quei 10 punti che il centrodestra ha perduto rispetto al 2003 sono riconducibili alla sua irriducibile difesa del ponte. Abbiamo già sbagliato cinque anni fa con le avventate aperture di Rutelli nella campagna elettorale del 2001. Vogliamo ancora perseverare?

A proposito di Rutelli... Mercoledì la Margherita ha chiesto l’ennesimo rinvio delle primarie siciliane perché il voto prima del ballottaggio messinese potrebbe “minare il clima nella coalizione sullo Stretto”. L’ipotesi, però, è stata bocciata dal resto dei partiti dell’Unione. Il leader della Margherita è tornato pure ad attaccare la Borsellino..

Rutelli dice sempre di essere un moderato, ma in realtà non lo è affatto. È intervenuto, con tratti volgari, in un dibattito di grande civiltà con delle conclusioni sommarie. Rutelli mi deve spiegare come fa ad inferire il risultato messinese alla candidatura di Latteri. Quel 21% (complessivo, comprendendo anche le liste del sindaco) non c’entra nulla con Latteri. Quelle di Rutelli sono solo equazioni patetiche. Credo che farebbe meglio a turarsi la bocca e lasciar parlare i siciliani.

Dal pallottoliere elettorale messinese esce anche il 7,3% di Raffaele Lombardo che con la sua ipotesi di “terzo polo” alle regionali rimescola le carte in tavola... Lombardo adesso gioca al mercante in fiera. Ma i messinesi sono abbastanza maturi per votare serenamente senza indicazioni di scuderia. Ben venga l’ipotesi del “terzo polo”... una bella battaglia di principi. Lombardo ripropone l’ipotesi di D’Antoni. Con la differenza che D’Antoni voleva ricreare la Dc, lui invece punta sull’ autonomia, un tema mal posto che con la nuova legge elettorale regionale derubricherà Lombardo e il suo movimento ad una meteora opportunistica, e lui finirà per tornare nell’originario gregge politico d’appartenenza.

Lombardo però viene corteggiato sia da destra che da sinistra... E D’Alema ha affermato che il suo è “un movimento a cui bisogna guardare per intenderne le ragioni”

Lombardo non ha nulla a che vedere con il centrosinistra. Ha sempre inseguito il ceto politico corporativo (con liste di medici, precari...). Così non si fa politica, ma gli interessi particolari di pochi. Se i suoi progetti avessero avuto un qualche riscontro, ai tempi della sua “famosissima” trasferta romana, quelli del rimpasto, sarebbe stato nominato ministro e invece non lo è. Per quel riguarda il centrodestra, è ovvio che cerchino di riacciuffarlo, al Polo ha tolto parecchi voti

Il Polo, nonostante le entusiastiche dichiarazioni di Miccichè, è in evidente difficoltà. Cuffaro annuncia di non voler anticipare le elezioni regionali e di correre per le politiche. Si mormora pure di primarie nel centrodestra e di una possibile candidatura della Prestigiacomo. Che scenari si aprono adesso?

Penso che Cuffaro con buona probabilità si sfilerà. Con l’esito del processo a rischio chiederà un collegio per avere l’immunità parlamentare. Se il centrodestra pensa di recuperare credibilità davanti ai siciliani e fare campagna elettorale tappezzando l’isola con un banale “la mafia fa schifo”, beh saranno delusi


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